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La posta in gioco

 

 

(4/8/2006) L’ultima riunione della Conferenza dell’Organizzazione Islamica in Malaysia ha chiarito una volta per tutte, se ce ne fosse ancora bisogno, i veri termini della “questione israelo-libanese”.

In primo luogo, il sostegno unanime dato alla “resistenza” Hezbollah contro l’ “aggressione” israeliana, e la contemporanea richiesta alla comunità internazionale di «non lasciare impuniti tali crimini contro i diritti dell’uomo», dimostra che le classi dirigenti islamiche hanno un concetto di diritti umani e di aggressione narcisisticamente autoreferenziale: per essi un musulmano avrebbe il diritto di imporre la propria fede con la menzogna e la violenza, sottomettendo e uccidendo chi non si converte al sanguinario idolo Allah e al falso profeta Maometto, mentre gli “infedeli” non avrebbero alcun diritto, neppure quello elementare di difendersi...

Ma il suggello all’assise islamica è stato dato dal folle Ahmadinejad, il quale è ormai determinato a stabilire sul Medio Oriente l’egemonia di una (inedita, ma non sorprendente) alleanza tra l’Islam sciita degli ayatollah e l’Islam sunnita di Al Qaeda. Il dittatore iraniano ha affermato esplicitamente che la richiesta «doverosa» di un cessate il fuoco immediato in Libano costituisce una mossa meramente tattica, dal momento che, a suo dire, «l’unica soluzione del problema mediorientale sarebbe la distruzione dell’entità sionista». In questo modo Ahmadinejad ha messo davanti agli occhi dell’Occidente quella che per i fondamentalisti è la vera posta in gioco: non la restaurazione della sovranità libanese – una maschera di cartapesta da quando Arafat fece di Beirut la capitale dei dirottamenti – e neppure la creazione di uno Stato-nazione palestinese, bensì la distruzione dello Stato di Israele, il completamento dell’opera di sterminio degli Ebrei iniziata da Hitler, il genocidio di un popolo colpevole di aver insegnato al mondo la fede nella libertà e dignità dell’uomo.

Per questo ogni abitante del mondo libero ha il dovere morale di unirsi con la mente, con il cuore e con il braccio alla lotta del popolo di Israele per la propria sopravvivenza. E l’Associazione Internazionale “New Atlantis for a World Empire”, insieme al suo ramo esecutivo, il Partito Mondialista, sarà in prima fila in questa lotta, nella certezza che, come sono stati sconfitti il totalitarismo nazifascista e la tirannide comunista, così, un giorno, sarà distrutta la feroce teocrazia islamica, e l’umanità vedrà finalmente la pace.

 

Eye of God

ANNUIT COEPTIS

 

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