Non vogliamo un mondialismo della tirannide

 

 

(13/06//2020) In queste settimane nelle quali l'intero genere umano è funestato dalla pandemia del Covid-19 i cittadini delle democrazie occidentali che hanno avuto, loro malgrado, maggior tempo di collegarsi a Internet sono stati sommersi da articoli, posts  e "cinguettii" dai toni apocalittici che incitavano le folle a sollevarsi contro i propri governi, additati come burattini agli ordini dei più vari soggetti individuali o collettivi: da George Soros a Bill Gates, dall'Oms a Facebook, da Big Pharma a Big Data, tutti accomunati dallo stigma di essere entità "mondialiste" e per ciò solo colpevoli di aver ordito un Piano o Complotto teso alla conquista del potere su scala globale; all'instaurazione di un Nuovo Ordine Mondiale; alla distruzione delle nazioni, della religione, della famiglia e della proprietà privata attraverso l'internazionalismo, l'ecumenismo, i matrimoni gay, l'immiserimento generalizzato e la sharing economy; allo sterminio di gran parte dell'umanità mediante vaccini tossici, antenne 5G e microchuips assassini; e da ultimo (udite udite) a preparare l'ascesa al trono dell'Anticristo - naturalmente a Gerusalemme - e la Fine dei Tempi. Noi che ci fregiamo con orgoglio del nome di mondialisti abbiamo pertanto deciso di rompere il riserbo che abbiamo mantenuto per tutti questi mesi, per rispetto verso quanti hanno sofferto e sono morti, e  verso chi li ha assistiti e si è impegnato nel cercare una cura contro questo orribile male, e di scrivere questo editoriale per far conoscere un punto di vista alternativo sulla questione.

In primo luogo, è necessario mettere in evidenza che questi messaggi antimondialisti provengono da individui e gruppi ideologicamente schierati con i nemici dell'Occidente, ossia con l'Asse del Male Russia-CIna-Islam; si tratta di individui e gruppi di estrema sinistra come di estrema destra, di cattolici tradizionalisti e di musulmani fondamentalisti, molti direttamente finanziati da Mosca, Pechino e Teheran, tutti apertamente ostili al primato della persona, alla democrazia liberale e ai diritti umani; tutti fermamente decisi ad approfittare della libertà di parola di cui godono come cittadini dell'Occidente al fine di indebolirlo e sottometterlo al dominio di regimi tirannici, di tipo teocratico (come in Iran) o ateo (come in Cina) o cesaropapista (come in Russia),  ma tutti accomunati da una visione del mondo in cui l'individuo non conta niente di fronte alla comunità in cui si trovi casualmente a nascere, comunità che può perciò imporgli con la violenza di adorare Allah o il Partito Comunista o lo Zar Putin, di sposarsi solo con una persona della propria etnia o religione, di godere di più o meno diritti a seconda della casta o del ceto, della fede o della razza alla quale si appartiene. Ma soprattutto, deve essere ben chiaro a tutti che il Mondialismo non è una scatola vuota, da riempire con qualsivoglia ideologia, religione o visione del mondo.

Noi mondialisti vogliamo l'abbattimento i tutti gli Stati-nazione e per l'instaurazione di uno Stato mondiale; sì, lo confessiamo, è questo il nostro scopo; lo abbiamo sempre detto apertamente, fin dall'apertura di questo sito Internet nel 2005. Vogliamo abbattere gli Stati-nazione perché sappiamo che la discriminazione degli esseri umani, tutti creati da Dio a Sua immagine e perciò uguali, in base all'appartenenza a uno o all'atro Stato, il dividerli tra "compatrioti" e "stranieri", è sempre stata la premessa per considerare gli "stranieri" nemici, per giustificare guerre, persecuzioni e gneocidi; e per questo vogliamo unire tutto il genere umano in un solo Stato o Impero mondiale, dare a tutti una sola cittadinanza, affinché non ci siano più "compatrioti" e "starnieri", ma solo cittadini di una sola patria, il mondo, con gli stessi diritti e gli stessi doveri.

Ma non vogliamo la distruzione della famiglia, poiché la riteniamo l'unico gruppo sociale naturale insieme alla totalità del genere umano, e al contrario delle nazioni che, per quanto pretendano di fondarsi su comunanze di lingua o di colore della pelle o di costumi e religione, hanno sempre un carattere artificiale, dipendente dalla volontà di un sovrano di uniformare i propri sudditi (si è detto, giustamente, che «sono gli Stati a fare le nazioni»). Per questo, sebbene contrari a persecuzioni violente nei confronti di quanti, per debolezza psichica o per inclinazione, provano un'attrazione innaturale verso il loro stesso sesso (dal momento che in Natura la differenza dei sessi è finalizzata alla procreazione), vogliamo che le loro relazioni restino al livello di rapporti puramente privati, senza essere indebitamente parificate a quella relazione pubblica che è invece la famiglia: pubblica perché da essa dipende la generazione, l'allevamento e l'educazione dei figli, e dunque, in ultima analisi, la perpetuazione del genere umano.

Noi mondialisti non vogliamo nemmeno abolire "la" religione in astratto, e non vogliamo sostituire tutte le religioni esistenti con una sola religione universale; questo è il sogno dei massoni eurocontinentali, che si sono separati fin dai primi del 1800 da noi Templari e dall'autentica nostra fede in Cristo. Nel futuro Stato mondiale ci sarà piena libertà di culto per ogni religione, alla sola condizione che essa non obblighi ad azioni contrarie ai diritti immortali e inalienabili di ogni individuo umano alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. L'Islam, per come esso è stato ed è tuttora, obbliga i suoi fedeli a schiavizzare le donne e i non-islamici, a lapidare le donne adultere e quelle "non modeste" e a uccidere cristiani, ebrei, politeisti e apostati; perciò è incompatibile con l'Impero mondiale e, se non cambierà (ciò che attualmente sembra impossibile agli uomini, ma è sempre possibile a Dio), dovrà essere distrutto. Ma a parte questa dolorosa eccezione - non voluta da noi, ma eventualmente dall'ostinazione degli islamici - noi mondialisti non abbiamo intenzione di cancellare nessuna religione che si adatti a convivere con le altre nell'Impero mondiale; lasceremo che ognuna sia libera di fare proselitismo, e chi avrà più filo da tessere più tesserà.

Né vogliamo l'abolizione della proprietà privata, che è sempre stata un cavallo di battaglia di tutti i totalitarismi, da Platone agli anabattisti, dai bolscevichi ai sessantottini radical chic. Sappiamo bene, come insegnava Aristotrele, che gli uomini sono più propensi a prendersi cura delle cose proprie che di quelle altrui o comuni a molti, e abbiamo ben fisso nella memoria che il comunismo sovietico ha costretto per settant'anni milioni di esseri umani alla condivisione della miseria più nera. Oltretutto, la sharing economy che temono i tradizionalisti sarebbe contraria agli interessi dei produttori: se più persone condividessero la stessa casa ci sarebbe una minore domanda di case, e così pure se ci fosse una condivisione generalizzata di  automobili, computers o di qualsiasi altro bene. Perciò i sostenitori del trinomio Tradizione-Famiglia-Proprietà possono stare tranquilli: la comunanza dei beni sarà sempre una esperienza di gruppi ristretti, di conventi e monasteri o di confraternite adolescenziali, ma non diventerà mai il regime obbligatorio del futuro Impero mondiale.

Infine, noi mondialisti siamo favorevoli all'uso dei vaccini, perché riconosciamo il valore della Scienza - quella vera fondata sul metodo galileiano delle "sensate esperienze e necessarie dimostrazioni", non certo la falsa scienza che si irrigidisce nei dogmi e resuscita l'ipse dixit, propria dei regimi tirannici - e i grandi benefici che vaccini e antibiotici hanno apportato all'umanità, debellando malattie terribili e salvando milioni di persone dalla morte e dall'invalidità, e siamo certi che solo dal lavoro di ricerca e sperimentazione dei migliori scienziati del pianeta verrà il vaccino che ci libererà dal Covid-19 e ci consentirà di tornare a una vita normale. Ma non vogliamo affatto sterminare gran parte della popolazione mondiale somministrando sostanze tossiche spacciate per vaccini, né vogliamo impiantare coattivamente microchip  per far abortire le donne del Terzo Mondo contro la loro volontà, e tantomeno per costringere le persone ad acquistare questo o quel prodotto in cambio di denaro virtuale o peggio ancora per ammazzarle "da remoto"; questi sarebbero crimini contrari alla nostra fede cristiana, al primato della persona e della sua libertà in cui crediamo e per il quale vogliamo creare l'Impero mondiale. Chi ci accusa di voler schiavizzare il genere umano con un microchip (quello che chiamano "il marchio della Bestia") è finanziato da Russia, Cina e Iran per diffondere menzogne allo scopo di sollevare le masse contro l'Occidente liberale e democratico; mentono sapendo di mentire, mentono per servilismo verso regimi totalitari che, loro sì, userebbero senza esitazioni microchip assassini per stroncare ogni resistenza, se li avessero; perciò non fatevi ingannare, e non credete alle loro parole.

In conclusione, noi mondialisti vogliamo costruire uno Stato mondiale, ma non uno purchessia: vogliamo costruire uno Stato mondiale fondato sul primato della persona umana, sull'uguaglianza di tutti gli esseri umani in quanto figli di Dio, con un medesimo destino soprannaturale; uno Stato universale per individui universali. Per questo sosteniamo il governo e il popolo degli Stati Uniti d'America, dolce terra di libertà che abbiamo creato perché fosse la città sulla collina, la levatrice di un'umanità riunita e in pace; e continueremo a sostenerli anche quando, superata la sbornia suprematista nera del Black Lives Matter e le scellerate vandalizzazioni contro i simboli della nostra civiltà, essi torneranno a combattere per costruire un mondo finalmente unito e in pace.

 

Sigillum Triplex

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

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