L'Impero della Libertà contro l'Impero della Paura

 

 

(04/02/2018) Nella guerra scatenata dall'Asse del Male russo-sino-islamico contro l'Occidente guidato dagli Stati Uniti d'America - una guerra che è ideologica prima di essere militare, che mira a piegare e sottomettere le anime prima dei corpi - un argomento ricorre frequentemente: i Paesi occidentali sarebbero moralmente "corrotti", inebriati da una libertà "eccessiva", esprimentesi nella legalizzazione dell'aborto, del divorzio, dell'omosessualità e dell'eutanasia, che produrrebbe in quei popoli perdita dei valori "tradizionali" da parte delle giovani generazioni, disgregazione delle famiglie, crescita "esponenziale" di miseria e criminalità, e in ultima analisi un declino demografico che li condannerebbe all'insignificanza sul piano geopolitico e, nel lungo periodo, all'estinzione; i Paesi islamici, la Russia putiniana e la Cina comunista, per contro, vengono presentati dalla propaganda antioccidentale come culture moralmente "integre", in quanto fondate su una concezione di Dio, dell'uomo e della società che attribuisce il primato non ai diritti "individualistici" ed "egoistici" ma ai doveri del singolo nei confronti della famiglia, della tribù, del Paese in cui si è trovato a nascere, e ciò assicurerebbe un maggior rispetto delle leggi e delle usanze non scritte, una accresciuta disciplina sociale rispetto all'«anarchia» delle società occidentali, perfino (secondo i corifei dell'antimondialismo) una più grande capacità di "mobilitare" quei popoli nella realizzazione di grandi opere infrastrutturali e nel produrre, sempre nel lungo periodo, la loro crescita economica fino a superare l'Occidente.

Tanto pervasiva e martellante è questa propaganda, che anche molti cristiani hanno abbandonato la loro fede avita e si sono convertiti all'Islam per trovarvi una "purezza" smarrita dalla Chiesa cattolica e dalle varie denominazioni protestanti; e chi non ha ancora apostatato, come in Italia l'antisemita Maurizio Blondet, spara a zero dal web contro l'America "degenerata" a causa dell'influenza di non meglio identificate "lobbies ebraiche" dedite alla pederastia e al satanismo, e canta senza sosta le lodi del tiranno cekista Putin campione dell'Ortodossia, della rampante economia cinese e, ovviamente, della "resistenza" islamica contro l'«omologazione» mondialista...

In realtà, se si guardano le cose con occhi non accecati da ubbie viscerali, si può notare come nei Paesi islamici, ma anche in Cina e in Russia, gli atti criminosi non sono affatto assenti, ma vengono giustificati con pretesti ideologico-religiosi. Non è forse vero, ad esempio, che nei Paesi islamici è lecito uccidere gli omosessuali gettandoli dai tetti dei palazzi, quindi commettere omicidio? Solo che "questi" omicidi sono considerati cosa buona e giusta, perché lo prescrive il Corano... E ancora, nei Paesi islamici  l'adulterio femminile è punito con la lapidazione, ma all'uomo islamico tutto è concesso: dalla poligamia fino al "matrimonio a ore" allo scopo di consentire al maschio una veloce "passata" su una povera donna che viene poi abbandonata senza alcun obbligo a carico dello stupratore. E non è forse vero che nella Cina confucian-comunista la pressione della società e del Partito a sposarsi e metter su famiglia per poter fare carriera spinge milioni di giovani maschi a comprare, letteralmente, una moglie da organizzazioni criminali che rapiscono giovani donne nelle province rurali o le acquistano da genitori poveri, legittimando quindi prostituzione e schiavismo sessuale? E nella Russia dove Putin si fa fotografare a torso nudo come  Benito Mussolini per  mostrare il proprio "machismo", il semplice candidarsi alla presidenza contro il tiranno non comporta forse l'essere tratti in arresto e gettati in prigione, magari con il pretesto risibile di aver "evaso il Fisco"?

La verità è che nell'Islam, ma anche in Russia e Cina, l'essere socialmente "disciplinati" da parte dei cittadini-sudditi non è conseguenza di una più alta coscienza civica, e tantomeno di un maggior "amore di Dio e del prossimo" come credono tanti cattocomunisti ingenui, bensì soltanto della paura, anzi del vero e proprio terrore, inculcato negli individui da regimi sanguinari che non esitano, per ogni mancanza anche piccola, a comminare pene crudelissime, fino alla morte. La verità è che dove un regime irregimenta il popolo, imponendo determinate condotte e proscrivendone altre con metodi terroristici, non c'è virtù nel comportarsi "bene", perché non c'è materialmente la possibilità di comportarsi "male". Solo dove ai cittadini è assicurata la libertà - ferma restando la punizione di quei reati "naturali" (omicidio, furto, stupro, truffa) che costituisce il "minimo etico" per una coesistenza ben ordinata -, solo lì è possibile distinguere fra "virtù" e "vizio" e ottenere un miglioramento graduale dei costumi tramite l'esempio dei "buoni"; come avvenne nell'Impero Romano, dove il primo annuncio del Vangelo, della sacralità della vita nascente e dell'uguale dignità di tutti gli uomini costituì una novità dirompente in una società abituata all'infanticidio, alla sottomissione della donna e alla schiavitù, una novità che si impose col passare dei secoli grazie alla forza dell'esempio dei primi cristiani e non certo per una criminalizzazione statuale di quei comportamenti "cattivi".

Per questo, nonostante quanto affermato dai vari Blondet di turno, è l'Occidente liberale, e non il blocco del terrore Mosca-Pechino-Teheran, il luogo in cui gli esseri umani possono comportarsi virtuosamente, non malgrado, ma proprio a causa della libertà dei suoi cittadini. Ed è per questo che, a dispetto dei latrati di gioia innalzati dai cantori dell'eurasiatismo, è l'Occidente liberale a dominare il pianeta per ricchezza collettiva e benessere individuale, perché è la libertà, e non la schiavitù, a consentire agli uomini e alle donne di coltivare i propri talenti e metterli a frutto per se stessi e per la società intera. Ed è per questo, infine, che sarà l'Occidente liberale, e non l'Asse cino-russo-islamico, a sconfiggere, nel lungo periodo, i propri nemici e a unire tutto il genere umano in un solo Impero mondiale, l'Impero della Libertà e non della Paura: perché, come ha detto san Paolo, «voi siete stati chiamati a libertà».

 

Sigillum Triplex

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

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