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senza chiesa niente impero

 

 

(11/12/2011) Dall'alba dei tempi Stati e popoli nascono, si sviluppano, decadono e muoiono. Da sempre grandi Stati e popoli numerosi nascono dalla fusione di Stati più piccoli e popoli meno numerosi. Gli Stati-nazione, etnicamente "omogenei", sorti in Europa nell' 800 sono adesso in via di superamento verso un grande Stato europeo multietnico. Solo un ingenuo, o un sostenitore di quello che noi mondialisti abbiamo chiamato "conservazionismo culturale" (vedi il nostro editoriale "Contro il Wwf delle culture"), poteva pensare davvero che la frammentazione dell'Europa in più di trenta Stati e staterelli potenzialmente in lotta perpetua l'un contro l'altro fosse destinata a durare in eterno. Pertanto ci sorprende alquanto che proprio un cattolico come Roberto De Mattei, cioè un membro colto e autorevole di quella Chiesa universale che per secoli ha sofferto le lacerazioni del popolo di Dio causate dalle diverse appartenenze etnico-nazionali, si erga ora a difensore dello status quo, intonando sul sito dell'agenzia di informazione "Corrispondenza Romana" il lamento funebre per la "fine dello Stato nazionale" e invocando sull'altro sito "FattiSentire.org" una "insorgenza controrivoluzionaria", una "Vandea" contro la "dittatura giacobina dei poteri forti" che avrebbe il suo quartier generale nella Banca Centrale Europea. Forse, pensando alla medievale "lotta per le investiture", ai contrasti tra guelfi e ghibellini, fra Chiesa e Impero ecc., non c'è proprio nulla di cui sorprendersi... Ma noi riteniamo che i motivi della diffidenza cattolica verso il mondialismo che spinge De Mattei a scagliare contro il nuovo governo italiano presieduto da Mario Monti, quale massimo insulto, l'accusa di "socialismo mondialista", siano ben più profondi.

Dalla fine dell'Impero Romano ad oggi la Chiesa cattolica è rimasta l'unica istituzione universale, cioè accogliente nel suo seno uomini e donne "di ogni razza, popolo e lingua". Ma oggi l'Unione Europea vuole diventare uno Stato sovranazionale, il Medio Oriente si è incamminato faticosamente verso la liberaldemocrazia, persino la Russia comincia a scrollarsi di dosso il regime autocratico di Putin. Oggi si affaccia all'orizzonte la possibilità che sorga un nuovo Impero cosmopolitico, un nuovo Stato accogliente nel suo seno, come la Chiesa, uomini e donne "di ogni razza, popolo e lingua"; un Impero de facto mondiale accanto a una Chiesa che aspira ad essere mondiale, uno Stato universale perché esteso a tutto il pianeta accanto a una Chiesa che si estenderebbe "soltanto" a 2 miliardi di esseri umani su 7; un simile Impero non sarebbe una realtà contingente come gli Stati-nazione finora esistiti, comprendenti sempre solo una parte dell'umanità e perciò destinati a nascere e morire col mutare dei criteri identificativi delle nazioni, ma avrebbe dalla sua parte il crisma della necessità, della inevitabilità, della sacertà. Perciò bisogna comprendere lo stato d'animo di molti cattolici che si sentono come i cristiani dei primi secoli, quando la lealtà allo Stato aveva un risvolto religioso, e si era costretti a scegliere tra il bruciare un pizzico di incenso davanti alla statua dell'imperatore e il martirio; e bisogna comprendere anche, seppur con maggior fatica, l'inquietudine non del Papa - ben consapevole della necessità e della bontà di una Autorità politica mondiale - ma di quei monsignori di Curia timorosi di diventare i cappellani cattolici dell'Impero accanto a pastori luterani, battisti e mormoni, rabbini ebrei, imam musulmani, monaci buddisti e così via...

Però i cristiani dei primi secoli non hanno dedotto da quel dilemma che per la sopravvivenza della loro fede era necessario spezzare l'Impero; anzi, hanno sempre ringraziato il Signore perché l'Impero consentiva loro di vivere in pace (cosa dice la liturgia della notte di Natale? Toto orbe composito in pace, quando tutto il mondo era in pace, Gesù nacque a Betlemme); e quando l'Impero crollò, furono proprio i cristiani a darsi da fare per la sua renovatio da parte di Carlo Magno. Perché i cristiani avevano compreso che l'Impero è il catéchon, colui che impedisce all'Anticristo di manifestarsi, colui che "trattiene" l'eone cristiano dal suo compimento, colui che "ritarda" la fine del mondo e il Giudizio Universale per dare a tutto il genere umano il tempo di ricevere l'annuncio del Vangelo e di convertirsi a Cristo.

Da quando l'Impero di Roma è crollato, l'Europa è stata funestata per 1500 anni da guerre, rivoluzioni e genocidi immani. Solo un Impero mondiale può impedire ad America, Europa, Russia, Cina e Islam di gettarsi in una guerra planetaria che sterminerebbe l'umanità. E solo con l'appoggio della Chiesa può nascere un Impero mondiale che riunisca tutto il mondo nella pace. L'alternativa è la fine del mondo. Speriamo che la Chiesa lo capisca in tempo. È l'augurio che il Partito Mondialista rivolge a tutto il genere umano a due settimane dal Natale, il dono che invochiamo dall'Altissimo: un mondo unito e in pace.

Templar SealEye of GodIsrael Coat of arms

annuit coeptis

   

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