Non c'è posto per l'Islam nel mondo

 

 

(03/07/2016) Il Comitato Direttivo del Partito Mondialista, in unione con tutti i suoi membri sparsi nel mondo, mentre porge le più sincere condoglianze alle famiglie delle 20 innocenti vittime dell'ennesima strage compiuta da barbari e disumani terroristi islamici, e mentre invoca l'Altissimo, Signore del cielo e della terra, affinché le accolga nel Suo Regno e dia loro la vita eterna, non può non ricordare agli smemorati Italiani, a tutti gli smemorati Occidentali rincitrulliti dalla retorica mielosa degli Obama e dei Bergoglio, che queste atroci mattanze non sono conseguenza di eventi naturali come terremoti o inondazioni, né di sfortunati incidenti automobilistici o ferroviari o aerei dovuti a colpi di sonno o a guasti tecnici o ai problemi psichici di un pilota lasciato dalla moglie, e neppure - come le cancellerie, i vescovadi e le Ong tentano, mentendo, di convincervi - del fanatismo di pochi estremisti che si ritroverebbero in tutte le religioni.

Ipocriti! Forse che i cristiani o gli ebrei, gli induisti o i buddisti si fanno saltare in aria in mezzo alle folle per trascinare con loro all'altro mondo il maggior numero possibile di "infedeli"? Forse che cristiani o ebrei o induisti o buddisti accoltellano per le strade i membri delle altre religioni o gli atei, forse essi si introducono nascostamente nella camera da letto di bambine di 13 anni per pugnalarle a morte? No di certo! Tutti questi massacri, tutte queste stragi, tutte queste nefandezze le compiono sempre e soltanto i membri di una specifica religione: l'Islam.

Sono gli islamici a compiere attentati in tutto il mondo, da Nairobi e Dar es Salaam nel 1999 all'11 settembre 2001, da Bali a Madrid a Casablanca, da Londra a Mumbai a Buenos Aires, da Parigi a Bruxelles, da Istanbul a Dacca; sono sempre gli islamici a esaminare i loro ostaggi, a fare ad essi l'esame di coranologia, a liberare coloro che sanno ripetere a memoria i versetti del Corano e a torturare, sgozzare gli "infedeli" fino a infierire sui loro cadaveri, senza aver pietà nemmeno delle donne, neppure di una donna incinta.

Sono gli islamici a scendere nelle strade e nelle piazze facendo festa orribilmente ogni volta che un ebreo viene pugnalato alle spalle o preso a sassate; sono gli islamici a giustificare la "guerra santa" contro tutti i non-islamici sulla base del Corano, della volontà del falso dio Allah e del falso profeta Maometto ("Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati": Corano, sura IX, 29); sono gli islamici a proclamare senza vergogna che in nome della jihad tutto è lecito, anche la menzogna (in arabo taqiyya), anche ingannare i non-islamici con false parole ("l'Islam è una religione di pace, l'Islam è una religione di amore"), pur di seminare discordia nel campo degli "infedeli", di minare la loro resistenza allo scopo di sottometterli più facilmente; sono gli islamici che nel 2015 hanno assassinato 3.600 innocenti solo perché erano non-islamici, sono gli islamici che in un solo mese - il mese "sacro", anzi empio, del Ramadan appena concluso - hanno massacrato in tutto il mondo più di 2.000 persone.

Mentono, mentono tutti i ciecopacifisti cattosinistri i quali tentano di convincere le opinioni pubbliche dell'Occidente che esisterebbe un Islam "moderato" estraneo alla violenza con il quale bisognerebbe mettersi d'accordo per "isolare gli estremisti"... Ipocriti! Dove sono questi islamici "moderati"? Perché non si fanno vedere, se esistono? Perché non prendono le armi contro i cosiddetti "estremisti", perché non li sconfiggono, non li imprigionano o non li uccidono? Se la maggioranza degli islamici fosse "moderata" come ripetono tutti i giorni i Bergoglio, gli Obama e le Boldrini, avrebbero dovuto sconfiggere ormai da molto tempo i sedicenti pochi "estremisti". La verità è che l'Islam "moderato" non esiste; la verità è che tutti gli islamici vogliono sottomettere l'intero genere umano al falso dio Allah e al falso profeta Maometto, e per raggiungere tale abietto scopo tutti gli islamici sono pronti a usare qualunque mezzo, a seconda delle circostanze, dall'inganno al machete, dalla dissimulazione alle cinture esplosive; tutto, tutto essi ritengono lecito pur di sconfiggere i non-islamici, anche mangiare carne di maiale, anche astenersi dal circoncidere i figli, anche giurare davanti a Dio di non essere islamici e praticare i culti di altre religioni.

Gli islamici insegnano ai loro figli a odiare i non-islamici, a non avere rapporti con i essi ("Vorrebbero che foste miscredenti come lo sono loro e allora sareste tutti uguali. Non sceglietevi amici tra loro, finché non emigrano per la causa di Allah. Ma se vi volgono le spalle, allora afferrateli e uccideteli ovunque li troviate. Non sceglietevi tra loro né amici né alleati": Corano, sura IV, 89), a perseguitarli e ucciderli finché non si convertono all'Islam (“Quando poi saranno trascorsi i mesi sacri, uccidete gli idolatri dovunque li troviate, prendeteli, circondateli, appostatevi ovunque in imboscate. Se poi si convertono e compiono la Preghiera e pagano la dècima, lasciateli andare": Corano, sura IX, 5, "versetto della spada"). Gli islamici non si impegnano, come invece fanno gli Occidentali, per il progresso scientifico e sociale, per combattere l'analfabetismo, la povertà e le malattie, perché essi disprezzano la vita in questo mondo e desiderano soltanto sterminare tutti i non-islamici per guadagnarsi così il paradiso secondo quanto ha insegnato loro il falso profeta Maometto ("Se i vostri padri, i vostri figli, i vostri fratelli, le vostre mogli, la vostra tribù, i beni che vi procurate, il commercio di cui temete la rovina e le case che amate vi sono più cari di Allah e del Suo Messaggero e della lotta per la causa di Allah, aspettate allora che Allah renda noto il Suo decreto! Allah non guida il popolo degli empi": Corano, sura IX, 24).

Gli islamici non vogliono riconoscere pari dignità e diritti alle donne rispetto agli uomini, né ai non-islamici rispetto ai credenti in Allah e Maometto. Gli islamici non vogliono coesistere in pace e tolleranza con il resto del genere umano. L'Islam è incompatibile con un mondo unito e pacifico, con un mondo fondato sul rispetto della libertà, della democrazia e dei diritti dell'uomo. L'Islam è il Non-assimilabile, il Non-integrabile, il Nemico del genere umano.

Non c'è posto per l'Islam nel mondo. Non c'è posto per 1.300 milioni di islamici nel mondo. Non c'è posto neppure per per un solo musulmano, nel mondo.

«Che cosa dunque?» chiederete voi, «Dobbiamo forse uccidere con le nostre mani il primo musulmano che incontriamo in strada? Dobbiamo forse organizzare delle ronde di volontari, degli "squadroni della morte" per uccidere gli islamici che vivono nelle nostre città?». NO, NO, NO!

In ogni società bene ordinata, in cui viga il principio di divisione dei lavori, mentre ai comuni cittadini compete lo svolgimento dei vari mestieri e delle varie professioni, e i sacerdoti hanno il compito di pregare Dio per il bene del popolo, il compito di difendere la società dai nemici e di mantenere ordine e sicurezza spetta ai Principi, cioè ai governanti dei vari Stati, e a quanti svolgono il mestiere delle armi sotto il comando dei reggitori degli Stati. Per questo l'Apostolo delle genti (Rm 13, 4) ammonisce i cristiani a rispettare le giuste leggi e a non commettere crimini, "perché non invano il principe porta la spada; egli infatti è il ministro di Dio, un vendicatore per eseguire la Sua ira su chi opera il male"; e san Tommaso d'Aquino, nella sua Summa theologica, spiega chiaramente come i doveri del buon governante includano anche, a certe condizioni, il fare la guerra:

"Perché una guerra sia giusta si richiedono tre cose.

Primo, l‘autorità del principe, per ordine del quale la guerra deve essere proclamata. Infatti una persona privata non ha il potere di fare la guerra: poiché essa può difendere il proprio diritto ricorrendo al giudizio del suo superiore. E anche perché non appartiene a una persona privata il raccogliere la moltitudine, cosa indispensabile nelle guerre. Siccome invece la cura della cosa pubblica è riservata ai principi, spetta ad essi difendere il bene pubblico della città, del regno o della provincia a cui presiedono. E come lo difendono lecitamente con la spada contro i perturbatori interni quando puniscono i malfattori, secondo le parole dell‘Apostolo [Rm 13, 4]: «Non invano l‘autorità porta la spada: è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male», così spetta ad essi difendere lo stato dai nemici esterni con la spada della guerra...

Secondo, si richiede una causa giusta: cioè una colpa da parte di coloro contro cui si fa la guerra. Scrive perciò S. Agostino [Quaest. in Iosue 10]: «Si sogliono definire giuste le guerre che vendicano delle ingiustizie: cioè nel caso in cui si tratti di debellare un popolo o una città che hanno trascurato di punire i delitti dei loro sudditi, o di restituire ciò che era stato tolto ingiustamente».

Terzo, si richiede che l‘intenzione di chi combatte sia retta: cioè che si miri a promuovere il bene e a evitare il male. Per cui scrive ancora S. Agostino [De civ. Dei 19, 12]: «Presso i veri adoratori di Dio sono pacifiche anche le guerre, che vengono fatte non per cupidigia o per crudeltà, ma per amore della pace, ossia per reprimere i malvagi e soccorrere i buoni»".

Ebbene, in questo caso che stiamo trattando sono presenti due dei requisiti prescritti dal Dottore Angelico affinché una guerra sia giusta: la «giusta causa», in quanto l'Islam aggredisce ingiustamente tutti i non-islamici e pretende di sterminare quanti non si sottomettono al falso dio Allah e al falso profeta Maometto; e la «retta intenzione», in quanto una guerra di tutto il genere umano contro l'Islam avrebbe per fine la salvezza di tutto il genere umano dal pericolo dello sterminio o di una sottomissione forzata, che sarebbe contraria al sacro diritto di ogni individuo di cercare la verità su Dio e sul mondo secondo le proprie capacità e di obbedire ai dettami di una retta coscienza senza subire costrizioni. Affinché la guerra del genere umano contro l'Islam possa essere validamente dichiarata manca dunque solo una condizione: che essa sia dichiarata non da comuni cittadini, bensì dai principi degli Stati, ovvero dai governanti di tutto il pianeta.

È pertanto sacro dovere dei governanti di tutti gli Stati che vogliano opporsi all'aggressione islamica di coalizzarsi, a cominciare dai Paesi dell'Occidente liberale e democratico, di formare una Grande Alleanza per la Vita, la Libertà e la Democrazia contro la masnada dell'Islam bramoso di imporre tirannide, schiavitù e morte. Se poi gli attuali governanti del pianeta si rifiutassero di muovere guerra all'Islam a causa di inconfessabili e vergognosi interessi ideologici o per ambizione di potere - come ad esempio i governanti della Vecchia Europa che corteggiano gli islamici per ottenere i loro voti; o il tiranno cekista Putin che appoggia gli islamici sciiti dell'Iran contro gli islamici sunniti finanziati dall'Arabia Saudita al solo scopo di imporre la propria egemonia su tutta l'Eurasia; o ancora il tiranno filoislamico Barack Hussein Obama, il quale vuole imporre con l'inganno la sharia sugli Stati Uniti d'America e su tutto l'Occidente -, allora la giusta rabbia dei popoli si leverà contro di essi, li deporrà dai loro troni di menzogna con il voto o con le armi, e sceglierà dei nuovi governanti capaci e disposti a muovere guerra all'Islam assassino fino a cancellarlo dalla faccia della Terra, così come sono stati cancellati dal mondo il nazifascismo e il comunismo, per il bene di tutto il genere umano.

 

Sigillum Triplex

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

 

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