ISRAELE COLPISCE SOLO I TERRORISTI: ECCO LE PROVE

 

(10/1/2009) Da quando, quindici giorni fa, è iniziata l'operazione "Piombo fuso" i governi e le piazze dell'intero pianeta hanno iniziato a lanciare insulti e maledizioni contro l'Israele "assassino" e contro le sue forze armate, accusandole di "massacrare donne e bambini" e di "colpire indiscriminatamente obiettivi civili come scuole, ospedali e luoghi di preghiera". Si tratta in verità di una applicazione della medesima tattica di "guerra emotiva" già utilizzata nell'estate del 2006 da Hezbollah: sbattere sulla faccia degli occidentali oppressi dai sensi di colpa per il passato coloniale e dagli incubi del secondo conflitto mondiale, attraverso media compiacenti come al-Jazeera, immagini scioccanti di poveri bambini feriti e sanguinanti o già cadaveri e di madri che gridano e si disperano, allo scopo di suscitare commozione e, per conseguenza, simpatia per la loro "causa" e sdegno nei confronti dello Stato ebraico.

In tal modo i terroristi fondamentalisti islamici contano di rovesciare le sorti dei conflitti che periodicamente aprono con Israele, conflitti che altrimenti li vedrebbero regolarmente sconfitti in virtù dell'inarrivabile superiorità tecnologica e morale di Tsahal: come in Libano nel 2006 la rabbia delle masse islamiche e dei no-global per la distruzione da parte dell'aviazione con la stella di David di un condominio a Cana spinse le grandi potenze europee a inviare un contingente di "interposizione" che servì a legare le mani di Israele e a impedirgli di completare l'opera di sradicamento di Hezbollah, così adesso la pavida Unione Europea, sempre timorosa di rivolte dei suoi immigrati islamici, prende a pretesto il bombardamento di una moschea e di una scuola gestita dalle Nazioni Unite per imbastire un processo-farsa contro il governo e il popolo di Gerusalemme e per tentare di costringerlo, ancora una volta, ad accettare il dispiegamento di forze di interposizione alla frontiera tra Gaza e Israele e tra la Striscia e l'Egitto.

Sorvolando per un momento sul punto non irrilevante che il capo di Hamas Khaled Meshaal dal suo covo di Damasco ha già fatto sapere che considererà "forze di occupazione" qualsiasi contingente straniero che vigili sui confini di Gaza e impedisca ai sanguinari terroristi assassini di continuare la loro guerra di "liberazione" (ovvero di distruzione dello Stato di Israele, come è chiaramente scritto nello statuto fondativo di questa organizzazione e in quelli di tutte le altre del composito arcipelago palestinese) è necessario ribadire che oggi Israele NON VUOLE uccidere i civili di Gaza, così come nel 2006 NON VOLEVA uccidere i civili libanesi (guardate i due video contenuti nel nostro editoriale "Cana"). Lo scopo dell'operazione "Piombo fuso" è di metter fine, una volta per tutte, allo stillicidio di missili che ogni giorno, da decenni, piovono ogni giorno a decine sulle città e sui villaggi situati nel Sud d'Israele. Il motivo per cui le forze aeree e terrestri di Gerusalemme stanno colpendo moschee, scuole e abitazioni è che i miliziani di Hamas, vilissimi come tutti i terroristi, al pari di quanto fecero gli Hezbollah in Libano hanno consapevolmente deciso di mimetizzarsi tra la popolazione civile per usarla come scudo umano: hanno scavato sotto l'intera superficie della Striscia di Gaza (45 per 10 chilometri) una fittissima rete di gallerie e depositi in cui accumulano i missili made in Iran che si procurano attraverso una serie di tunnels scavati alla frontiera egiziana, esponendo così un milione e mezzo di persone al concretissimo rischio di essere uccise o ferite ogni volta che l'esercito o l'aviazione di Israele prendono di mira uno di questi tunnels o depositi. Per dimostrarvi che questa è la pura e tragica verità, vi mostriamo qui alcuni video girati in questi giorni dalle forze di Tsahal, affinché possiate comprendere da voi stessi quanto abietti siano i terroristi di Hamas.

 

Il video numero 1 mostra un bombardamento dell'aviazione israeliana contro i tunnels sotterranei scavati da Hamas per rifornirsi di armi dall'Egitto:

 

 

Il video numero 2, invece, mostra uno squadrone di miliziani di Hamas impegnati a caricare su un camion alcuni missili Grad prima di essere inceneriti da una bomba israeliana; è forse colpa di Israele se l'esplosione ha fatto deflagrare le testate dei missili che erano destinati a seminare morte e distruzione su Sderot, Ashkelon e Beersheva, e che invece hanno seminato morte e distruzione fra le strade di Gaza? O non è forse colpa di chi quei missili ha acquistato e nascosto in mezzo a civili innocenti?

 

 

Il video numero 3 mostra una batteria di tre missili Grad pronti a partire; il primo viene lanciato contro il territorio israeliano, gli altri due vengono distrutti prima che possano iniziare la loro missione di morte:

 

 

Il video numero 4, poi, mostra come i tunnels scavati sotto Gaza vengano utilizzati da Hamas come depositi per i missili: infatti alle piccole detonazioni causate dalle bombe israeliane fanno seguito altre esplosioni ben più forti, dovute allo scoppio dei missili nascosti nelle gallerie:

 

 

Il video numero 5 riporta l'attacco aereo a una moschea strapiena di missili e altre armi, tanto che all'esplosione del missile di Israele segue una serie impressionante di esplosioni e incendi:

 

 

Il video numero 6 illustra come un terreno apparentemente vuoto nasconda un deposito sotterraneo di missili: non appena la bomba di Tsahal penetra nel sottosuolo, le testate dei missili esplodono tutte insieme in una terrificante palla di fuoco:

 

 

Il video numero 7, il più importante, mostra come la scuola dell'Onu bombardata da Israele fosse usata da almeno un anno come base di lancio per granate di mortaio contro gli insediamenti israeliani vicini al confine con la Striscia, e come quindi quell'edificio fosse un legittimo obiettivo militare:

 

 

Infine, anche il video numero 8 mostra un gruppo di miliziani di Hamas intento a lanciare missili dal cortile di una scuola di Gaza prima di essere raggiunto dalla giusta punizione da parte della teologica potenza di Israele:

 

 

In conclusione: poiché Israele ha attaccato e continua ad attaccare soltanto depositi di missili - quei missili, lo ripetiamo, che ogni giorno, da vent'anni, piovono a decine sulle sue città, sui suoi villaggi, sui suoi vecchi, sulle sue donne e sui suoi bambini che non valgono nulla di meno dei vecchi, delle donne e dei bambini palestinesi e libanesi o islamici che dir si voglia -; poiché prima di ogni bombardamento aereo, di ogni cannoneggiamento dalla terra o dal mare e di ogni incursione delle proprie forze speciali Israele si preoccupa di sganciare sugli imminenti obiettivi migliaia di volantini in lingua araba per avvertire la popolazione della Striscia che sta arrivando, e per invitarla a tenersi lontana da terroristi, depositi di armi e missili; se i civili di Gaza, di Khan Younis, di Beit Hanoun e di Jabaliya si rifiutano di allontanarsi da obiettivi militari e vengono feriti o uccisi, la responsabilità ricade esclusivamente sul cattivo uso che fanno del loro libero arbitrio; e se invece sono costretti contro la propria volontà a rimanervi accanto, la responsabilità del loro ferimento o della loro uccisione ricade interamente sui capi e sui miliziani di Hamas, perché l'uso di scudi umani è condannato, oltre che dalla coscienza morale dell'umanità di tutti i tempi e i luoghi, anche dalla Convenzione di Ginevra.

Se dunque gli abitanti della Striscia di Gaza vogliono salvare le loro vite e quelle dei loro padri, madri, fratelli, sorelle, mogli e figli, essi devono esercitare quello che il grande filosofo liberale inglese John Locke chiamava "l'appello al Cielo": ossia, devono sollevarsi, prendere le armi contro l'ingiusto, illegale, tirannico e assassino regime di Hamas che ha massacrato migliaia di palestinesi con l'accusa di "collaborazionismo" con Abu Mazen e con Israele, uccidere i suoi membri e i suoi capi e consegnare chi si arrende nelle mani dell'esercito israeliano, che sarà ben felice di riaprire i valichi di confine e di rifornirli di cibo e medicine. Oppure i palestinesi, in quanto muslim, in quanto sottomessi ad Allah e Maometto, pretendono di avere, insieme, il pane e la morte degli Ebrei, pretendono di avere tutti i diritti e che il resto del mondo debba sottomettersi ai loro capricci? Il loro falso dio sanguinario e il loro falso profeta non li hanno salvati dalla sconfitta nelle acque di Lepanto e sotto le mura di Vienna, non hanno impedito all'impero ottomano di crollare come un castello di carte sotto il vento dell'Occidente libero e cristiano.

Gli uomini di Gaza devono scegliere tra la barbarie del'odio e la civiltà dell'amore e del rispetto dell'uguale diritto alla vita di tutti gli uomini, indipendentemente dal fatto che siano islamici o non islamici. Devono scegliere, guardando negli occhi i loro genitori, le loro mogli, i loro figli, se essi devono vivere o morire. La responsabilità della loro sorte sarà soltanto loro.

 

ANNUIT COEPTIS

 

 

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