Messaggio del Partito Mondialista

a Sua Santità Papa Francesco I

in occasione della veglia di preghiera e digiuno

per la pace in Siria

 

 

(7/9/2013) Mrs Andrea Zuckerman, Direttore Generale della Associazione Internazionale “New Atlantis for a World Empire”, a Sua Santità Papa Francesco I, Servo dei servi di Dio, salute.

 

Santo Padre,

come insegna la Sacra Scrittura, il Signore Dio, l’Onnipotente, ha scelto di camminare nel mondo sulle gambe deboli e incerte degli uomini, ha scelto di compiere la Sua Volontà nel mondo non a colpi di miracoli, ma servendosi della mente, del cuore e delle mani degli uomini. Anche la pace, che milioni di cattolici, insieme a esponenti di altre confessioni cristiane, ai fedeli di altre religioni e a molti uomini e donne di buona volontà, in questo giorno stanno invocando come dono dell’Altissimo, non può dunque essere donata da Dio agli uomini se non per mezzo dell’opera di alcuni di essi che agiscano da “costruttori di pace”.

Dall’alba della storia, questo compito di “costruire” la pace è stato affidato dal genere umano ai reggitori delle varie comunità politiche che si sono succedute nel tempo. A tali reggitori, governanti o “sovrani” è sempre stato riconosciuto il dovere di prendersi cura degli uomini e delle donne loro affidati, di porre in essere le condizioni per una vita tranquilla e ordinata, per una relazionalità fondata sulla giustizia e sul rispetto della uguale dignità di tutti i membri della comunità; e di conseguenza ai sovrani è sempre stato riconosciuto il correlativo diritto di usare la forza contro i violatori dell’ordine e della giustizia, di arrestare le violenze e punirne gli autori. Tale riconoscimento non deriva soltanto dalla sapienza umana di ogni epoca e luogo, ma anche dalla stessa Parola di Dio: nell’Antico Testamento si paragona il Messia-re a un “pastore” chiamato a curare la pecora ferita e a prendersi cura di quella malata come ad accudire la pecora grassa e la forte; il Signore Gesù Cristo, rispondendo a Pilato, gli ricorda che il suo potere di vita e di morte gli è stato dato “dall’alto”; e san Paolo ammonisce i suoi discepoli a pregare per i propri governanti e a obbedire loro con queste icastiche parole:

“Ciascuno stia sottomesso alle autorità costituite; poiché non c'è autorità se non da Dio e quelle che esistono sono stabilite da Dio. Quindi chi si oppone all'autorità, si oppone all'ordine stabilito da Dio. E quelli che si oppongono si attireranno addosso la condanna. I governanti infatti non sono da temere quando si fa il bene, ma quando si fa il male. Vuoi non aver da temere l'autorità? Fa' il bene e ne avrai lode, poiché essa è al servizio di Dio per il tuo bene. Ma se fai il male, allora temi, perché non invano essa porta la spada; è infatti al servizio di Dio per la giusta condanna di chi opera il male”.

Santo Padre, nell’epoca attuale un numero sempre maggiore di uomini e donne è divenuto consapevole che la divisione del genere umano in varie comunità politiche estranee l’una all’altra, lungi dal costituire un argine alla violenza e alla guerra, costituisce al contrario la principale fonte da cui scaturiscono odii, rivalità, persecuzioni e stragi: sono lì a testimoniarlo i genocidi che nel Novecento hanno colpito prima il popolo degli Armeni e poi gli Ebrei, i massacri indiscriminati nel Ruanda, in Somalia e nel Darfur, le persecuzioni, nei confronti non soltanto dei cristiani, ma anche degli appartenenti a molte altre fedi i quali si trovino a essere minoranza nel territorio in cui vivono, messe in atto da parte di chi professa una religione o ideologia “maggioritaria”. Tutti queste guerre, tutte queste persecuzioni, tutti questi massacri hanno la loro perversa scaturigine dall’egoismo, figlio del peccato originale, che spinge gli uomini a tracciare confini tra essi e i propri fratelli, e a discriminare tra chi è “dentro” e chi “fuori” dei recinti, non naturali ma artificiali, che essi chiamano “nazioni” e “Stati”. Ma come insegna la Scrittura, la natura umana, pur ferita dal primo peccato, non ha perduto la sua bontà originaria: c’è nel cuore e nella mente di ogni uomo e donna l’anelito a superare i confini artificiali posti dalla famiglia e dalla comunità di nascita, a volare “su ali di aquila”, a intessere con i propri simili una comunione di vita senza barriere.

Di questo anelito universale e insopprimibile del genere umano, il popolo e il governo degli Stati Uniti d’America si sono fatti portatori e vindici più volte negli ultimi settant’anni, prima intervenendo per difendere la libertà dei popoli d’Europa e la dignità umana contro la barbarie dell’ideologia nazionalsocialista, poi sostenendo la causa della democrazia e dei diritti umani nei decenni in cui essi erano minacciati dall’avanzata apparentemente inarrestabile del comunismo sovietico ateo e materialista. Di fatto, piaccia o no, oggi il popolo e il governo degli Stati Uniti d’America costituiscono l’unica potestà terrena in grado di assicurare la difesa della dignità umana di fronte alle minacce rappresentate dai fondamentalismi religiosi – in primis quello islamico – e da quei regimi i quali, negando l’infinito valore della persona umana creata a immagine di Dio, pretendono di sottomettere le vite e le coscienze degli individui all’adorazione di idoli falsi e bugiardi, siano essi la Ummah, lo Stato o la Tradizione; soltanto il popolo e il governo degli Stati Uniti d'America sono in grado di attuare quella “ingerenza umanitaria” invocata dal Suo predecessore di augusta memoria, il Beato Giovanni Paolo II, al fine di difendere i diritti umani delle popolazioni oppresse da regimi dittatoriali o totalitari. Per tale motivo noi membri dell’Associazione Internazionale “New Atlantis for a World Empire”, fedeli all’eredità spirituale dei cavalieri Templari, nostri padri nella fede, abbiamo deciso fin dal 2005 di creare il Partito Mondialista, nostro ramo esecutivo, con lo scopo di illuminare le menti e i cuori degli uomini e delle donne del nostro tempo circa la bontà e l’inevitabilità della unificazione di tutti gli uomini e i popoli in un solo Stato o Impero mondiale, che abbatta il vieto principio di sovranità nazionale e il connesso divieto di ingerenza negli affari interni dei singoli Stati, e assicuri il rispetto degli immortali e inalienabili diritti di ogni essere umano ad una vita pacifica, a ricercare Dio e a credere in Lui secondo i dettami della propria libera e retta coscienza, alla libertà di esprimere liberamente le proprie opinioni su Dio, sul mondo e sull’umana società, di godere dei frutti del proprio lavoro, di contrarre matrimonio ed educare i propri figli senza subire molestie e persecuzioni motivate dal sesso, dall’etnia o dalla religione.

Santo Padre, noi mondialisti nutriamo la serena e ferma speranza che Ella, superando antichi pregiudizi e malintesi, comprenda la sincerità e la rettitudine del nostro impegno per una vera pace, pace che non è semplice assenza di conflitti armati, bensì è frutto del rispetto della giustizia e della dignità di ogni singolo individuo umano, e voglia pertanto sostenerci e incoraggiarci con la Sua paterna benedizione. Noi, da parte nostra, preghiamo il Signore Gesù Cristo affinché illumini la mente e il cuore del Suo vicario, e gli doni sempre forza e franchezza per testimoniare il Suo Vangelo in ogni circostanza, opportuna e inopportuna. Maria, Ausiliatrice dei cristiani, Regina della Pace, prega per noi. Amen.

 

Templar SignEye of God

 

Advenit novus ordo seclorum

annuit coeptis

 

 

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