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PERCHE' NOI NON SIAMO COME I FONDAMENTALISTI ISLAMICI

 

Templar Seal

 

(18/9/2011) Nei sette anni che sono trascorsi da quando l'Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire" decise di dare vita al Partito Mondialista, quale suo ramo esecutivo, e di aprire questo sito Internet per illuminare gli uomini e le donne del nostro tempo sulla necessità e l'inevitabilità della creazione di un Impero mondiale, abbiamo ricevuto molte lettere di internauti i quali, per ignoranza o malafede, ci accusavano di essere dei "fondamentalisti"; un'accusa che ci è piovuta addosso soprattutto in questi giorni nei quali l'America e il mondo libero hanno commemorato il decennale delle atroci stragi perpetrate  dal terrorismo islamico infame e assassino di Al Qaeda, che l'11 settembre 2001 costarono la vita a più di 3.000 esseri umani innocenti. Ad esempio, rispondendo sulla nostra pagina Facebook (https://www.facebook.com/Partito.Mondialista) a un nostro post dell'11 settembre 2011 che riproduceva un articolo di Vittorio Feltri intitolato "Quando la colf musulmana esultò a tavola" accompagnato dal nostro commento "Quella sciagurata colf musulmana, e tutti coloro che nell'Islam e in Occidente, da destra, da sinistra e dal centro, hanno esultato come iene per quell'atroce strage, vanno solo perdonati. E giustiziati", una giovane internauta ha sentenziato lapidariamente: "Siete uguali ai fondamentalisti islamici". Pertanto abbiamo deciso di dedicare questo editoriale a spiegare perché noi non siamo come i fondamentalisti islamici.

In primo luogo, è necessario contestualizzare l'accusa che ci è stata mossa. Nell'articolo sopraccitato, Vittorio Feltri raccontava l'esperienza da lui vissuta in prima persona in quel giorno terribile, l'11 settembre 2001: si trovava in casa di amici, stavano pranzando lietamente, in un angolo della sala c'era un televisore acceso, ma nessuno badava a quel che trasmetteva; nessuno tranne una colf musulmana la quale, appreso dello schianto del primo aereo contro la Torre Nord del World Trade Center - per intuito femminile o per qualche segreto scambio di informazioni all'interno della comunità islamica italiana che forse, come altre comunità islamiche in Occidente e nel resto del mondo, sapeva in anticipo dell'imminente strage e non ha messo in guardia chi avrebbe potuto evitarla - si muoveva per la casa "leggera, come se volasse"; e quando in sala qualcuno si accorse della gravità della notizia, la colf musulmana si era messa a raccontare i fatti per filo e per segno, "lieta di quell'evento che annunciava il risveglio dell'Islam".

Ora, come insegna il grande filosofo Tommaso d'Aquino, se l'uomo buono e' superiore agli angeli, l'uomo malvagio e' inferiore alle bestie; e cosa c'e' di più orrendamente bestiale di un essere umano, in questo caso una sciagurata colf musulmana, il quale esulti come una iena per una atroce strage di migliaia di esseri umani innocenti, cioè di esseri che avevano la sua stessa natura e dignità? Chiaramente quella colf musulmana, e tutti coloro i quali, come lei, appoggiano e favoriscono in qualunque modo l'uccisione di esseri umani innocenti, si pongono da loro stessi al livello delle bestie feroci che azzannano e sbranano; e come le bestie feroci che azzannano e sbranano vanno combattute e uccise, se ciò e' necessario per salvare vite innocenti, senza ira e senza odio, ma con animo freddo e sereno, eliminandoli perché sono un pericolo oggettivo, ma perdonandoli soggettivamente, così deve fare l'Occidente nei confronti di quanti appoggiano e favoriscono il terrorismo assassino di vite innocenti: combatterli senza sosta, eliminarli se ciò e' necessario per salvare vite innocenti, senza ira e senza odio, ma con animo freddo e sereno, eliminandoli in quanto pericolo oggettivo, ma perdonandoli soggettivamente. Naturalmente questo nostro discorso vale, come dicono i filosofi, "in generale e in astratto", e non costituisce in alcun modo un incitamento, un invito o un ordine ad uccidere quella sciagurata colf musulmana in particolare o qualsiasi altro musulmano, come invece fanno i musulmani i quali, sia nei loro paesi d'origine sia in Occidente, manifestano pubblicamente nelle strade e nelle piazze incitandosi a vicenda a uccidere scrittori "blasfemi" come Salman Rushdie o a massacrare ebrei, cristiani e perfino i loro correligionari troppo "tiepidi"; chi è qui dunque il fondamentalista, noi o loro?

I fondamentalisti islamici:
1) uccidono esseri umani innocenti;
2) li uccidono con odio, pensando addirittura, con gioia malvagia, di destinarli all'inferno preparato dal loro falso dio Allah per gli "infedeli", i "pagani" e gli "apostati".

L'Occidente, invece:
1) uccide esseri umani colpevoli di terrorismo, cioè di preparare o aver preparato l'uccisione di esseri umani innocenti;
2) li uccide senza gioia e senza pretendere di determinare il loro destino ultraterreno, ma con la freddezza e la serenità con cui, appunto, si elimina una bestia feroce che azzanna e sbrana, o se preferite con la freddezza e la serenità con cui si prepara un vaccino contro l'Aids o il vaiolo o un qualche altro virus che uccide migliaia di esseri umani innocenti.

Forse c'e' bisogno di odiare un virus per eradicarlo dalla faccia della terra? O si sentono forse colpevoli gli Africani quando uccidono un leone che si e' avvicinato a un loro villaggio e ha assalito qualcuno, o gli Indiani quando fanno lo stesso con una tigre? Così l'Occidente elimina i terroristi e i loro accoliti senza bisogno di odiarli, ma soltanto per il pericolo oggettivo che essi rappresentano, e allo stesso modo non deve sentirsi in colpa nell'eliminarli, perché non elimina degli innocenti, ma dei colpevoli per salvare degli innocenti. Anche su questo punto, dunque, noi mondialisti siamo del tutto all'opposto rispetto ai fondamentalisti islamici.

Infine, non è forse vero che i fondamentalisti islamici causano stragi e lutti in tutto il pianeta perché considerano le donne inferiori agli uomini (ma forse questo la nostra facebookista accusatrice, nella sua giovanile ingenuità, lo ignora, così come ignora che in un paese islamico ella non potrebbe guidare l'automobile, andare a viso scoperto, fare il bagno in una piscina insieme a degli uomini, mostrarsi in pubblico mano nella mano con il proprio fidanzato, ecc. ecc.) e i non-musulmani inferiori ai muslims, ai sottomessi ad Allah e Maometto? E non è forse vero che, all'opposto, l'Occidente, e in primo luogo gli Stati Uniti d'America, dolce terra di libertà che noi mondialisti abbiamo eletto a «portaerei, punta di lancia e base avanzata per la promozione del mondialismo», si caratterizzano per la garanzia a tutti gli individui umani degli stessi diritti fondamentali e inalienabili, a prescindere dal sesso, dalla razza, dalla religione, dall'ideologia e dalla condizione sociale?

Per tutti questi motivi noi mondialisti riteniamo di non essere uguali ai fondamentalisti islamici, come ci ha accusato la giovane internauta facebookista di cui sopra; riteniamo anzi di essere degli anti-fondamentalisti per antonomasia, proprio perché il fine della nostra azione è l'eliminazione delle discriminazioni, delle persecuzioni e delle guerre che da sempre funestano l'umanità a causa della differente dignità che viene attribuita a chi sta "dentro" e a chi sta "fuori" dal recinto di una determinata fede religiosa, o di una determinata ideologia politica, o di una determinata classe sociale, o di una determinata etnia, o di un determinato sesso; e noi mondialisti sappiamo che avremo successo, perché il Mondialismo costituisce l'unica vera risposta al desiderio e all'attesa che ogni uomo e ogni donna, in ogni luogo ed epoca della Storia, porta nel proprio cuore e nella propria mente: il desiderio e l'attesa di una coesistenza senza barriere, di uno Stato universale per individui universali. Un desiderio e un'attesa che troveranno compimento con la creazione di un Impero mondiale federale e liberaldemocratico, che abbatterà le vetuste sovranità etnico-nazionali, fragile schermo dietro cui tiranni e dittatori laici e teocratici nascondono e giustificano i loro abietti crimini, imporrà il rispetto universale degli immortali e inalienabili diritti di ogni individuo umano alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, e assicurerà pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti.

Eye of God

annuit coeptis

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