L'Italia mafioleghista in un racconto di pistolere

 

 Gunslinger Girl

 

(16/10/2015) Dall'alba della storia fiabe e leggende sono state il mezzo attraverso cui gli uomini hanno dato espressione ai loro sogni, hanno esorcizzato i loro fantasmi, hanno immaginato un mondo libero dalle contraddizioni e dalle violenze della quotidianità. I molti Italiani che leggono da anni con assiduità e sincero interesse quanto pubblichiamo su questo sito Internet sanno già che noi mondialisti non abbiamo disdegnato di prendere in considerazione opere letterarie, cinematografiche, televisive e perfino fumettistiche, nella consapevolezza che fantasy e science-fiction, lungi dal costituire meri passatempi infantili, rappresentano - come le antiche saghe e leggende - la proiezione dei più profondi e insopprimibili desideri umani: desideri di unità, di benessere, di pace, di una comunione umana senza barriere (vedete ad es. gli editoriali Harry Potter è dei nostri. E anche le Winx e La lotta tra Oriente e Occidente in un fumetto "per ragazze"). Del resto, anche il grande filosofo Hegel riteneva che al di là delle contingenze e delle meschinità del presente ci dovesse essere per l'uomo una «domenica della vita», un luogo-tempo in cui alzare lo sguardo e contemplare il mondo sub specie aeternitatis, con l'occhio di Dio. Per tale motivo abbiamo deciso di dedicare questa pagina ad esporvi genesi e sviluppo di uno dei più grandi successi editoriali dell'ultimo decennio, un'opera di cui noi mondialisti andiamo giustamente fieri: "Gunslinger Girl".

Ma andiamo con ordine. Era il 1996 quando i nostri "occhi segreti" nel Sol Levante ci segnalarono un giovane studente universitario di nome Yutaka Aida, che faceva parte del "Circolo di Studi sui Manga" e disegnava storie a fumetti su alcune fanzine (riviste per appassionati); il ragazzo era timido e impacciato, ma aveva talento, e dopo esserci sincerati della sua dirittura morale e del suo scarso attaccamento al denaro - tre secoli di esperienza ci avevano ammonito a non rischiare di produrre un nuovo Francis Bacon - decidemmo di "agganciarlo". Il patto che gli proponemmo era chiaro e vantaggioso per entrambi: noi mondialisti gli avremmo dato fama e successo, e in cambio lui avrebbe realizzato una storia con i contenuti da noi scelti. Fu così che Yu Aida trascorse diciotto mesi alternandosi fra le aule universitarie ed il nostro Vivarium, acquisendo quelle conoscenze e quei valori che, uniti alla sua fertile fantasia, trasfuse prima in un racconto breve di 48 pagine pubblicato dal 1998 al 2000, e poi, una volta assunto da una prestigiosa rivista mensile, in una serie durata ben dieci anni, dal 2002 al 2012, che gli ha assicurato fama perenne e numerosi premi: una storia ambientata nell'Italia contemporanea, scossa da scontri di piazza e attentati terroristici e governata da un Presidente del Consiglio che possiede il 70% dei mezzi di comunicazione, in cui un Ente per il Benessere Sociale, ufficialmente dedito al reinserimento di persone disabili, segretamente ottiene in affidamento ragazzine menomate nel corpo e nello spirito (una è stata stuprata da un serial killer in mezzo ai cadaveri ancora caldi dei propri familiari; un'altra investita con l'automobile dal padre in bancarotta al fine di riscuotere un'assicurazione sulla sua vita; un'altra ancora salvata in extremis da uno "snuff movie" della camorra; e così via), le potenzia con arti e organi biomeccanici, le sottopone al lavaggio del cervello e le affida a istruttori-supervisori per addestrarle a divenire spietate e insospettabili killer di Stato.

Ciò che caratterizza "Gunslinger Girl" è proprio il riferimento costante e preciso all'ambiente sociale, culturale e antropologico del Bel Paese, realizzato dall'autore grazie al supporto fornito dai nostri analisti - i quali in quel periodo si stavano distinguendo onorevolmente anche nell'Operazione Rainbow, "persuadendo" Iginio Sraffi ad assegnare il ruolo principale all'apolide Bloom -. Oltre al ritratto iperrealistico, a fine di "avvertimento", di un Silvio Berlusconi che già iniziava a inclinare pericolosamente in senso putinista, il nostro contributo si esplicò principalmente nella scelta dell'Antagonista, il nemico n.1 delle ragazze con la pistola, ancora più pericoloso di mafiosi e trafficanti d'armi: il Movimento delle Cinque Repubbliche, un'organizzazione paramilitare che persegue con la violenza la divisione dell'Italia in cinque Stati indipendenti, la cui manovalanza è composta da funzionari corrotti, anarchici, reduci delle Brigate Rosse, idealisti convinti che Roma ladrona succhi i soldi dei laboriosi nordisti per elargirli ai parassiti del Sud... ma i cui capi, le "teste pensanti" che muovono le fila nell'ombra, sono un gruppo di grossi industriali del Nord Italia timorosi della globalizzazione, i quali vogliono creare una Padania autarchica per continuare a vendere i loro prodotti in condizioni di monopolio. Attraverso questa veste grafico-narrativa intendevamo mettere in guardia il popolo italiano contro le macchinazioni secessioniste della Lega Nord di Umberto Bossi e dei suoi sodali in camicia verde, smascherando i meschini interessi economici celati dietro le rivendicazioni etno-folkloristiche, e facendo comprendere ai lettori attenti che l'unificazione del genere umano in un solo Stato mondiale è l'unica via per superare i conflitti fra le classi e le diffidenze fra i popoli.

Non a caso, alla fine della storia, la giovane procuratrice della Repubblica che, adempiendo a un lascito testamentario, accetta di farsi impiantare un ovulo congelato di una delle "pistolere" fecondato dal seme del "fratello" di questa, e di dare alla luce una bambina cui dà nome Speranza, la porta a vivere con sé negli Stati Uniti d'America, il Paese del melting pot, la terra della libertà, dell'uguaglianza e delle opportunità:  e proprio la giovane Speranza, divenuta attrice e insignita del premio Oscar, pronuncia la frase conclusiva del racconto: "Nonostante tutto, la speranza continuerà ancora ad abitare questo mondo". È la stessa speranza, che è certezza delle cose future, che anima e guida noi mondialisti: la certezza della dissoluzione, sempre più vicina, dei vetusti Stati etno-nazionali; la certezza del tramonto ormai imminente degli odi razziali; la certezza della fine, presto o tardi, di persecuzioni, guerre e genocidi, e dell'avvento dell'Impero mondiale che apporterà pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti.

 

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

 

*****************************************************************************

 

Indietro