STUPRI ISLAMICI, LE FEMMINISTE TACCIONO

 

(27/8/2006) Può aver stupito molti il modo in cui la sinistra attualmente al governo in Italia sta facendo passar sotto silenzio l’ondata di violenze sessuali consumatesi negli ultimi giorni a Milano: il prefetto (la cui permanenza in carica dipende dalla volontà della maggioranza di volta in volta al potere) afferma che «non c’è un’emergenza stupri», e le televisioni di Stato, allineate con il Tg3 di Telekabul (ma quanti, oggi, ricordano l’appoggio vergognosamente sfacciato dato dal 1979, per dieci anni, all’invasione sovietica in Afghanistan, madre del successivo feroce regime talebano?), affermano addirittura che il racconto di due giovani turiste francesi, violentate per ore da quelli che sembravano gentili coetanei, sarebbe «contraddittorio», presenterebbe «punti oscuri», sarebbe insomma «tutto da verificare». Può stupire, soprattutto, che a questa operazione di insabbiamento si sia prestata anche la componente femminista, da sempre inflessibile nel denunciare ogni dubbio sulla sincerità delle vittime di stupro come espressione di odioso “machismo”, come una seconda violenza perpetrata contro la dignità delle donne. Può stupire molti, ma non stupisce chi, come noi dell’Associazione Internazionale “New Atlantis for a World Empire” siamo allenati a cogliere nell’episodio apparentemente più isolato le tracce di un disegno generale, di quella guerra perenne tra apertura e chiusura, tra libertà e illibertà, tra uguaglianza e discriminazione, tra democrazia e tirannide, tra mondialismo e antimondialismo che si combatte ogni giorno, in ogni luogo, dall’inizio della storia umana. Il motivo del silenzio delle femministe e di tutta l’italica sinistra su questi stupri è molto semplice: sono stati tutti commessi da islamici.

Il femminismo italiano, fin dai tempi delle lotte per la legalizzazione del divorzio e dell’aborto, non è mai stato semplicemente “dalla parte delle donne”. Esso, in realtà, mirava a scardinare l’impianto tradizionale, “borghese” della famiglia quale comunità vitalizia formata da un uomo e una donna per la generazione, l’allevamento e l’educazione dei figli, contrapponendole idee e prassi (lo scioglimento del matrimonio ad libitum, la formazione di “famiglie allargate”, l’infanticidio prenatale) che sono state propagandate come “moderne” e “progressiste”, quando in realtà sono tipiche di culture arcaiche, decrepite: la poligamia, il ripudio della moglie, il matrimonio “a tempo”, l’infanticidio sono istituti caratteristici dei popoli dell’Africa nera, della Cina (nelle cui campagne ancora oggi le bambine vengono affogate nei fiumi alla nascita per non costringere il capofamiglia a pagare la dote nuziale) e soprattutto dell’Islam. Il Corano prevede addirittura la facoltà, per un uomo che voglia avere un rapporto sessuale estemporaneo, di celebrare un matrimonio valido solo una o due ore, dopodiché costui non ha alcun obbligo nei confronti della sedotta e abbandonata, neppure quello di contribuire al mantenimento del bambino eventualmente concepito con la sventurata di turno; la quale nel frattempo rischia pure di essere lapidata come adultera, con la benedizione di Allah e Maometto.

È per questo che le femministe italiane (e anche europee), dopo aver ottenuto quanto la Sinistra radical-marxista si era prefissa in termini di distruzione della famiglia “occidentale”, ora guardano con comprensione agli immigrati musulmani che vogliono vivere la loro poligamia alla luce del sole, alle donne musulmane infibulate da bambine che vogliono infliggere lo stesso supplizio alle loro figlie per renderle “accettabili” ai futuri mariti della medesima fede, e persino a quei marocchini, algerini, tunisini che sfogano i loro istinti bestiali su donne italiane allo stesso modo in cui gli sgherri serbi di Milosevic e Karadzic violentavano le donne bosniache. Si tratta anche qui di veri e propri stupri etnici, volti a sancire la superiorità degli immigrati, nuova “razza padrona”, sugli autoctoni, a preparare il tempo in cui l’intera Europa, prostrata dall’impoverimento demografico e dall’invasione dei nuovi barbari, si trasformerebbe in Eurabia, realizzando il sogno dei bin Laden e degli Ahmadinejad di un Califfato mondiale che distrugga il “grande satana” americano e faccia piazza pulita dell’odiata “entità sionista”; e per questo la Sinistra, la quale ha sempre disprezzato i valori della libertà individuale e dell’uguaglianza che fanno veramente moderno l’Occidente, tace imbarazzata sugli stupri islamici, vergognandosi di ammettere che il suo obiettivo è l’esatto contrario di quanto propagandato per decenni: è il ritorno al Medioevo, alla donna proprietà del padre e marito (vedi il silenzio ugualmente imbarazzato sull’assassinio della pakistana Hina Saleem, sgozzata dai maschi della sua famiglia per aver rifiutato un matrimonio combinato ed essersi fidanzata con un “infedele”, e su tutte le donne musulmane sfregiate col vetriolo). A tutto questo noi dell’Associazione “New Atlantis for a World Empire” e del Partito Mondialista ci opporremo con tutte le forze, per la vera libertà e la vera emancipazione di tutte le donne e di tutti gli uomini del mondo.

ANNUIT COEPTIS

 

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