satellite abbattuto, lo scudo usa funziona.

e putin mastica amaro...

 

(24/2/2008) Alle 22.30 ora di Washington di mercoledì 20 febbraio il satellite spia americano Nrol-21 che, sfuggito al controllo dopo il lancio in dicembre, stava ricadendo sulla Terra è stato distrutto ad un' altezza di circa 230 chilometri da un missile SM-3 lanciato dall'incrociatore "Lake Erie" della classe Aegis in navigazione al largo delle Hawaii. Il forte impatto del missile privo di testata esplosiva è stato sufficiente a ridurre in mille pezzi il veicolo spaziale del peso di 2500 chilogrammi. Ufficialmente l'azione è stata giustificata dall'esigenza di evitare il rischio che il satellite cadesse su zone abitate inquinandole con i 500 chilogrammi di idrazina (un propellente tossico) che aveva a bordo. In realtà, dal momento che la probabilità di caduta su una zona abitata era molto bassa (il nostro pianeta è coperto per il 70% dagli oceani, a cui vanno aggiunti deserti, monti e foreste) il significato di quanto accaduto va ben al di là di una semplice misura di protezione civile, come dimostrano le veementi proteste subito levatesi da Mosca e Pechino. La verità è che gli Stati Uniti d'America hanno approfittato dell'occasione - che potrebbe anche esser stata creata ad arte impartendo al satellite un ordine di rientro in atmosfera - per eseguire, e con pieno successo, un test di intercettazione di un oggetto piccolo, veloce e  molto pericoloso: qualcosa di molto simile, cioè, ad un missile balistico armato con testate nucleari.

Fin dall'inizio del suo primo mandato nel 2001 il presidente George Walker Bush si è dato il compito di mettere gli Stati Uniti e i loro alleati al riparo dall'incubo dell'apocalisse nucleare che attanaglia il mondo da cinquant'anni. L'«equilibrio del terrore» fra America e Urss si basava proprio sulla consapevolezza che entrambe le superpotenze sarebbero uscite annientate da un conflitto condotto usando armi atomiche: nessuno dei due contendenti ha mai osato sparare il primo colpo perché il grande numero di ordigni portati a bordo da aerei e sottomarini, in volo e in navigazione 24 ore su 24, avrebbe garantito all'avversario la possibilità di attuare una rappresaglia micidiale anche dopo che tutte le sue città fossero state incenerite. Dopo il crollo dell'Unione Sovietica nel 1991 le cose, anziché migliorare, sono andate di male in peggio: il nuovo zar di Russia, il gelido Putin che ricorda con nostalgia il periodo staliniano, ha fornito senza scrupoli tecnologia missilistica e nucleare alle peggiori dittature del pianeta, dalla Corea del Nord all'Iran del folle Ahmadinejad che vuole cancellare Israele dalle carte geografiche. Il suo obiettivo è chiaramente la creazione di un "asse del male" che unisca sotto la sua guida tutti i regimi che odiano libertà e democrazia e sono quindi nemici giurati dell'America e di Israele, unico paese democratico del Medio Oriente, allo scopo di stringerli in una tenaglia mortale. L'unico modo per sfuggire a questa trappola consiste nell'allestire un sistema avanzato di difesa basato sull'uso di missili in grado di intercettare le testate nucleari durante il loro volo al di sopra dell'atmosfera, quando, essendosi distaccate dal vettore di lancio, il loro movimento è determinato unicamente dalla forza di gravità terrestre ed esse non possono più cambiare rotta per sfuggire agli inseguitori.

Ecco perché l'abbattimento del satellite "impazzito" costituisce per gli Stati Uniti d'America un grande successo, e per Mosca e Pechino un buon motivo per masticare amaro: esso dimostra che gli Usa possiedono finalmente la tecnologia necessaria e sufficiente per costruire uno «scudo spaziale» capace di difendere per sempre il proprio territorio non solo dai missili nucleari provenienti da Russia e Cina, ma anche da quelli che in futuro potrebbero essere lanciati dall'Iran nel corso di una guerra scatenata contro l'Occidente dagli ayatollah per conto dei loro padrini di Mosca. Per questo Putin ha affermato che lo scudo spaziale americano costituisce «una gravissima violazione dell'equilibrio strategico in vigore in Europa da mezzo secolo» e minaccia costantemente i pavidi Europei di puntare i suoi missili contro le loro città se acconsentiranno a ospitare sul loro territorio le postazioni radar e le rampe di lancio dei missili intercettori, come hanno già deciso Polonia e Repubblica Ceca: la verità è che lo scudo Usa difenderebbe non solo gli Stati Uniti d'America, ma anche le città e i popoli d'Europa, e toglierebbe dalle mani della Russia la pistola con cui da cinquant'anni tiene sotto tiro il Vecchio Continente, togliendogli la libertà di schierarsi, come pure vorrebbe, al fianco degli Stati Uniti e costringendolo ad una politica ipocrita di "equidistanza" fra Oriente e Occidente, fra tirannide e libertà.

ANNUIT COEPTIS

 

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