Perché l'Occidente domina il mondo

 

 

(25/05/2016) Soltanto un folle o un bugiardo potrebbe sostenere che oggi, nel terzo millennio dell'era cristiana, l'Occidente non domini il mondo. La rete informatica della quale vi state servendo, non è forse una creazione occidentale? E il nome con cui essa è conosciuta, Internet o World Wide Web o The Net che sia, non è forse pronunciato da tutti in una lingua occidentale? Non sono forse stati Paesi, governi e popoli occidentali a colonizzare l'Africa e l'Asia? I vaccini che vi proteggono da malattie mortali, non sono forse stati creati e voluti da menti occidentali? E le canzoni che ascoltate, i film che vedete, i divi e le dive che ammirate, non sono forse occidentali per nascita o per adozione? Il diritto di eleggere i vostri governanti, per il quale molti di voi sono pronti a morire, non è forse un frutto del pensiero politico occidentale? E infine lo stile di vita che desiderate, fatto di libertà, uguaglianza di opportunità, apertura di frontiere, fratellanza senza confini, non è forse lo stile di vita creato dall'Occidente?

Sorge a questo punto una domanda legittima: perché l'Occidente domina il mondo? Perché sono stati i popoli occidentali a colonizzare il resto del mondo, e non viceversa? Perché gli Apache o i Navaho, perché gli Incas o gli Aztechi non hanno costruito delle caravelle, non hanno attraversato l'oceano e non sono sbarcati sulle coste del Portogallo o dell'Inghilterra? E perché Indiani, Cinesi e Giapponesi non hanno imposto al resto del genere umano la loro lingua, la loro religione e il loro stile di vita, come invece ha fatto l'Occidente?

Sarebbe facile, per noi Templari che crediamo nel vero Dio, rispondere a queste domande con un lapidario «Perché il Signore Dio ha voluto così, punto e basta!», così come i genitori rispondono ai tanti «perché questo? perché quello?» dei propri figli con un perentorio «perché sì!»; facile, ma non certo degno della natura umana, di esseri creati da Dio a immagine del Suo Logos affinché conoscessero se stessi e il mondo con le sue leggi, e dalla bellezza della Creazione giungessero a contemplare la saggezza del Creatore. Del resto, come insegna il Dottore Angelico, ciò che è primo nell'ordine della realtà (Dio) è l'ultimo nell'ordine del pensiero e viceversa, in quanto, essendo l'uomo unità di anima e corpo, cioè di Spirito e Materia, è necessario per l'intelletto umano cominciare dalle cose avvertibili con i sensi e da lì procedere alla scoperta delle realtà soprasensibili, dalla fisica alla metafisica, fino a giungere alla Causa Prima di tutte le cose. Pertanto anche noi mondialisti, in questo editoriale, tenteremo di rispondere alla domanda "perché l'Occidente domina il mondo?" analizzando in primo luogo le cause materiali del primato dell'Occidente, poi le sue cause spirituali o ideologiche, per concludere poi con le cause teologiche.

 

0) Prima di esaminare le cause del primato dell'Occidente, è necessaria innanzitutto una explicatio terminis: cosa intendiamo noi mondialisti con la parola "Occidente"? Con la parola "Occidente" noi mondialisti indichiamo l'insieme costituito dai Paesi e dai popoli dell'Europa propriamente detta - quindi con esclusione della Russia, e in seguito ne vedremo il motivo -, degli Stati Uniti d'America-Canada, dell'Australia-Nuova Zelanda, del Giappone-Sudcorea e dell'India. Già da questa prima precisazione possiamo vedere che USA, Canada, Australia e Nuova Zelanda sono popolati in larghissima maggioranza da individui di origine europea; che l'India è stata colonizzata e governata per più d'un secolo da un Paese europeo (l'Inghilterra); e che il Giappone e la Corea del Sud, pur non essendo mai stati colonie, dopo la seconda guerra mondiale si sono sottoposti a un processo di volontaria e accelerata assimilazione della cultura e dello stile di vita dei vincitori -  gli Stati Uniti d'America, un Paese di origine europea - fino a trasformarsi da popoli agricoli e feudali in grandi potenze tecnologiche e in società liberaldemocratiche e consumistiche quanto quella a stelle e strisce. Quando parliamo di Occidente parliamo dunque di una realtà socio-economico-politica nata in Europa e plasmata dall'Europa. Quindi la nostra domanda iniziale «perché l'Occidente domina il mondo?» diventa più precisamente «perché l'Europa domina il mondo?».

 

1) Una sintetica conoscenza storica è sufficiente a mostrare che la civiltà europea è arrivata buona ultima sulla scena del mondo: le prime civiltà basate sull'agricoltura, la pastorizia e la metallurgia sono nate in Mesopotamia all'incirca nel 9.000 avanti Cristo, e da lì si sono espanse dapprima in Egitto, poi verso est nell'India settentrionale, in Cina e Giappone, e da ultimo verso ovest in Grecia, fra gli Etruschi e infine a Roma.

D'altra parte, uno sguardo alla carta geografica evidenzia che tutte queste civiltà si sono sviluppate lungo una fascia pressoché orizzontale che corre dalla Spagna-Marocco lungo il bacino del Mediterraneo-Mar Nero, il Medio Oriente, il nord dell'India, la Cina fino al Giappone: tutte regioni poste quasi alla stessa latitudine, quindi con un decorso delle stagioni praticamente identico, con lo stesso clima, la stessa flora e fauna; e come se non bastasse, con molte specie vegetali altamente nutrienti e facilmente coltivabili, e con molte specie animali facilmente domesticabili e allevabili per ottenere carne e lana, per trainare aratri e carri.

Le civiltà amerinde degli Aztechi, Maya e Incas, viceversa, si sono sviluppate in una regione estesa più in direzione nord-sud che in direzione est-ovest, quindi con profonde differenze di clima, di insolazione e piovosità, di flora e fauna; l'Amazzonia, l'Africa subsahariana e l'India meridionale, dal canto loro, sono sempre state flagellate da un clima tropicale, da malattie endemiche, dalla mancanza di vegetali coltivabili e di animali allevabili, mentre l'Australia è quasi completamente deserta e arida fin dal termine dell'ultima glaciazione 13.000 anni fa, e il Nordeuropa, la Siberia e il Canada settentrionale sono troppo freddi per ospitare vegetali e animali adatti a sostenere una popolazione umana numerosa.

Ecco dunque la causa materiale del primato europeo: l'Europa si trovava nella fascia climatica adatta a permettere il sorgere di civiltà basate prima sulla pastorizia e poi sull'agricoltura, agricoltura che ha consentito per la prima volta l'accumulazione di scorte di viveri con cui migliaia di uomini e donne, nelle stagioni inadatte al lavoro dei campi, poterono essere sfamate mentre si dedicavano a grandi opere ingegneristiche, come la costruzione di imponenti reti di canali di irrigazione, di grandi muraglie per la difesa dei confini, di templi e palazzi regali; e poiché l'Eurasia, a differenza degli altri continenti, si estende principalmente in direzione est-ovest, agli esseri umani è stato possibile percorrere decine di migliaia di chilometri nei due sensi, anno dopo anno, secolo dopo secolo, diffondendo le conoscenze via via acquisite lungo tutta questa "fascia delle civiltà" senza incontrare ostacoli climatici come invece è accaduto agli uomini in altre regioni del pianeta.

 

2) Qui sorge spontanea un'ulteriore domanda: perché mai proprio l'Europa, che come abbiamo sopra visto ha sviluppato una  fiorente civiltà agricolo-pastorale e metallurgica millenni dopo Mesopotamia, Egitto, India e Cina, non è stata invasa, conquistata e sottomessa da una di queste civiltà, ma anzi le ha sopravanzate e dominate tutte?

Per rispondere a tale quesito le cause materiali sopra esposte non sono più sufficienti, dal momento che esse premiano in ugual misura tutti i popoli posti lungo la fascia climatica cosiddetta "temperata". È dunque necessario investigare delle cause di ordine superiore, delle cause risiedenti nella cultura e nella visione del mondo dei popoli europei, e assenti invece nella cultura e nella visione del mondo dei popoli extraeuropei; delle cause spirituali o ideologiche.

Anche in questo caso lo studio della Storia, maestra di vita, ci soccorre: vediamo infatti che il take-off, il "decollo" dei popoli europei, è avvenuto a partire dal XVI secolo prima nell'Olanda calvinista appena liberatasi dal dominio del Sacro Romano Impero Germanico, e poi nell'Inghilterra anglicana; due Paesi le cui condizioni sociali e politiche hanno favorito la nascita di un pensiero, di una ricerca sulla Natura e sulla Società non basate sulla cieca ripetizione di una tradizione immemorabile, ma sulla capacità della ragione umana di cogliere il Vero e il Bene e di attuarli nel mondo.

Si potrebbe allora dedurre che siano la Riforma protestante, nelle sue varie declinazioni, e l'indipendenza politica dei Paesi nordeuropei rispetto all'Impero germanico da essa indotta, le cause spirituali del primato dell'Europa-Occidente, tanto più che proprio in Olanda e Inghilterra, da un lato, sono state concepite e sviluppate le prime grandi teorie e invenzioni scientifiche (il telescopio, la legge di gravitazione universale, la chimica e la macchina a vapore), e dall'altro e contemporaneamente, sono state poste le fondamenta dello Stato di diritto liberale e democratico (il primato della legge, l'indipendenza della magistratura, la democrazia rappresentativa, la responsabilità dei governanti di fronte al popolo).

In realtà, uno sguardo storico più attento ci mostra che tanto il luteranesimo quanto l'indipendenza siano state non delle cause, ma delle occasioni: che esse cioè abbiano solo costituito un ambiente favorevole all'azione di una causa più antica, la quale fino ad allora non aveva potuto sviluppare pienamente i suoi effetti, pur essendo già all'opera.

Quale sarebbe questa causa più antica? L'Europa è stata la terra in cui la religione cristiana, olivo selvatico innestato sul tronco d'olivo buono di Israele, si è maggiormente diffusa e ha permeato più profondamente la vita materiale e spirituale dei popoli; e il proprium del Cristianesimo, rispetto alle altre religioni "storiche", consiste nella fede in un Dio-Ragione eterna, obiettiva e assoluta che ha creato il mondo con sapienza, "secondo numero, peso e misura", e ha fatto l'uomo a Sua immagine, dotandolo di un intelletto razionale capace di indagare il mondo, di conoscerne le leggi e di applicarle per migliorare la sua vita, per essere il "giardiniere" del mondo, l'operaio industrioso nella "vigna del Signore".

Le altre religioni, invece, non attribuiscono alcun valore all'indagine razionale: non certo l'Islam, per il quale Allah è un dio capriccioso e arbitrario, che esige sottomissione cieca e incondizionata, che potrebbe persino, se così gli piacesse, costringere gli uomini a credere il falso per vero e a scambiare il male per il bene; non l'Indo-Buddhismo, che concepisce la divinità come un grande Tutto impersonale - il Brahma o "respiro" universale - e i singoli esseri come frammenti, separatisi da questo Tutto cosmico per orgoglio peccaminoso e per questo condannati a reincarnarsi più e più volte, e che considera saggio l'uomo il quale impari a distaccarsi dal desiderio delle cose materiali, della felicità e della stessa autoconservazione in vita, fino ad annegare nuovamente la propria individualità fittizia nel grande mare del Brahma-Tutto-e-Nulla; e neppure il Confucianesimo con il suo culto degli antenati, la sua ossessione per il rispetto delle gerarchie e delle tradizioni, il suo conformismo spinto fino a ridurre gli uomini a formiche, eccellenti in tutti i lavori collettivi ma assolutamente privi di genialità individuale.

L'unico campo nel quale il genio individuale si è manifestato fra i popoli extraeuropei, prima di essere beneficamente "fecondati" dal pensiero occidentale, è quello delle arti figurative e fittili, dal disegno alla scultura alla produzione di vasellame pregiato, che peraltro accomunano tutti i popoli e tutte le culture della storia; ma ognun vede come non siano stati i Prassitele e i Fidia, o i Giotto e i Raffaello, a determinare il primato dell'Occidente sugli altri popoli e culture, bensì i Leonardo e i Galilei, i Keplero e i Newton, gli Jenner e i Pasteur, i Lavoisier e gli Edison, gli Einstein e i Lemaître; tutti pensatori ebraico-cristiani, tutti impregnati dal messaggio liberatore del Vangelo «La Verità vi farà liberi», e per questo determinati a superare le tradizioni sclerotizzate, a vincere gli ipse dixit di cui un potere oligarchico sempre si ammanta per autoperpetuarsi, a lanciare al genere umano il grido di Emanuele Kant: "Sapere aude, osa conoscere!".

È dunque il Cristianesimo, con la sua fiducia nella ragione umana, la vera causa spirituale che ha innalzato i popoli d'Europa, e tutti gli altri da essi conquistati o comunque influenzati, a un livello di civiltà mai prima raggiunto nella Storia, al di sopra della miseria belluina, delle guerre tribal-religiose e della sudditanza ai capricci del clima e dei tiranni che affliggono i popoli senza Legge né Ragione: dalle corrotte repubblichette e dittature africane, ricche di petrolio e povere di tutto, alle teocrazie islamiche in cui l'unico libro che circola è il Corano e i vaccini antipolio sono considerati un complotto mondialista per sterilizzare i sedicenti "stalloni" musulmani, dalla Russia che affoga le proprie frustrazioni nella vodka e nell'adorazione del tiranno Putin fino al Sudamerica sempre in bilico fra generali e masanielli.

 

3) Giunti a questo punto chi crede nell'esistenza di un Essere Supremo, creatore del mondo e motore della storia, può giustamente chiedersi: a quale scopo l'Europa, e per essa l'intero Occidente, sono stati scelti per dominare su tutti gli altri popoli? A qual fine l'Ente Supremo, qualunque sia il nome datogli dagli uomini, ha permesso alla cultura occidentale di sopravanzare, influenzare, fecondare tutte le altre culture della Terra?

Ancora una volta la Storia, magistra vitae, risponde ai nostri interrogativi: ad ogni passaggio del testimone fra i popoli e le civiltà, dai Sumeri agli Egizi e agli Ittiti, dagli Assiri ai Babilonesi e ai Persiani, dai Greci agli Etruschi e ai Romani, da Bisanzio ad Aquisgrana, da Parigi a Londra e da Londra a Washington, ogni nuovo popolo egemone ha fatto salire al genere umano un gradino in più sulla scala della libertà, della democrazia, del pacifico commercio e della tranquilla convivenza. È questa dunque la causa teologica del primato dell'Occidente: il suo esser stato scelto da Dio che è Libertà e Amore senza confini, sin da prima della creazione del mondo, per portare al genere umano la luce della Ragione e della Verità che rende liberi, il suo esser stato preparato con infinita bontà, beneficato da un clima favorevole, da una flora e una fauna adatte, e infine, nella pienezza del tempo, illuminato dalla Rivelazione del Dio Uno e Trino, nel quale «non c'è né Giudeo né Greco, né maschio né femmina, né schiavo né libero», affinché si faccia a sua volta illuminatore e liberatore degli altri popoli, loro maestro e guida sulla strada che conduce alla fine di Babele, alla riunificazione del genere umano in un solo Impero mondiale che assicurerà a ciascun individuo, di qualunque sesso, etnia o religione, le benedizioni della libertà e della democrazia, del progresso e della pace.

 

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

 

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