Diritti o doveri, chi nasce prima?

 

 

(22/09//2020) Un argomento usato molto spesso dagli antimondialisti per disconoscere la pretesa, avanzata da noi mondialisti, di creare uno Stato mondiale che riconosca a ogni essere umano i diritti fondamentali – tra i quali il diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità – consiste nell’affermare che prima e al di sopra dei diritti vi sarebbero i doveri: doveri verso i genitori, doveri verso i nostri simili, doveri verso lo Stato, doveri verso Dio… Effettivamente la disputa fra sostenitori del “primato dei diritti” e del “primato dei doveri” è antica quanto l’uomo: se ne può trovare traccia, ad esempio, nel conflitto fra le teorie filosofiche di Platone e Aristotele (per i quali l’uomo è un “animale politico”, che cioè trova il senso della propria vita nella partecipazione alla vita della polis, dello Stato) e quelle degli stoici e degli epicurei (che invece consideravano l’uomo un “cittadino del mondo” e ponevano l’accento sulla ricerca della sapienza e della libertà interiore dalle passioni); ma è divenuta esplicita solo dopo la Dichiarazione d’Indipendenza delle colonie americane nel 1776 e la proclamazione da parte dell’Assemblea Nazionale francese, nel 1789, della Dichiarazione dei Diritti dell’uomo e del cittadino, fino al punto di aver determinato la forma della contrapposizione politica all’interno di praticamente tutti gli Stati. Se infatti la Sinistra si autodefinisce come il movimento d’idee e di persone che promuove il riconoscimento legale di ogni pretesa dell’individuo (dai primi diritti alla libertà di pensiero, religione, stampa e iniziativa economica, ai diritti “politici” a eleggere e sostituire i propri governanti, ai diritti “sociali” a ricevere prestazioni sanitarie e assistenziali da parte dello Stato, fino ai nuovi “diritti” a modificare la propria identità sessuale, a sposarsi con persone dello stesso sesso, ad adottare bambini da parte di singles o coppie omosessuali, e persino a essere uccisi in caso di malattia incurabile o addirittura di semplice “volontà di non vivere”), la Destra si pone in contrapposizione alla Sinistra proprio in quanto sostiene l’esigenza di porre un freno all’espansione illimitata dei desideri individuali in nome della natura “sociale” dell’uomo.

In verità, sbagliano sia la Destra nel teorizzare un primato dei doveri sui diritti, sia la Sinistra nel teorizzare un primato dei diritti sui doveri. Ciò che è originario è la relazione, il legame (ob-ligatio) da cui nascono, a un polo diritti, cioè facoltà di fare, di modificare la realtà, e all’altro polo doveri (di permettere, di lasciar fare, di non impedire od ostacolare, oppure di collaborare, di dare un bene o un’opera, di agevolare l’esercizio di un diritto altrui); e la relazione è il principio originario, perché ogni essere esiste non come individuo isolato, ma come membro di una genere o specie; anche Dio non è un individuo, una monade isolata, ma è Trinità, è Padre, Figlio e Spirito Santo: questa è la grande rivelazione del Cristianesimo, che conferma l’intuizione della ragione naturale. Anche l’uomo non esiste come individuo, ma come specie, la specie umana (Mankind), e da questa appartenenza originaria di ogni individuo umano alla specie Homo sapiens discendono i legami particolari tra specifici individui o gruppi da cui sorgono i diversi diritti (di proprietà, di uguaglianza, di libertà, di credito) con i corrispondenti doveri.

L’errore in cui cade la Destra è di considerare i diritti degli individui subordinati all’interesse, alla “ragione” dello Stato che essa identifica pedissequamente con la Nazione. La verità è che l’unico gruppo, l’unica entità collettiva naturale è la specie umana, il genere umano nella sua totalità; laddove la nazione – ovvero l’insieme degli individui che hanno in comune la stessa etnia, o la stessa lingua, o la stessa religione – è una costruzione artificiale, che nasce dall’imposizione violenta di lingua, costumi o religione uniformi da parte dei detentori del potere su un gruppo d’uomini, come mostrano le narrazioni bibliche riguardo ai molteplici tentativi compiuti nei secoli dai sovrani assiri, babilonesi, persiani e greci di uniformare gli Ebrei agli altri popoli ad essi sottoposti, e come è avvenuto in  Francia a partire da Luigi XIV e in Italia dopo l’unificazione sabauda, quando non solo dialetti, ma vere e proprie lingue (come l’occitano) furono messi al bando. Finché durerà la notte del mondo, fino a quando la Terra sarà divisa in più di duecento Stati e staterelli, il godimento dei fondamentali diritti umani sarà condizionato dallo status di cittadini di uno Stato liberaldemocratico o, viceversa, autoritario o totalitario; ma noi mondialisti abbiamo il dovere di pensare e agire, sin da ora, da figli della luce e non delle tenebre.

Ma anche la Sinistra erra quando considera gli individui come atomi isolati: poiché l’uomo, come si è detto, è un essere che appartiene per natura e per nascita a una specie, al di sopra dei legami particolari tra specifici individui o tra specifici gruppi esiste un legame fra tutti i membri della specie umana, e quindi esiste un dovere degli individui nei confronti del genere umano: il dovere di perpetuare la specie, di far sì che il genere umano continui a esistere. Un dovere che è più forte degli obblighi più sacri, come il divieto dell’incesto e il voto di castità: lo dimostrano da un lato la vicenda biblica delle figlie di Lot, le quali fanno ubriacare il padre per avere con lui rapporti sessuali e dargli una discendenza, e dall’altro le autorizzazioni al matrimonio dei sacerdoti concesse dai pontefici dopo un terremoto o un’altra catastrofe naturale. Un dovere che oggi, in questo tempo di pandemia, si sostanzia nell’obbligo – obbligo che grava su ogni essere umano, e del quale, a sua volta, ogni essere umano può farsi vindice – di rispettare scrupolosamente le norme stabilite dalle autorità sanitarie (e del resto riconoscibili da ogni intelletto razionale) per evitare la diffusione di un contagio che altrimenti, stante la mancanza di difese immunitarie contro un virus che la aggredisce per la prima volta nella storia, potrebbe portare all’estinzione dell’Umanità.

 

Sigillum Triplex

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

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