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FERMARE L'ISLAM PER SALVARE ANCHE GLI ISLAMICI

 

 

(22/12/2010) Come avevamo previsto, il nostro ultimo editoriale "L'Islam è nemico del genere umano. Fermiamolo!" ha suscitato un vespaio di polemiche tra gli internauti: centinaia di messaggi sono arrivati alla nostra casella e-mail italy@mondialisti.net solo nelle prime due ore seguenti alla pubblicazione, e molti di essi venivano da quanti non a torto abbiamo chiamato "pacifinti della Sinistra" i quali ci domandavano scandalizzati "Ma voi mondialisti volete sterminare tutti i musulmani?". Ci sembra dunque opportuno, per rispondere a tanto scandalo, completare e precisare il discorso iniziato ieri con quell'editoriale.

In primo luogo noi mondialisti abbiamo un sacro rispetto per ogni essere umano, in quanto creato dal Dio Altissimo, Signore del cielo e della terra, a Sua immagine; ma rispettiamo appunto ogni essere umano in quanto individuo, non in quanto membro di questo o quel gruppo, partito, razza o religione. Dall'alba dei tempi i gruppi nascono, si espandono, raggiungono un apice di potenza e ricchezza, poi declinano, si riducono, scompaiono e vengono sostituiti da altri gruppi: nel 539 a.C. l'esercito di Ciro il Grande sbaragliò le armate assiro-babilonesi e fondò il primo impero multietnico della Storia, ma trecento anni dopo quel grande impero fu distrutto da Alessandro Magno che ne fondò uno ancor più esteso, e questo a sua volta fu abbattuto dalla nuova potenza di Roma; duemila anni fa le religioni politeiste di Greci e Romani furono sostituite da una nuova religione partita da una oscura provincia dell'Impero Romano; così è stato per i secoli seguenti e così sarà finché esisterà l'uomo. Nessun gruppo, nessuna razza, nessuna cultura, nessun regno, nessuna religione - neppure quella cristiana - può vantare una garanzia di eternità; pertanto noi mondialisti non feticizziamo nessun gruppo particolare, e abbiamo a cuore soltanto due cose: l'individuo, ogni individuo con i suoi diritti immortali e inalienabili alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, e l'intera specie umana.

Di conseguenza noi mondialisti non vediamo nulla di scandaloso, in linea di principio, nell'idea che una religione come quella islamica possa scomparire dalla faccia della Terra: non sono forse scomparse le civiltà dell'Egitto e della Mesopotamia, Aztechi e Incas? Ciò che è importante per noi non è il fatto che una civiltà, una cultura o una religione scompaiano, ma il motivo per cui scompaiono: Aztechi e Incas praticavano feroci sacrifici umani e conducevano continue guerre contro i loro vicini per procurarsi prigionieri a cui strappare il cuore per offrirlo ai loro falsi déi, e furono proprio quei vicini esasperati dalle continue vessazioni a fornire aiuto ai conquistadores per debellare quegli imperi del male; se dunque l'Islam è una falsa religione che predica violenza e odio contro tutti i non islamici e persino contro gli islamici "tiepidi", che semina morte e distruzione su tutto il pianeta, non sarebbe forse cosa buona e giusta combatterla e distruggerla come religione, cioè come gruppo?

Distruggere un gruppo in quanto gruppo, beninteso, non significa sterminarne tutti i membri, e neppure la maggior parte: la distruzione degli imperi incaico e azteco non significò affatto lo sterminio delle popolazioni indigene, ma solo la loro sottoposizione a un diverso potere statale e la "riprogrammazione" dei loro cervelli, e di quelli dei loro discendenti, con una nuova religione e una nuova cultura che consideravano i sacrifici umani e la schiavitù non più cosa buona e giusta, bensì un abominio. Allo stesso modo, ciò che noi mondialisti prepariamo e auspichiamo non è lo sterminio di tutti i musulmani, e neppure della maggior parte di essi: ciò che vogliamo è la distruzione dell'Islam in quanto gruppo, in quanto cultura, in quanto falsa religione di odio e di morte, e la "riprogrammazione" dei cervelli musulmani con una nuova cultura che annulli il lavaggio del cervello praticato dagli imam al servizio dei reali sauditi o degli ayatollah iraniani e li trasformi da potenziali attentatori suicidi in persone normali che vogliano lavorare onestamente, crearsi una famiglia e vivere rispettando il diritto delle loro figlie a non essere mutilate e date in spose contro la loro volontà, il diritto delle loro mogli a non essere umiliate dalla poligamia e dal ripudio, il diritto dei loro vicini a professare una fede diversa dalla loro, gli immortali e inalienabili diritti di ogni essere umano, musulmano o non musulmano, alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità.

Se poi, per garantire la sicurezza del genere umano contro la minaccia di attentati con esplosivi convenzionali o, Dio non voglia, con armi chimiche, batteriologiche e nucleari, si rendesse necessario uccidere dei terroristi islamici, questo per noi non è motivo di scandalo, perché un abisso separa l'uomo buono dall'uomo malvagio, e come dice il Filosofo, se l'uomo buono è superiore agli déi, l'uomo malvagio è inferiore alle bestie, e quindi uccidere un terrorista è come uccidere una bestia ripugnante e pericolosa; se poi i terroristi islamici fossero dieci, cento, mille o un milione, allora sarebbe cosa buona e giusta, per garantire la sicurezza del genere umano, uccidere dieci, cento, mille o un milione di islamici, non in quanto islamici, ma in quanto terroristi. Ma poiché gli islamici che si dedicano al terrorismo non sono un milione, il caso che abbiamo esposto è puramente ipotetico, e i pacifinti della Sinistra che volessero prenderlo a pretesto per accusarci di voler sterminare tutti gli islamici in quanto islamici farebbero un buco nell'acqua.

Per gli islamici che non si dedichino al terrorismo, siano essi la maggior parte o una minoranza di tutti i musulmani, l'uccisione non è per noi affatto necessaria: sarebbe sufficiente controllare i flussi internazionali di denaro impedendo loro di finanziare banche "islamicamente corrette" e associazioni fintamente "filantropiche" che in realtà raccolgono miliardi di dollari per finanziare il terrorismo islamico, impedire loro di costruire in Occidente moschee per diffondere i loro sermoni di incitamento all'odio e alla violenza, e soprattutto avviare una vasta e capillare opera di "rieducazione" attraverso scuole, giornali, televisioni e Internet, al fine di annullare il lavaggio del cervello subìto sin dall'infanzia da parte degli imam seminatori di menzogna e di odio e "riprogrammarli" al rispetto del diritto di ogni essere umano alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Anche per questo nobile scopo noi mondialisti lavoriamo: per liberare gli islamici dalla schiavitù di una falsa religione che predica odio, violenza e morte e restituirli al genere umano come persone normali che vogliano vivere in pace come tutti e con tutti, cittadini di un Impero mondiale che assicuri a ogni essere umano, qualunque sia il gruppo a cui appartiene, pace, prosperità, libertà e giustizia.

Templar SealEye of God

annuit coeptis

 

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