1

L'impero "antimperialista" del Male

 

 

(19/1/2014) L'accusa che viene rivolta più frequentemente contro noi mondialisti è di essere degli "imperialisti", ovvero, secondo i nostri avversari, di voler instaurare su tutto il genere umano il dominio imperialistico di una sola nazione o etnia, volta a volta identificata con il popolo degli Stati Uniti d'America, o con gli "anglosassoni", o con la famigerata "lobby giudaico-massonica", quando non addirittura con gli Hyksos o i Cro-Magnon o i discendenti di Atlantide, o con qualche razza di rettiloidi come pensa quel buontempone di David Icke... Ora, a parte la stupidità di chi attribuisce velleità etno-imperialistiche a un popolo come quello statunitense che storicamente si è formato dalla mescolanza di individui provenienti da etnie diverse (il melting pot), ciò che merita una attenta riflessione è il fatto che i nemici del mondialismo si autodefiniscano "antimperialisti", laddove essi sono i tristi epigoni di ideologie su cui sono stati fondati imperi di terrore e morte.

Pensiamo ad esempio agli antimondialisti "di destra": non si ricollegano essi forse al fascismo mussoliniano e soprattutto al nazionalsocialismo hitleriano, due correnti di pensiero che hanno spinto la Germania e l'Italia a muovere guerra ad altri popoli, a sottomettere quasi tutta l'Europa, a massacrare milioni di innocenti sol perché membri di nazioni considerate inferiori e indegne di esistere? Eppure eccoli lì, su riviste e siti Internet, a strillare contro il "pensiero unico" imposto dagli States, a predicare la "libertà dei popoli di autogovernarsi", a sostenere l'uguale dignità di tutte le culture, compresa quella islamica che predica come dovere del "vero credente" lo sterminio di ebrei e cristiani. Discorso analogo vale per gli antimondialisti "di sinistra", i quali, fingendo di aver dimenticato che l'Unione Sovietica ha costruito sull'ideologia marxista-leninista un impero esteso su tutta l'Europa centro-orientale che è durato per settant'anni, e represso nel sangue ogni tentativo di rivolta o anche solo di riforma pacifica, oggi si alleano anch'essi con i terroristi di Hamas e con i tagliagole talebani sostenendo - come ha fatto recentemente la giornalista del "Manifesto" Geraldina Colotti  - che «dopo la scomparsa dell'Unione sovietica la bandiera dell'antimperialismo e della questione sociale è stata ripresa dai movimenti islamici». Per non parlare degli eurasisti e del loro vate, il nazionalbolscevico Alexander Dugin, che nel suo libro-oracolo La Rivoluzione conservatrice in Russia si scaglia contro la "globalizzazione unipolare dominata dagli Stati Uniti", ma nel contempo vaticina l'avvento di un impero eurasiatico governato dalla triade Mosca-Pechino-Teheran, e non si vergogna di chiamarlo addirittura «il Regnum», o anche «l’impero della Fine». Quindi i nemici "antimperialisti" dell'Impero mondiale per cui noi Templari lavoriamo sono non soltanto nostalgici di imperi passati, ormai morti e sepolti nella polvere della Storia, ma addirittura si fanno sostenitori e profeti di imperi futuri; ma di quale "antimperialismo" essi parlano, allora?

In verità il concetto di "impero", come molte altre nozioni della scienza politica, non è affatto monolitico e univoco, ma plurisenso. Esistono infatti, storicamente e teoricamente, due modelli antitetici di impero: ci sono imperi come quello persiano di Ciro il Grande, che garantì libertà di culto a tutti i popoli sottomessi, autorizzò gli Ebrei a tornare nella loro terra e finanziò la ricostruzione del Tempio di Gerusalemme, o come quello creato da Roma, che unì genti diverse sotto un'unica legge e assicurò a gran parte del mondo allora conosciuto cinque secoli di pace e ordine, o come l'impero britannico che portò la civiltà a mezzo miliardo di esseri umani; e ci sono imperi di altro stampo, come quello degli Assiri, che deportavano e sterminavano chiunque rifiutasse di prosternarsi a Marduk, come il Califfato islamico che per secoli ha ridotto ebrei, cristiani e indù allo stato di dhimmi, sudditi di serie B oppressi da tasse e persecuzioni, o come appunto il Terzo Reich nazista e l'Urss comunista, che hanno sterminato milioni di esseri umani in nome della lotta contro le "razze inferiori" e contro i "nemici di classe". La differenza fra queste due forme opposte di impero sta nel fatto che gli imperi del primo tipo si fondavano sul primato dell'individuo rispetto all'etnia di origine, e quindi sull'uguale dignità di tutti i cittadini davanti alla legge (fosse essa espressione della volontà di un uomo o di un parlamento), mentre gli imperi del secondo tipo si fondavano, all'opposto, su un preteso primato dell'etnia (basata sui criteri del territorio, o del sangue, o della religione, o dell'economia), da cui derivava logicamente la costruzione di una società organizzata secondo livelli gerarchici, in cui i cittadini avevano differenti diritti e doveri a seconda della loro appartenenza territoriale o nazionale o religiosa o di classe. E la conferma di questa analisi è offerta ancora una volta dall'eurasista Dugin, quando afferma che «nel sistema mondiale eurasista la fondamentale figura storica agente non è l’individuo, ma la comunità, l’ethnos, la cultura, la formazione sociale organica», esattamente all'opposto di quanto avviene nell'Occidente che egli avversa e vuole distruggere.

In conclusione, la guerra che si combatte da secoli tra mondialismo e antimondialismo non è un conflitto tra un "imperialismo" visto sic et simpliciter come cattivo e un "antimperialismo" considerato per se stesso come sempre buono, bensì una lotta tra due modelli di società, uno basato su libertà e uguaglianza, l'altro su schiavitù e disuguaglianza. Per questo noi mondialisti non ci lasceremo intimorire dalla retorica flautata degli imperialisti antimperialisti, ma continueremo nella nostra opera di illuminazione delle menti e dei cuori degli uomini e delle donne del nostro tempo, affinché comprendano la bontà e l'inevitabilità del cammino storico che sta portando il genere umano, lentamente ma sicuramente, verso l'unificazione in un solo Stato o Impero mondiale, nel quale non ci sarà più «né Giudeo né Greco, né schiavo né libero, né uomo né donna», perché tutti saranno una cosa sola, cittadini uguali davanti ad un'unica legge.

 

Eye of God

Advenit novus ordo seclorum

annuit coeptis

 

*****************************************************************************

 

Indietro