Il Papa Francesco e il nordamerica "morto" per la Chiesa

 

 

(16/3/2013) La recentissima elezione al soglio di Pietro del cardinale Jorge Mario Bergoglio, che ha preso il nome impegnativo di Francesco, non poteva ovviamente non suscitare l'interesse di noi mondialisti, tanto più dopo le previsioni della vigilia del Conclave che davano come "papabili" due cardinali statunitensi, l'arcivescovo di Boston Sean Patrick O'Malley e quello di New York Timothy Dolan. Il nostro Direttore Generale Andrea Zuckerman ne ha pertanto discusso con il nostro referente oltre il Portone di Bronzo (che qui chiameremo per discrezione Padre X). Ecco il testo della conversazione:

 

Andrea Zuckerman: Come mai non è stato eletto un cardinale statunitense? Eppure ce n'erano almeno due molto favoriti...

Padre X: Il fatto è che ci sono state delle considerazioni di ordine politico, sa... gli Stati Uniti d'America sono coinvolti politicamente in tutto il mondo, quindi...

AZ: Ho capito, padre: i cardinali hanno avuto paura che il nuovo Papa divenisse il cappellano del Presidente degli Stati Uniti d'America, come dire il cappellano dell'Impero mondiale...

P. X: Ma no! Questa è un'interpretazione che lascio ai giornalacci come "Repubblica"! La verità è che il cristianesimo nell'America Latina è vivo, è in crescita, c'è un grande fermento, un grande rigurgito di fede, è un continente in crescita dal punto di vista della fede, come può vedere anche dal fatto che oltre al Cattolicesimo lì proliferano anche molte sette... ma in Nordamerica invece i cristiani sono ridotti in una condizione catacombale, basta vedere lo scandalismo che si è fatto contro la Chiesa da dieci anni in qua...

AZ:  Proprio per questo, padre, un Papa statunitense avrebbe potuto favorire un riorientamento della politica dell'Amministrazione Obama in senso più favorevole ai cristiani...

P. X: Lei pensa che la Chiesa sia una potenza economica o politica che debba fare pressione sui governi, ma non è così... La Chiesa propone, ma non impone; se uno non l'accetta, sbatte i piedi, si toglie la polvere dai sandali, e lascia ciascuno al suo destino che si è scelto liberamente... Se non fosse toccato all'America Latina, sarebbe toccato all'Asia, che è un altro continente dove il Cattolicesimo è in forte crescita... ma l'Europa ormai è morta dal punto di vista della fede...

AZ:  Cosa c'entra l'Europa? Vuole forse dire che per la Chiesa anche il Nordamerica, anche gli Stati Uniti d'America sono "morti"?

P. X:  Ma certo! Il Nordamerica ormai è morto per la Chiesa! L'Europa è quella che ha cominciato la guerra contro Cristo e contro la Chiesa, e gli Stati Uniti sono andati dietro a ruota; basta vedere quello che ha fatto Obama con la sua sciagurata riforma sanitaria...

AZ:  Ma padre, cosa c'entra Obama e la sua opposizione alla Chiesa? Prima dice che un Papa statunitense non sarebbe stato il cappellano di Obama, adesso dice che la Chiesa abbandona gli Stati Uniti d'America perché Obama è contrario al Cristianesimo... ma la Chiesa non dovrebbe pensare ai cristiani, ai cattolici statunitensi? Un Papa statunitense non sarebbe stato espressione del cattolicesimo statunitense, che ormai è diventato la seconda religione negli USA dopo i protestanti?

P. X:  Insomma, basta! Le ho detto e ripetuto che la politica in queste cose non c'entra per niente! Lei è libera di pensarla come vuole, la nostra conversazione finisce qui!

 

Che dire, amici lettori? La conclusione che ne abbiamo tratto noi è una, semplice e inequivocabile: la Chiesa cattolica ha deciso che l'Europa e il Nordamerica sono ormai continenti scristianizzati, perduti per la fede in Cristo, e si prepara a puntare tutta la sua potenza evangelizzatrice - e quindi anche politico-diplomatica - verso il Sudamerica e l'Asia, che per essa rappresentano un bacino di potenziali conversioni molto più vasto e ricettivo; per quanto concerne l'Africa, probabilmente la Chiesa cattolica ha deciso di convivere più o meno facilmente con l'Islam...

Noi mondialisti, invece, riteniamo che gli Stati Uniti d'America non siano affatto un Paese "morto" alla fede, ma che al contrario il Cristianesimo statunitense costituisca una realtà viva e in forte crescita, anche e soprattutto grazie al flusso ininterrotto di immigrati latinos e asiatici, cioè nativi proprio di quei continenti che per la Chiesa sono il "vivaio" più promettente di cattolici del futuro. Non è un caso che tanti cattolici asiatici e latinoamericani decidano di abbandonare per sempre le loro terre d'origine e iniziare una nuova vita negli USA, per sé e per i propri figli: ciò avviene perché gli Stati Uniti d'America, come noi mondialisti abbiamo sempre detto e ripetuto, sono il Paese più aperto, libero e tollerante verso tutte le religioni e le opinioni su Dio, sull'uomo e sul mondo, che sia mai esistito in tutta la storia del genere umano; ed essi sono tali, perché noi Templari-mondialisti li abbiamo voluti, progettati e fondati così, per essere la città sulla collina, per essere sale della terra e luce per le nazioni, per essere il primo seme del futuro Impero mondiale, il cui avvento è molto più vicino oggi di quanto voi possiate immaginare, nel quale tutte le religioni - almeno quelle che vorranno e sapranno accettare i princìpi e i valori della libertà, della democrazia e del rispetto degli immortali e inalienabili diritti dell'uomo - potranno convivere in pace e armonia, senza combattersi a morte come avviene in Africa e Asia dove l'Islam pretende di spazzare via tutti i non-islamici, senza esser perseguitate da regimi totalitari come avviene nella Cina comunista e nei Paesi del Sudamerica schiavi di quell'impura alleanza tra cristianesimo e marxismo che va sotto il nome di "teologia della liberazione", e senza essere un docile instrumentum regni come in Russia, dove il patriarca ortodosso, lui sì, è il cappellano del nuovo Zar, del cekista Putin, prono ai suoi voleri e pronto a mettere in croce tre ragazze innocenti solo perché hanno "osato" pregare la Santissima Vergine Maria affinché liberi il popolo di Russia dal regime corrotto, menzognero e assassino dell'infame Putin e della sua cricca di ex-agenti del Kgb.

In conclusione, sia che il nuovo Papa Francesco voglia sostenere gli sforzi degli Stati Uniti d'America in favore della diffusione della democrazia, sia che egli si disinteressi del Nordamerica e preferisca puntare su Asia e Sudamerica per la "nuova evangelizzazione", noi mondialisti continueremo a lavorare per l'unificazione di tutto il genere umano in un solo Stato o Impero mondiale, federale e liberaldemocratico, che assicurerà pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti. Proprio come sta facendo da 237 anni il grande laboratorio americano, che proprio per questo attira  e continuerà ad attirare sempre nuovi cittadini da tutto il pianeta, Obama o non Obama.

Advenit novus ordo seclorum

annuit coeptis

 

 

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