Obama e Bergoglio, i traditori del Mondialismo

 

 

(22/10/2015, San Giovanni Paolo II Papa) Nell'ultimo canto dell'Inferno, il sommo poeta Dante Alighieri racconta di aver visto, maciullati nelle tre bocche di Lucifero, ai due lati Bruto e Cassio, traditori di Cesare e quindi dell'Impero, e al centro Giuda Iscariota, traditore di Cristo e quindi della Chiesa. Ebbene, se fra cent'anni - quando l'Impero mondiale sarà divenuto realtà - nascesse un nuovo Dante, e scrivesse una nuova Commedia, egli certo descriverebbe un Lucifero con due sole bocche, anziché tre, e in esse metterebbe, a maciullarsi, Barack Hussein Obama e Jorge Mario Bergoglio, i traditori del Mondialismo.

Che Barack Hussein Obama sia un traditore del Mondialismo, è cosa ormai nota a quanti leggono i nostri editoriali: fin dal suo primo insediamento alla Casa Bianca egli ha annunciato il ritiro delle truppe statunitensi dall'Iraq a partire dal 2010, ha proibito ai funzionari che lavorano per le agenzie di sicurezza nazionale di usare l'espressione "guerra al terrorismo" e di qualificare i nemici degli Stati Uniti d'America come terroristi; nel 2009 ha promesso dal Cairo ai tiranni di Teheran e Damasco che gli Stati Uniti d'America non avrebbero mai tentato di scalzarli dai loro troni di sangue come avevano meritatamente fatto con Saddam e con Milosevic, ha fatto orecchie da mercante  al grido di dolore del nobile popolo di Persia che combatteva e moriva per opporsi al regime degli ayatollah pedofili e misogini; ha abbandonato il popolo dell'Iraq alle faide tra sunniti e sciiti e ai massacri del Califfo sanguinario, ha favorito l'ascesa al potere in Egitto del fondamentalista Morsi, ha condotto trattative segrete per "normalizzare" i rapporti degli Usa con il regime familistico-comunista dei Castro e con gli ayatollah iraniani che vogliono dotarsi della bomba atomica per distruggere Israele. È fin troppo evidente che Obama è il nuovo Bruto, il traditore di tutti i suoi predecessori, da Roosevelt che combatté il nazifascismo a Truman che schierò la potenza degli Stati Uniti per difendere l'Occidente dall'espansionismo sovietico, da Ronald Reagan il Precursore a George Walker Bush: egli infatti ha sviato il popolo americano dalla missione di essere la "città sulla collina", la nuova Gerusalemme che avrebbe dovuto abbattere tutti i tiranni e i dittatori e fondare l'Impero mondiale apportatore di pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti.

Quanto al cardinale Jorge Mario Bergoglio (non possiamo, in coscienza, chiamarlo Papa), la sua colpa è più sottile e meno evidente: egli non può essere accusato di eresia, dal momento che tutti i suoi pronunciamenti pubblici - al netto delle distorsioni giornalistiche - sono finora stati formalmente in linea con la dottrina della Chiesa; ma anche Giuda, a ben vedere, era un Ebreo pio e osservante della Legge. La colpa per cui Giuda è condannato all'inferno non è l'esser stato eretico, ma regicida: egli non ha infranto i comandamenti della legge mosaica - così come Bruto non ha violato le leggi romane - ma ha infranto il vincolo di fedeltà e di amore che lo legava a Gesù Cristo, "Re dei Giudei" e suo Maestro, colui che lo aveva scelto come apostolo, così come Bruto ha infranto il vincolo di fedeltà a Cesare, suo re e padre adottivo.

Allo stesso modo Bergoglio ha sinora formalmente rispettato il Vangelo, la Tradizione e il Magistero della Chiesa; ma ha condannato la globalizzazione, bollandola come processo di omologazione irrispettosa delle differenze e delle particolarità etniche, anche di quelle più retrograde e abiette come l'infibulazione e la poligamia; ha suscitato una mobilitazione internazionale per impedire agli Stati Uniti d'America di abbattere il regime del macellaio Assad e di salvare dal massacro il popolo siriano (fornendo una buona scusa al filoislamico Obama che di bombardare Assad, vassallo dell'Iran con cui stava negoziando segretamente da anni, non aveva affatto voglia); ha rifiutato di ricevere in udienza il Dalai Lama e di pronunciarsi pubblicamente contro il genocidio del popolo tibetano, mentre ha ricevuto più volte con grandi onori il tiranno Putin invasore di Georgia e Ucraina; ha sempre omesso di denunciare le persecuzioni dei cristiani nei paesi a maggioranza islamica e lo stillicidio di attentati compiuti contro gli ebrei, anzi ha proclamato il diritto dei musulmani di usare la violenza nei confronti dei vignettisti "blasfemi", ha condannato la costruzione da parte della autorità israeliane della Barriera di Sicurezza che nell'ultimo decennio ha fermato almeno in parte i terroristi palestinisti, e ha perfino chiamato Abu Mazen, l'arcidittatore e capo di assassini, "Angelo della pace"; ha fatto da mediatore tra Obama e il regime castrista, e nella sua visita a Cuba non ha speso una sola parola per invocare la fine dell'oppressione che quel popolo soffre da mezzo secolo, mentre San Giovanni Paolo II il Grande, all'Avana aveva ripetuto per ben 13 volte il grido "Libertà!"; ha rigettato l'idea wojtyliana di una "ingerenza umanitaria" per salvare popoli minacciati da tiranni e dittatori.

Insomma, Bergoglio ha infranto il vincolo di fedeltà al Magistero del suo insigne predecessore (o quam diversus ab isto!) che lo aveva creato cardinale, e sta tentando in tutti i modi di ostacolare, anch'egli, la missione affidata agli Stati Uniti d'America, in collaborazione con Israele e con tutto l'Occidente, di fondare l'Impero mondiale, missione sacra perché rispondente alla volontà di Dio annunciata da Gesù Cristo, Re dell'Universo, che cioè «tutti siano una cosa sola», un solo Popolo, sotto una sola Legge, con uguali diritti e doveri per tutti. Pertanto egli va considerato il nuovo Giuda, e come tale, insieme a Obama, sarà dannato in memoriam dalle generazioni future.

 

Sigillum Triplex

Annuit Coeptis

 

 

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