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LEFEBVRIANI, ANTIMONDIALISMO E LATINORUM

 

 

(31/7/2008) Nei nostri editoriali abbiamo informato da anni i lettori circa l’empia alleanza creatasi dopo l’abbattimento del Muro di Berlino e il crollo dell’Unione Sovietica fra neo-nazifascisti, nostalgici del comunismo e settori retrivi del cattolicesimo: un sodalizio volto a porre i bastoni fra le ruote a quel cammino di espansione dei diritti umani, della libertà e della democrazia, iniziato dagli Stati Uniti d’America con gli interventi risolutori dei conflitti del 1914 e del 1939 e proseguito con la difesa dell’Europa occidentale dalle mire egemoniche di Mosca, che secondo  le attese di noi mondialisti – oltre che di ogni sincero cultore della dignità della persona umana – sta conducendo l’umanità verso l’abolizione dei “sacri egoismi” nazionali e la creazione di un Impero mondiale a guida americana. Oggi vogliamo puntare i nostri riflettori su un settore poco noto dell’antimondialismo cristiano: i lefebvriani.

Per chi non li conoscesse, si tratta dei seguaci dell’ex-vescovo scismatico Marcel Lefebvre, ribellatosi a Roma in polemica con alcune decisioni del Concilio Vaticano II (la sostituzione del latino nella liturgia con le lingue nazionali e l’apertura al principio di libertà religiosa) e fondatore della “Fraternità San Pio X”. Il loro sito Internet italiano, molto raffinato e costantemente aggiornato, alterna devote riflessioni sulla Messa tridentina a più prosaiche considerazioni politiche, affidate soprattutto alla rivista on-line “Tradizione Cattolica” e alla sua rubrica “Orizzonti mondialisti”. Qui il latinorum lascia il posto a invettive contro le guerre di “occupazione” statunitensi in Afghanistan e Iraq, alle solite tesi negazioniste che attribuiscono le stragi dell’11 settembre a un complotto di Cia e Mossad per fornire a Bush il pretesto per una guerra senza fine, a plateali menzogne – come quella secondo cui il “vero” numero delle vittime americane in Iraq sarebbe di 70.000 morti, o l’altra per la quale metà del contingente britannico a Bassora sarebbe stato ucciso o ferito – e a dotti richiami alle teorie geopolitiche del geografo inglese Halford Mackinder e del consigliere americano Zbigniew Brzezinski, dipinti come propugnatori di un assalto concentrico delle “potenze marittime” (Inghilterra e Stati Uniti) contro l’Eurasia per dividere la Russia in tre parti e impadronirsi delle sue materie prime.

Non mancano le fanfaluche propagandistiche: Putin, l’assassino di Anna Politkovskaya e di centinaia di giornalisti coraggiosi che documentavano la verità, sarebbe il campione della rinascita della Russia che abbassa a 50 anni l’età del pensionamento per le donne con 5 figli (non vi ricorda Mussolini?) e innalza il reddito pro-capite con la sua lungimirante politica energetica; sempre Putin avrebbe fatto imprigionare Mikhail Kodorkhovsky, proprietario della Yukos Oil, non per impadronirsi del secondo colosso energetico del Paese e togliere di mezzo un concorrente della Gazprom da lui controllata, bensì al nobile scopo di impedirgli di cedere all’americana Exxon il patrimonio di conoscenze accumulato dai geofisici russi, alla base del (presunto) successo di Mosca nel trovare nuovi giacimenti in Siberia. Ancora Putin sarebbe il difensore della libertà di tutti i popoli d’Europa contro l’asservimento all’impero di Washington, ma stranamente questo “liberatore” sarebbe costretto, dal malvagio progetto americano di installare un sistema antimissile in Polonia e nella Repubblica Ceca (come dire, nel suo ex cortile di casa), oggi a rompere il Trattato sulla riduzione delle armi convenzionali in Europa, a puntare sulle città del Vecchio Continente i suoi missili nucleari e a strangolare economicamente Ucraina e Georgia, colpevoli di aver chiesto l’ingresso nella NATO, domani forse a invadere le repubbliche baltiche, che nell’Alleanza Atlantica sono già entrate...

Come ognuno può comprendere, siamo di fronte al solito ciarpame ammannito ogni giorno sul web da siti di estrema destra come da blog altermondialisti e dai soliti eurasisti. La paternità delle stragi dell’11 settembre è stata rivendicata più volte da Osama bin Laden in persona, come pure dal suo vice Ayman al-Zawahiri, per cui continuare a difendere teorie complottiste è ormai segno non più di ignoranza, ma di autentica malafede.

Quanto allo scudo antimissile, la Casa Bianca ha ampiamente rassicurato il Cremlino circa la sua destinazione a proteggere le città europee da un eventuale attacco nucleare proveniente dall’Iran; ma anche se esso fosse rivolto a difendere l’Europa dai missili intercontinentali russi, questo dovrebbe essere imputato a colpa del governo e del popolo americani? Non dovrebbero invece essere lodati, l’uno e l’altro, per la costanza e l’abnegazione con cui sacrificano risorse umane ed economiche al fine di togliere dalle mani dell’orso russo la pistola nucleare che da sessant’anni tiene puntata alla testa dei popoli europei, costringendoli a un disonorevole compromesso tra alleanza formale agli Stati Uniti d’America e sudditanza de facto ai diktat di Mosca? Putin ha affermato di essere contrario allo scudo perché esso «distruggerebbe l’equilibrio strategico che regna in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale»: vuol forse dire che l’Europa dovrebbe essere condannata in eterno a essere succube della Russia, a non poter scegliere liberamente di aderire con gli Stati Uniti d’America ad una grande Lega delle Democrazie capace di portare libertà e pace al mondo? Se lo scopo dello scudo antimissile americano è davvero quello di liberare l’Europa dalle grinfie di Mosca, ben venga!

Infine, è sotto gli occhi di tutti che la ripresa economica della Russia - il cui reddito pro-capite, come riconoscono gli stessi lefebvriani, in realtà è tornato appena al livello precedente la fine dell'Urss nel 1991; siamo ben lontani dalla ricchezza degli USA, o anche solo dell'UE - è avvenuta solo grazie all’aumento astronomico del prezzo del petrolio causata dell’instabilità mediorientale; instabilità che la Russia in questi ultimi dieci anni ha fomentato armando l’Iran del folle Ahmadinejad e aiutandolo a dotarsi di armi nucleari per cancellare dalle carte geografiche l’odiato Israele. La democratizzazione dell'Iran in seguito a un bombardamento israelo-americano che neutralizzi la capacità nucleare degli ayatollah e aiuti il popolo persiano a liberarsi di un regime corrotto e assassino come esso desidera da tempo - sono gli stessi lefebvriani a riconoscere che in quel Paese, al contrario del resto del Medio Oriente, l'élite governante è antiamericana e le masse filoamericane -  e l'instaurazione in Russia di una classe dirigente rispettosa dei diritti umani e immune da corruttele partitico-mafiose servirebbero, oltre che a dare sollievo a centinaia di milioni di innocenti in miseria, anche a ridurre il prezzo del petrolio, e per conseguenza dei generi alimentari, a livelli più accettabili degli attuali, e quindi a combattere fame e povertà nel Terzo Mondo, a sventare il ricatto della Cina comunista sull'Africa (risorse in cambio del sostegno alle dittature) e in definitiva a rendere la Terra un luogo più libero, sicuro e felice. È dunque così cinica l'affermazione dell'ex segretario di Stato Madeleine Albright secondo cui «è ingiusto che la Siberia appartenga solo alla Russia»? Se lo smembramento della Siberia in tre repubbliche (l'occidentale, fino agli Urali, da annettere all'Unione Europea; la centrale da porre sotto il controllo angloamericano; l'orientale da assegnare ad una Cina democratizzata) può realizzare un miglioramento generale delle condizioni di vita del popolo russo e dell'intero genere umano, opporre a un simile progetto la difesa della sovranità russa appare una esile foglia di fico.

Il contenuto del sito Internet della “Fraternità San Pio X”, come di quello firmato da un gruppo di sedicenti “Cattolici Genovesi” che auspica una “santa alleanza” fra Europa cattolica e Russia ortodossa per sconfiggere il “grande Satana” americano e il “piccolo Satana” sionista, e di tutti gli altri appartenenti alla galassia tradizionalista cattolica, è dunque il frutto avvelenato della commistione fra l’ostilità di alcuni settori della Chiesa verso i principi di libertà e autonomia della sfera secolare da quella sacrale (come se il Signore Gesù Cristo non avesse mai detto «Rendete a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio», liberando la religione dal ruolo di ancella del potere) e i relitti delle ideologie, comunismo e nazifascismo, che hanno funestato il ventesimo secolo, entrambe generate dal rifiuto della società aperta che di quella libertà e di quella distinzione fra trono e altare è l’altissimo prodotto.

Di fronte a questa impura alleanza di fondamentalisti neri, rossi e bianchi diventa ancor più urgente e necessario, per noi dell’Associazione Internazionale “New Atlantis for a World Empire” e del Partito Mondialista, proseguire con sempre maggiore impegno nella nostra opera di apertura e illuminazione delle menti e dei cuori degli uomini e delle donne di tutto il pianeta, affinché comprendano, come l’abbiamo compreso noi da tempo, che la maggior parte delle sciagure che funestano l’umanità dall’inizio della sua storia deriva dalla sua divisione in gruppi e gruppuscoli in perpetua lotta fra loro, dalla discriminazione fra chi è “dentro” e chi è “fuori” del gruppo dominante (i maschi, i proletari, gli ariani, i sottomessi ad Allah o al dio di turno), e che pertanto esse avranno fine solo quando gli Stati costruiti su base etno-religiosa saranno spogliati della loro sovranità a favore di un Impero mondiale che assicuri pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti.

 

Sigillum Triplex

ANNUIT COEPTIS 

 

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