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l'italia tresca con gheddafi contro la svizzera

 

 

(4/3/2010) Cosa pensereste di un marito e padre di famiglia il quale chiedesse un prestito a sua moglie per pagare i favori di una prostituta? Mutatis mutandis, è esattamente questo che il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha fatto nelle ultime quattro settimane.

Prima si è recato in visita ufficiale in Israele, ha pronunciato un discorso impeccabile in difesa del diritto di quel Paese a esistere e contro coloro che, come il folle Ahmadinejad e la sua cricca di ayatollah pedofili, vorrebbero cancellarlo dalle carte geografiche per affrettare il Giorno del Giudizio di Allah contro tutti i non musulmani, in breve ha acquistato un ingente credito dagli ebrei, da tutti gli amanti della libertà e della democrazia e, last but not least, da noi mondialisti che gli abbiamo perdonato di cuore le "amicizie pericolose" con tiranni come Putin e Gheddafi e lo abbiamo sinceramente proclamato "Giusto fra le Nazioni" (vedi il nostro editoriale del 3 febbraio "Israele-Iran: la minaccia del folle, il silenzio del vile, la risposta del giusto").

Passano neanche dieci giorni e cosa fa Berlusconi? Si schiera con Muhammar Gheddafi, il beduino sanguinario che ha seminato bombe nelle discoteche e fatto esplodere aerei per tutti gli anni '80 del Novecento, e che dal 2008 - da quando il figlio Hannibal e la nuora, durante un soggiorno lussuoso in Svizzera, sono stati arrestati e detenuti per pochi giorni a seguito della  denuncia di maltrattamenti e percosse presentata da due domestici che avevano approfittato della sosta a Ginevra per sfuggire a una vita d'inferno - sta conducendo una guerra senza quartiere contro la Confederazione Elvetica, bloccando la vendita di petrolio, ritirando fondi dalle banche svizzere, arrestando due uomini d'affari elvetici che hanno dovuto rifugiarsi nella loro ambasciata a Tripoli, chiedendo all'Assemblea generale dell'ONU di smembrare la Svizzera e dividerne le spoglie tra Francia, Italia e Germania e, da ultimo - dopo che una Svizzera comprensibilmente esasperata ha stilato una lista nera di 188 libici, a partire dal tiranno per passare ai suoi familiari, ai capi dei servizi segreti e ad alti esponenti dell'esercito, ai quali ha vietato l'ingresso nel proprio territorio e, in forza del potere di veto di cui dispone in quanto Stato membro, in tutti i 28 Paesi europei che hanno aderito al trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone (praticamente tutta l'UE, tranne Gran Bretagna e Irlanda, più Islanda, Norvegia e, appunto, Svizzera) - revocando i visti a tutti i cittadini dell'Area Schengen che sono stati bloccati nell'aeroporto di Tripoli e rimpatriati contro la loro volontà.

Di fronte a questo atto di vigliaccheria, di arroganza, di maramalderia internazionale il primo ministro italiano ha preso le difese del regime libico, ha accusato la Svizzera di «prendere in ostaggio l'Europa per risolvere una disputa bilaterale» (come se non fosse stato invece Gheddafi a prendere in ostaggio gli Europei per vincere in modo vile la sua guerra personale con il popolo elvetico; come se la Svizzera dovesse vergognarsi di aver applicato le proprie leggi in difesa di due esseri umani ingiustamente picchiati a sangue per anni dal rampollo di un tiranno assassino, degno figlio di suo padre) e nel Consiglio europeo convocato per l'occasione ha lavorato per creare un blocco di pressione contro Berna. E ancora oggi, anche dopo che il presidente svizzero ha umiliato il suo popolo chiedendo pubblicamente scusa per l'arresto di Hannibal "The Cannibal" Gheddafi, anche dopo che la polizia libica e una folla molto "spontanea" ha preso d'assalto l'ambasciata elvetica, anche dopo che Berna ha convinto uno dei due suoi cittadini a lasciare la Libia e l'altro a farsi arrestare, anche dopo che il tiranno libico ha proclamato la jihad, la "guerra santa" con ogni mezzo contro la Svizzera, «Paese miscredente che distrugge le case d'Allah» (riferendosi al divietgo di costruire nuovi minareti deciso in novembre con un referendum), affermando che «se fosse ai nostri confini l'attaccheremmo combattendo», incitando le masse musulmane a mobilitarsi «ovunque per non fare atterrare gli aerei svizzeri, non far attraccare le loro navi, fermare i loro prodotti», proclamando che «ogni musulmano che abbia a che fare con la Svizzera è un apostata, è contro l'Islam, il Profeta, il Corano». che la guerra santa «contro la Svizzera, il sionismo, contro l'aggressione straniera non è terrorismo» e addirittura imponendo un embargo totale su tutti gli scambi economici e commerciali con la Svizzera, ancora oggi Frattini, il ministro degli Esteri italiano che non si soffia neppure il naso senza il permesso di Berlusconi, sta trattando a Bruxelles per costringere gli Svizzeri a ritirare la lista nera dei 188 indesiderati!

Considerato tutto quanto sopra detto, l'Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire" e il Partito Mondialista, suo ramo esecutivo, non possono astenersi dal proclamare apertamente che il primo ministro italiano Silvio Berlusconi è un amico dei peggiori tiranni e dittatori che la Storia abbia mai visto, e che pertanto egli va condannato senza appello come nemico del mondialismo, nemico della libertà e della democrazia, nemico dell'Occidente, nemico dell'Umanità. Se il popolo italiano non vorrà seguirlo nel discredito, nella vergogna e nell'abiezione morale e spirituale, esso può e deve regolarsi di conseguenza, deponendolo e sostituendolo con un governante migliore, sinceramente nemico dei tiranni e dei dittatori, sinceramente amico della libertà, della democrazia, dell'Occidente, del mondialismo e dell'Umanità. Se invece il popolo italiano preferirà svendere la propria anima e prostituire la propria dignità per qualche barile di petrolio, esso seguirà Gheddafi e Berlusconi nella rovina che inevitabilmente, prima o poi, li colpirà come ha colpito Mussolini, Hitler e Hirohito, Stalin, Ceaucescu e Saddam Hussein, e che, prima o poi, colpirà anche Putin, Ahmadinejad, Castro, Kim Jong-Il, gli sceicchi arabi, i mandarini cinesi, i generali birmani e tutti coloro che impediscono la nascita dell'Impero mondiale, la liberazione del genere umano da nazionalismi, fondamentalismi, tirannie e guerre e l'inizio di una nuova era di pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti.

 

Templar SealEye of God

annuit coeptis

 

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