La lezione della Scozia al mondo: unità !

 

 

(20/9/2014) Con il 55,3% dei voti gli abitanti della Scozia hanno risposto alto e forte NO alla proposta di secessione dalla Gran Bretagna lanciata dall'ormai ex-primo ministro di Edimburgo Alex Salmond - si è dimesso subito dopo la proclamazione del risultato del referendum -.

A nulla sono serviti i suadenti inviti del Partito Nazionalista scozzese ai 4 milioni di residenti, a godersi in solitudine i proventi dell'estrazione del petrolio; così come sono caduti nel vuoto gli sciagurati auspici delle gerarchie ecclesiastiche cattoliche, le quali, evidentemente ricordandosi soltanto quando fa loro comodo della Parola del Signore nostro Gesù Cristo: «Rendete a Cesare quel che è di Cesare», avevano esortato i fedeli dai pulpiti delle chiese, durante le sante Messe!, a tentare un'improponibile restaurazione dell'«anima» cattolica del popolo scozzese "vessato per tre secoli dagli antipapisti inglesi", come se in Gran Bretagna non ci fosse la libertà di religione dall'Ottocento...

Nazionalisti e cattolici, marciando divisi per colpire uniti, volevano spezzare la bella unità della Gran Bretagna, distruggere un Paese che per trecento anni è stato la più grande potenza marittima del pianeta, un grande Paese che ha edificato un Impero civilizzatore esteso su metà del globo, un grande Paese che per due lunghi anni, dal 1939 al 1941, si è opposto praticamente da solo all'assalto nazista, un grande Paese che insieme ai fraterni Stati Uniti d'America ha fatto da baluardo per quarant'anni all'espansionismo comunista in Europa, un grande Paese che ancora oggi, insieme agli USA e a Israele, combatte in tutto il mondo contro l'imperialismo fasciocomunista del tiranno Putin e contro gli assassini islamici del Califfato; tutta questa bella realtà, questo tesoro di civiltà passata e presente e di promessa per il futuro, i nazionalisti scozzesi e le gerarchie cattoliche volevano distruggerlo, buttarlo nella spazzatura, fare come se non fosse mai esistito, peggio, come se non contasse nulla rispetto alla rivendicazione del proprio "particulare" etno-religioso... Ebbene, a questo folle tentativo gli abitanti della Scozia hanno detto NO!, hanno risposto alto e forte che essi si sentono parte nobile e attiva del popolo britannico, che la Scozia, insieme all'Inghilterra, al Galles e all'Irlanda del Nord, è membro di un'unica realtà politica e giuridica, che le buone ragioni dell'unità sono più forti delle sirene della divisione.

Il Comitato Direttivo del Partito Mondialista, in fraterna unione con tutti i suoi membri sparsi nel mondo, plaude dunque alla grande prova di democrazia degli abitanti della Scozia, che oggi hanno dato a tutto il genere umano la più grande lezione: nella rinnovata unità della Gran Bretagna, essi mostrano a tutti gli uomini e le donne del pianeta che il futuro del genere umano è l'unione in un solo Stato o Impero mondiale federale e liberaldemocratico, in cui, fermo restando il rispetto universale degli immortali e inalienabili diritti umani - primi fra tutti il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità -, ogni città, ogni contea, ogni regione possano amministrarsi autonomamente, gestendo senza ingerenze superiori le proprie finanze per il bene delle varie comunità locali, esattamente come fanno ora gli scozzesi e da domani faranno anche inglesi, gallesi e irlandesi; affinché si realizzi la Parola del Signore Dio Onnipotente, Padre di tutti gli uomini, quella Parola che il Papa e i vescovi cattolici dovrebbero ricordare e mettere in pratica, invece di attardarsi in nostalgie revansciste: «Ut unum sint», che tutti siano una cosa sola: un solo popolo, sotto una sola legge.

 

One World

Advenit novus ordo seclorum

annuit coeptis

 

 

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