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il nostro regalo di natale 2012:

rivelazioni sul passato e sul futuro

 

 

(16/12/2012) Da secoli, fedeli al principio evangelico della veracità, noi templari-mondialisti pratichiamo la nobile arte di rivelare al genere umano i nostri piani passati e futuri sotto la forma di racconti fantastici, dalla "Nuova Atlantide" di Bacone - un grande ingegno, lo rimpiangeremo sempre, peccato fosse avido di denaro e ci abbia praticamente costretto a farlo cadere in disgrazia denunciando alla Corona le sue corruttele - fino ad arrivare a film come "Il mistero dei Templari" della Disney (avete presente il poliziotto che porta l'anello con il simbolo del triangolo con l'occhio onniveggente? Quello è un flag, un indicatore). È dunque per noi un vero piacere e un onore, in questa Terza Domenica di Avvento chiamata Gaudete, "gioite!", rallegrare voi, lettori della Rete, esponendovi e spiegandovi il nostro recentissimo messaggio in codice; un messaggio che in pochi avranno finora compreso, poiché come gli Ebrei davanti alle parabole del nostro Signore Gesù Cristo, gli uomini e le donne del nostro tempo «pur vedendo non vedono, e pur udendo non odono, e pur comprendendo non comprendono, affinché i loro cuori si induriscano, e il Signore Dio li salvi».

 

Poche ore fa, alle 21 italiane di sabato 15 dicembre 2012, Rai 2 ha trasmesso un episodio speciale della serie di telefilm "Castle", già trasmesso negli Stati Uniti dal network ABC lo scorso 13 febbraio (notate il 13). In questo episodio, intitolato "Il piano Pandora", i due protagonisti - lo scrittore di gialli Richard Castle e il detective Kate Beckett -, indagando su una serie di omicidi, scoprono e sventano una cospirazione ordita da un think tank straniero per provocare la Terza Guerra Mondiale e la distruzione dell'America. Il piano, architettato inconsapevolmente da un ex analista della Cia specializzato nel pianificare cambiamenti geopolitici di vasta portata mediante piccoli interventi apparentemente insignificanti, consiste nell'uccidere una bambina cinese, la figlia di un importante uomo d'affari dotato di grande influenza sul regime di Pechino, che in passato era stato persuaso dalla Cia a  - badate bene - caldeggiare presso il suo governo l'acquisto di titoli del debito pubblico americano per la stratosferica cifra di un trilione di dollari; facendo ricadere la colpa dell'omicidio sulla stessa Cia, i cospiratori volevano indurre l'uomo a far pressione sulla Cina affinché dismettesse i Buoni del Tesoro statunitensi detenuti, lasciando gli Usa senza fondi, costringendo così Washington a ritirare le proprie truppe dai quattro angoli del pianeta, e lasciando campo libero ai nemici dell'America. Durante le indagini il detective Beckett domanda incredula a un agente segreto: «Ma davvero si possono provocare cambiamenti politici su vasta scala mediante piccoli interventi insignificanti?», e la risposta è illuminante: «Certo. Uno di primi lavori del dottor Blakely [l'analista] consisteva nel cercare di capire come portare al collasso l'Unione Sovietica. Lui rispose che era sufficiente il consumismo americano».

 

Ebbene, direte voi, che ce ne importa di questa favoletta? Ebbene, sfrondando questo racconto da tutti i suoi orpelli fantastici, rimangono tre grandi verità, due sul passato e una sul futuro.

 

In primo luogo, è vero che noi mondialisti abbiamo pianificato di portare al collasso il menzognero e mortifero regime comunista che opprimeva la Russia e tutta l'Europa orientale, e che per farlo abbiamo utilizzato il consumismo americano, meglio: una accoppiata vincente delle due C, Cristianesimo e Consumismo. Dopo la conclusione della santa alleanza fra Ronald Reagan il Precursore e Giovanni Paolo II il Grande (un eccellente lavoro di squadra e compasso) ingenti capitali provenienti dal bilancio federale americano, da ONG democratiche e da singoli miliardari filantropi giunsero al Vaticano e alle organizzazioni ad esso legate, come Aiuto alla Chiesa che Soffre e Russia Cristiana, e da lì girati a Solidarnosc e agli altri gruppi di dissidenti all'interno dell'impero comunista; nel frattempo, dalle frequenze di "Voice of America" e "Radio Free Europe" l'etere sovietico era stato bombardato per decenni da programmi musicali attingendo a costo zero dal National Recording Registry della Library of Congress di Washington e avvalendosi della normativa sul fair use: dagli anni '60 al 1989, migliaia di ore di jazz, country, e rock'n' roll si riversarono nelle case di milioni di persone che avevano la volontà e il coraggio di ascoltare qualcosa di diverso dai proclami roboanti di Kruscev, Ceaucescu e Honecker. Da un lato gli animi religiosi sono stati fortificati e istruiti nella consapevolezza del legame genetico tra fede e libertà, dall'altro russi, polacchi, romeni e affini, ballando yankee in segreto, hanno imparato a pensare yankee, e il risultato di questo sforzo comune è stato il colpo di piccone che ha abbattuto il Muro di Berlino e dato l'avvio al crollo dell'URSS.

 

In secondo luogo, è vero pure che la Cia, su ordine costante dei Presidenti americani da Reagan a Bush senior e da Clinton a George Walker Bush, proseguendo e intensificando la politica di avvicinamento iniziata da Kissinger con la "diplomazia del ping-pong", ha persuaso imprenditori e burocrati cinesi a comprare Treasury Bonds per quella cifra, un trilione di dollari (per la precisione 1.152 miliardi nel 2011), che a voi potrà sembrare stratosferica, ma che in realtà è solo una goccia nell'oceano del debito pubblico Usa, che oggi sfiora i 63 trilioni e di cui gli "stranieri" detengono solo 4,51 trilioni; e che a "consigliare" i vari Presidenti a dare quegli ordini siamo stati ancora noi, l'Ordine dei Poveri Compagni d'armi di Cristo e del Tempio di Salomone, oggi radunati nella Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire" e dal 2005 nel Partito Mondialista. Mentre le elites politiche russe, a causa del cristianesimo ortodosso e della vocazione di Mosca a essere la "terza Roma", sono sempre stata impregnate di misticismo, ideologia e nazionalismo espansionista, le elites cinesi hanno sempre aspirato, più pragmaticamente, a conservare l'integrità del territorio storico dell'"impero di mezzo" (donde il pugno di ferro contro il Tibet, da sempre considerato un regno vassallo, e l'astio nei confronti della "provincia ribelle" di Taiwan), a mantenere la stabilità sociale, e ad arricchirsi: pertanto fu facile per i nostri "agganci" convincere i gerarchi del Pcc dapprima ad introdurre il libero mercato al posto del vieto collettivismo - i cinesi sono storicamente un popolo di mercanti, sempre attivi dalla Siberia alle Filippine - e quindi a investire le immense ricchezze così guadagnate per finanziare l'economia statunitense, consentendo all'America (e di riflesso all'Europa) di godere di alti redditi, bassa disoccupazione e scarsa inflazione dal 1990 al 2008.

 

Questi, dunque, i nostri due successi del passato. Ed ecco i nostri progetti per il futuro: dalla metà di febbraio (vale a dire subito dopo la messa in onda negli States dell'episodio-codice di cui sopra) la General Electric ha deciso di trasferire sul suolo americano tre linee di produzione di elettrodomestici fino ad allora dislocate in Cina, linee che adesso sfornano scaldabagni, frigoriferi e lavatrici a prezzi inferiori a quelli cinesi e dando lavoro a cittadini americani; la Apple ha deciso di investire 100 milioni di dollari per riportare negli Usa la propria produzione di Macintosh; e molte altre multinazionali statunitensi hanno avviato e avvieranno nei prossimi anni programmi di insourcing, cioè di ritrasferimento in patria di produzioni industriali che per decenni erano state appaltate alla Cina (per maggiori informazioni potete consultare il seguente articolo: "The Insourcing Boom", appena pubblicato su "The Atlantic"). Indovinate su consiglio di chi?

Tale processo da un lato farà sì che il regime comunista di Pechino avrà in futuro meno soldi in tasca, e quindi dovrà gradualmente ridurre la quota detenuta del debito pubblico Usa, e con essa la propria capacità di fare pressione sulla Casa Bianca; dall'altro porterà l'economia americana ad imboccare nuovamente il circuito virtuoso della crescita, riducendo la disoccupazione, aumentando il reddito delle famiglie, i consumi e gli investimenti. La ripresa dell'economia Usa, e per riflesso, mediante l'incremento delle esportazioni in America, di quella europea, renderà l'Occidente più forte e risoluto nel contrastare l'espansionismo aggressivo dell'Asse del Male Mosca-Pechino-Teheran e nel proporsi ai paesi emergenti d'Africa, Asia e America Latina come un modello più convincente, quale è stato negli ultimi cento anni, di accordo fra le tre grandi idee-forza mondialiste scaturite dal Rinascimento e dalla Rivoluzione Industriale: Libertà, Democrazia e Benessere.

 

Su una scala di tempo di circa dieci-venti anni, l'esempio vincente dell'Euramerica finirà per rompere l'unità di intenti del BRICS (Brasile-Russia-India-Cina-Sudafrica) portando gradualmente il Sudafrica (e tutta la massa continentale africana), il Brasile (e tutto il Sudamerica) e l'insieme indo-pakistano-indonesiano nell'orbita occidentale. Ciò renderà più facile abbattere il regime degli ayatollah per mezzo di una rivoluzione interna appoggiata da un intervento militare esterno. In seguito il regime cinese, privato delle risorse energetiche adesso fornite da stati-canaglia compiacenti e scosso da rivolte sempre più frequenti, sarà costretto a una transizione "morbida" verso la democrazia e la libertà di religione, di pensiero e di procreazione, come avvenne vent'anni fa per l'Europa dell'Est; e infine la Russia si ritroverà circondata da un Anello di paesi filo-occidentali e di basi di lancio del Sistema di Difesa Antimissile che impedirà al cekista Putin di minacciare l'Europa con i suoi missili nucleari e lo esporrà al rischio di un first strike americano senza possibilità di rappresaglia, la qual cosa toglierà ogni legittimazione residua all'autocrazia cremliniana e farà crollare l'Ultimo Nemico.

 

Al termine di questo processo (che, come abbiamo detto, dovrebbe richiedere all'incirca tra i dieci e i venti anni) il mondo sarà composto interamente da Stati liberaldemocratici e rispettosi dei diritti umani, pronti e disposti a fondersi nell'unico Impero mondiale. Questo sarà il compimento della nostra missione storica di templari-mondialisti, il coronamento del nostro "piano Pandora" che porterà al genere umano non un cumulo di sciagure, ma, come significa il nome della mitica fanciulla, "pan dora", tutti i doni: pace, prosperità, libertà (a partire da quella di religione) e giustizia per tutti. Animati da questo alto e nobile auspicio, in questo giorno nel quale i sacerdoti indossano i paramenti rosa della letizia e i cori cantano "Rallegrati, Gerusalemme", auguriamo di cuore a tutti voi, lettori della Rete: BUON NATALE!

 

Sigillum Triplex

Advenit Novus Ordo Seclorum

annuit coeptis

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