iran, ragazza assassinata da un cecchino

ora non bastano più le belle parole di obama

 

 

(20/6/2009)

mr. obama, we want deeds not words!

 

Neda è morta con gli occhi aperti, facendo vergognare noi occidentali che viviamo con gli occhi chiusi, che straparliamo di pluralità delle culture, che ci autoflagelliamo con la vecchia solfa del colonialismo padre di tutte le disgrazie del Terzo Mondo, che ci sentiamo aperti e progressisti perché permettiamo alle donne islamiche di coprirsi col burka anche quando vanno nei nostri uffici pubblici. Neda è morta perché non voleva essere schiava della cultura di morte nella quale era nata, perché voleva passeggiare mano nella mano col suo ragazzo senza essere bastonata dalla polizia coranica, perché voleva partecipare alle feste come tutti i giovani della sua età, perché voleva conoscere il mondo e non essere rinchiusa a vita in una prigione chiamata Islam.

Il Presidente pro-tempore degli Stati Uniti d'America, Barack Hussein Obama, dopo giorni di silenzio vergognoso e pilatesco ha "deplorato le violenze sulla popolazione civile" e ricordato che il suo Paese "è sempre schierato dalla parte di quanti rivendicano gli universali diritti umani". Troppo poco, Mr. Obama! Troppo facile cavarsela con qualche bella frasetta! George Walker Bush, il suo predecessore di cui Lei tenta di demolire la grandezza un giorno sì e l'altro pure, ha liberato l'Iraq dalla dittatura di Saddam Hussein non con belle parole, ma con bombe, missili e il sangue di migliaia di bravi ragazzi americani che hanno dato la vita per far cessare le stragi quotidiane di curdi e sciiti gasati con le armi chimiche. Bill Clinton, un democratico come Lei, ma uno al quale Lei non è degno neppure di lustrare le scarpe, ha mandato i ragazzi americani a soccorrere a prezzo di molte vite la popolazione somala stremata da decenni di dittatura. George Bush senior ha messo insieme e guidato una coalizione internazionale per liberare il piccolo, insignificante (per le cancellerie occidentali) Stato del Kuwait dalle grinfie del Ladro di Bagdad. Ronald Reagan, il Precursore dell'Impero mondiale, ha mobilitato uomini e mezzi, dai finanziamenti a Solidarnosc e ai mujaeddin afghani fino agli euromissili e alle Guerre Stellari, per abbattere il regno del Male sovietico. E lei, Mr. "dialogante" Obama? Pensa forse di cavarsela con qualche frase di circostanza, con qualche etto di retorica di cui Lei ha sempre pieno il taschino? Il popolo iraniano lotta e muore nelle strade e nelle piazze per ritrovare la libertà conculcata da trent'anni di teocrazia islamica, e Lei pensa di potersene lavare le mani dicendo loro "non possiamo aiutarvi, ma comunque noi siamo tutti con voi"? Se queste sono le Sue intenzioni, Mr. Barack Hussein Obama, sarà meglio per Lei che faccia le valigie e se ne vada dalla Casa Bianca insieme con la sua famigliola da Mulino Bianco subito, prima che il popolo americano la prenda a calci nel didietro.

Noi del'Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire" e del Partito Mondialista siamo sempre stati, siamo adesso, e saremo sempre a fianco del valoroso popolo persiano nella sua lotta per riconquistare libertà e democrazia. Ai nostri lettori chiediamo di fare quanto è in loro potere per fare pressione sui governi dei loro Paesi affinché prendano misure drastiche, per intenderci misure militari, le uniche misure in grado di abbattere il regime dei mullah e degli ayatollah pedofili e fanatici, per liberare il popolo di Persia dalla sua triste schiavitù e farlo sedere di nuovo nel consesso dei popoli civili. Una misura alla portata di tutti è inviare alla Casa Bianca, al Dipartimento di Stato e alle ambasciate statunitensi nei vari Paesi (gli indirizzi si trovano su Internet, basta voler cercarli) la foto della straziante agonia di Neda e le seguenti parole: "IRAN 2009 - DEEDS NOT WORDS" (fatti, non parole). Anche così, con un piccolo messaggio di posta elettronica, si può compiere il proprio dovere di esseri umani. Basta volerlo.

 

neda vive!

morte ad ahmadinejad!

morte a khamenei!

morte a tutti gli ayatollah e i mullah!

iran libero!

 

non nobis, domine, non nobis

sed nomine tuo da gloriam

annuit coeptis

 

 

 

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