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harry potter è dei nostri. e anche le winx

 

(8/11/2007) Dall'alba della storia fiabe, leggende e saghe sono state il mezzo attraverso cui gli uomini hanno dato espressione ai loro sogni, hanno esorcizzato i loro fantasmi, hanno immaginato un mondo libero dalle contraddizioni e dalle violenze della quotidianità. Non è dunque casuale che i più importanti prodotti fantasy degli ultimi quarant'anni (all'incirca) rappresentino la trasposizione narrativa di quei concetti e temi propri del movimento mondialista che potete trovare enunciati in questo sito, in forma generale nel nostro Manifesto programmatico, e più specificatamente nelle sezioni Editoriali e Mediaworld; non certo come conseguenza di un complotto mediatico ordito da qualche multinazionale o circolo giudaico-massonico-esoterico-sinarchico-etc. come ama pensare e scrivere su giornali, libri e in Rete gente di corte vedute; più semplicemente perché il mondialismo costituisce la sintesi dell'eterna aspirazione umana all'unità, al benessere e alla pace.

Qualche esempio? Partiamo dal primo telefilm cult nella storia della televisione, "Star Trek". In tutti i paesi del mondo milioni di appassionati conoscono l'astronave Enterprise e il suo equipaggio multietnico: dal capitano Kirk al vulcaniano Spock, freddo e razionale, e al medico di bordo, il sanguigno "Bones" McCoy, dal timoniere giapponese all'armiere russo e all'addetta alle comunicazioni afroamericana, tutte le razze della Terra e tutti i popoli di una utopica Federazione galattica convivono pacificamente in quel microcosmo ispirato ai progetti della "Nuova Frontiera" di Kennedy e della Great Society di Johnson, così come in tutte le altre versioni della saga prodotte dal 1966 ad oggi; e se all'inizio il cosmopolitismo pacifico (non pacifista) dei buoni si contrapponeva alla violenza barbarica dei "mongolici" Klingon, in tempi più recenti il ruolo del nemico "esistenziale" è stato assunto non a caso dai Borg, ibridi uomo-macchina tutti connessi fra loro la cui politica estera consiste unicamente nella cattura di umanoidi da inserire forzosamente nella loro comunità-alveare (un richiamo polemico al fondamentalismo islamico e alla sua pretesa di annullare la libertà individuale nella Umma? Forse...).

Venendo ai giorni nostri, un modello di eroe mondialista è il maghetto Harry Potter. Su di lui è stato scritto tutto e il contrario di tutto: gli "intellettuali" di destra e di sinistra lo hanno prima ascritto alla loro fazione, poi lo hanno scaricato sull'altra; l'attuale Papa Benedetto XVI, quando era ancora il cardinale Joseph Ratzinger, lo definì "anticristiano" in quanto le sue avventure sarebbero piene di maghi, streghe e incantesimi e in esse non comparirebbe alcun riferimento a Dio, a Gesù Cristo, alla Madonna e ai santi (da questo punto di vista anche le fiabe dei fratelli Grimm, suoi conterranei, meriterebbero di essere messe all'indice). Proviamo a esaminarlo da vicino: di sicuro non è razzista, dal momento che la sua migliore amica Hermione è una mezzosangue (il termine spregiativo con cui vengono indicati i nati dall'unione di maghi e "babbani", i semplici esseri umani), mentre il suo nemico Lord Voldemort è precisamente un babbano che ha ripudiato le sue origini e odia proprio i mezzosangue; inoltre in "The Order of Phoenix" scambia il suo primo bacio con una compagna di studi indiscutibilmente orientale. Aggiungiamo che non sopporta le ingiustizie, e che nutre una sana diffidenza nei confronti dei burocrati del Ministero della Magia impegnati più a mantenere il proprio potere che ad assicurare la protezione dalle forze del Male; non è forse sufficiente per dimostrare che egli possiede tutte le qualità di indipendenza di giudizio, iniziativa personale, tolleranza verso i "diversi" e amore per la giustizia che sono storicamente proprie dell'uomo anglosassone, e che caratterizzano l'antropologia del cosmopolitismo mondialista?

Per finire, non possiamo non accennare - dal momento che questo sito è ospitato su un server italiano e rivolto in primo luogo agli Italiani - al fenomeno editoriale degli ultimi anni, le "Winx": sei studentesse di un esclusivo college per fate provenienti da ogni pianeta della Galassia. La leader indiscussa del gruppo, la fatina dai capelli rossi Bloom, è una apolide: il suo mondo è stato distrutto dalle forze del Male poco dopo la sua nascita, il suo popolo sterminato. "È una senza-patria, una sradicata", direbbero i fanatici del comunitarismo e del nazionalismo, un "elemento sovversivo" alla pari degli ebrei... Eppure è proprio lei il personaggio dotato dai creatori della serie di maggiore sincerità, generosità e nobiltà d'animo, privo anche di quelle piccole idiosincrasie che caratterizzano le sue compagne (ad es. la fissazione per la moda, l'ambientalismo, la musica o la tecnologia); ed è sempre lei quella i cui gadgets sono più ricercati dai piccoli telespettatori. Non sarà dunque che lo status di senza-patria, nella fantasia come nella realtà, doni agli uomini e alle donne cui tocca questo destino l'apertura mentale, la capacità di non discriminare i propri simili fra "compatrioti" e "stranieri", ma di vederli tutti come membri di una comune umanità, che fa di essi degli individui carismatici e cosmostorici, autori e determinatori della storia del mondo?

È questa la radice del mondialismo: il desiderio di creare un Impero mondiale nasce proprio dal riconoscimento dell'uguaglianza di tutti gli uomini al di là di ogni discriminazione di sesso, razza o religione, e dalla necessità di superare l'ostacolo all'unità del genere umano costituito dalla divisione del pianeta in Stati organizzati su base etno-nazionale, fonte prima delle guerre e delle tirannie che hanno sempre funestato l'umanità. Il fatto che l'universo della fantasy sia già mondialista rappresenta, a nostro parere, la miglior prova che il mondo "reale" è incamminato anch'esso verso questa meta.

 

Sigillum Triplex

ANNUIT COEPTIS

 

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