i leaders cambiano, noi restiamo. e resistiamo

(12/11/2008) Come i nostri lettori già sanno, il Partito Mondialista ha visto la prima luce il 3 aprile 2005, poche ore dopo la santa morte di Giovanni Paolo II, il Papa che, con la sua instancabile denuncia dei crimini e della menzogna del marxismo-leninismo - denunzia condotta con sovrano sprezzo del pericolo fino a subire un gravissimo attentato ordito dal Kgb (come ha dimostrato il lavoro della Commissione italiana sul dossier Mitrokhin, egregiamente presieduta da Paolo Guzzanti) - ha contribuito, in fraterna e leale collaborazione con l'allora Presidente degli Stati Uniti d'America Ronald Reagan il Precursore, a far crollare l'Unione Sovietica, il regno del Male che in settant'anni aveva massacrato più di cento milioni di esseri umani e seminato in tutto il mondo miseria, terrore e morte.

Nel 2005 era Presidente degli Stati Uniti d'America George Walker Bush, colui che aveva saputo rispondere con rapidità e fermezza al vile attacco sferrato dal terrorismo fondamentalista islamico l'11 settembre 2001 contro il popolo americano e contro la più antica e grande democrazia del pianeta; colui che con le operazioni militari Infinitive Justice (Giustizia infinita) e Enduring Freedom (Libertà duratura) aveva inaugurato la Guerra al terrore, portando il ferro e il fuoco in casa del Nemico, stanandolo dalle caverne dell'Afghanistan, liberando milioni di donne dalla schiavitù del burka talebano e restituendo ai bambini la libertà di giocare con gli aquiloni; colui che ha abbattuto il feroce regime di quel Saddam Hussein che pagava 10.000 dollari per ogni palestinese che si faceva esplodere su un autobus di Gerusalemme o davanti a una discoteca di Tel Aviv, che ha gasato un milione di curdi, che ha torturato a morte il suo stesso popolo, che si è arricchito scandalosamente trafficando petrolio sottobanco con la complicità del meschino capobastone dell'Onu Kofi Annan. Per tutti questi motivi egli ha meritato l'eterna riconoscenza del genere umano, e l'attribuzione da parte di noi mondialisti del titolo di nuovo Augusto, Fondatore dell'Impero mondiale.

Lo scorso 4 novembre, onorando non a parole, ma con i fatti gli immortali princìpi della democrazia americana, George Walker Bush, il grande Marciatore per la Libertà, ha ceduto lo scettro del comando all'uomo designato a succedergli dal voto popolare. Che la democrazia si fondi sulla volontà del popolo, di tutto il popolo senza discriminazioni di sesso, razza e fede religiosa è indiscutibile; ma è altrettanto certo e provato dalla Storia, maestra di vita, che la volontà popolare ha bisogno di essere illuminata dalla luce della ragione e della conoscenza della realtà, da quella luce senza la quale l'agire politico è simile al vagare di un cieco che sbatte la testa contro il muro dei problemi e delle emergenze perché non li vede (o finge di non vederli). Se il voto del popolo, oltre che condizione necessaria, fosse anche da solo sufficiente a garantire l'esistenza di una "vera" democrazia, cioè di un governo rispettoso dei diritti inalienabili di ogni essere umano - cittadino o straniero, uomo o donna, nato o concepito, sano o malato, cristiano o musulmano, buddista o ateo - alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, allora regimi come quelli di Mussolini e Hitler, di Lenin e Mao, del cekista bicefalo Putin-Medvedev e del folle antisemita Ahmadinejad dovrebbero essere qualificati e trattati come democratici, anziché, come sono realmente, delle tirannie sanguinarie da abbattere per il bene dei loro popoli sottomessi e dell'intera umanità.

Solo il tempo e le opere che compirà potranno dire se Barack Obama sarà un vero presidente americano o un traditore dell'Occidente: come dice il Signore Gesù Cristo, «gli alberi si riconoscono dai frutti». Per il momento, la sua elezione ha coinciso con il più grave attacco che il Partito Mondialista abbia subito dalla sua fondazione: un attacco imprevisto, di una violenza inaudita, condotto in modo concentrico da una Sinistra smaniosa di rivincite provinciali e da una Destra ansiosa di saltare sul carro del vincitore annunciato; un attacco che ci ha costretto a chiudere questo sito Internet per ben otto giorni, e che ha rischiato di distruggere la nostra organizzazione per sempre. Ma l'Altissimo, nel cui Nome noi compiamo la nostra opera, ci è venuto in soccorso nella figura di un servo di Dio, un pastore della Chiesa; un uomo di vasta e profonda cultura, che se la ride di tutte le fole sui complotti giudaico-massonici di cui ci accusano i nostri avversari, gente senza Verità; egli ci ha portato il suo conforto e ci ha offerto il suo sostegno, dimostrando che la Chiesa cattolica è ben altra cosa dai ciecopacifisti alla Alex Zanotelli e dai francescani Pizzaballe che aprono le porte dei Luoghi Santi ai terroristi assassini.

Così oggi, nell'ottavo giorno, noi dell'Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire" e del Partito Mondialista, deposta la veste del lutto, riprendiamo la pubblicazione del nostro sito, più di prima decisi a resistere alla marea montante del nuovo totalitarismo russo-islamo-cinese che fa proseliti tra gli orfani del comunismo e del nazifascismo, cercando di incatenare l'Europa con il ricatto energetico, di attuare con i dittatori africani un empio scambio di protezione politica contro materie prime e di sedurre le masse indigene del Sudamerica con logori slogans anti-yankees. Decisi a resistere anche alle sirene dei Sarkozy e dei Berlusconi che predicano l'appeasement tra America e Russia, disposti, come i loro predecessori a Monaco nel 1938, a vendere l'onore in cambio della pace, e a ritrovarsi nudi come vermi, senza l'uno né l'altra. Il nostro scopo è sempre lo stesso: illuminare le menti e i cuori degli uomini e delle donne che ci incontrano nella Rete, per preparare il tempo in cui il governo e il popolo degli Stati Uniti d'America diverranno consapevoli della missione storica loro affidata di essere la città sulla collina, del dovere sacro di utilizzare la loro superiorità militare, economica e morale per fondare un Impero mondiale che abbatta tutte le tirannie e le dittature laiche e religiose e doni finalmente al genere umano pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti.

Chiunque leggerà questo editoriale sappia per certo: i leaders del mondo libero possono cambiare e anche tradire, ma noi mondialisti restiamo. Noi ci saremo sempre; saremo sempre accanto a voi, dentro di voi, con voi; saremo la voce della vostra coscienza, il sostenitore indefesso della vostra virtù, il fustigatore inflessibile della vostra ipocrisia. Ai nostri alleati diciamo: rallegratevi per questo. Ai nostri nemici diciamo: rassegnatevi. Noi ci saremo sempre.

 

 

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