Con Obama l'America tradisce la sua missione

 

 

(7/11/2012) Purtroppo ciò che avevamo previsto si è realizzato: il popolo degli Stati Uniti d'America ha scelto l'imbelle, bugiardo e filoislamico Barack Hussein Obama, si è lasciato incantare dalle sue parole flautate, dalla sua retorica falsa e melensa, si è lasciato convincere a odiare se stesso, a ripudiare la sua missione storica; le parole sagge e veritiere di Mitt Romney non sono state sufficienti a vincere le menzogne di Obama.

Gli Stati Uniti d'America hanno sempre combattuto per portare in tutto il  mondo libertà e la democrazia, da quando nel 1898 hanno liberato Cuba dal giogo spagnolo, a quando nel 1917 sono intervenuti nel primo conflitto mondiale decidendolo in favore degli Stati liberaldemocratici contro le autocrazie germanico-ottomane; da quando nel 1941, dopo essere stati vilmente attaccati a tradimento, hanno profuso uomini e armi per sconfiggere l'Asse del Male Roma-Berlino-Tokio, a quando nel 1989-1991 hanno visto i loro sforzi per difendere l'Europa occidentale dalla morsa del comunismo ricompensati dal crollo del Muro di Berlino e dalla fine dell'Unione Sovietica; da quando nel 1991 hanno sconfitto una prima volta il sanguinario regime di Saddam Hussein per liberare il piccolo Kuwait invaso, a quando nel 2003 lo hanno debellato definitivamente dando la libertà al popolo dell'Iraq; da quando nel 1999 hanno salvato il popolo kossovaro dal genocidio per mano di Slobodan Milosevic, a quando nel 2001, dopo i lutti dell'11 settembre, hanno raccolto le loro forze e dato battaglia al regime fanatico e assassino dei talebani per liberare il popolo dell'Afghanistan. Ma oggi il popolo degli Stati Uniti d'America, evidentemente non ancora stanco dopo 4 anni di ubriacante masochismo, ha ritenuto più gradevole il finto pacifismo di Barack Hussein Obama, il suo tendere la mano a tutti i tiranni e dittatori del mondo promettendo che mai più l'America avrebbe usato la sua potenza economica, politica e militare per scalzarli dai loro troni di sangue. Il popolo degli Stati Uniti d'America ha così deciso di abdicare alla sua missione storica, a quel Destino Manifesto annunciato per la prima volta da John L. O'Sullivan nel 1845: liberare tutti i popoli della Terra dalle tenebre dell'ignoranza e della barbarie, e unirli nell'Impero mondiale della Libertà, della Democrazia e dei Diritti dell'Uomo.

Rifiutando la sua missione storica, rifiutando il destino che l'Altissimo ha scelto per essa e per il quale l'ha chiamata ad esistere, l'America diventerà un popolo come tutti gli altri, chiuso nel suo gretto egoismo nazionalistico puntellato dal vieto slogan della comunanza di sangue e di suolo, impelagato negli intrighi della diplomazia segreta e nelle politiche di sopraffazione interna ed esterna che hanno travagliato tutto il resto del genere umano per gran parte della sua storia. Il popolo degli Stati Uniti d'America ha forse deciso così pensando che Barack Hussein Obama non dichiarerà guerra ad altri Paesi e che pertanto gli USA e il mondo saranno in pace; ma la guerra che il nuovo Asse del Male Mosca-Pechino-Teheran ha dichiarato all'Occidente, ai suoi valori, alla sua civiltà fondata sugli immortali e inalienabili princìpi dell'uguaglianza di tutti gli individui umani e sul diritto di ogni uomo e donna alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità, fin dal primo attentato al World Trade Center del 1993, la guerra che che ha avuto il suo tragico Golgota nella distruzione delle Torri Gemelle l'11 settembre 2001, non si fermerà certo per la bella faccia di Barack Hussein Obama né per le sue parole flautate: l'America sarà colpita duramente dai suoi nemici, Dio non voglia!, dai nemici della Libertà, della Democrazia e dei Diritti dell'Uomo, e sanguinerà sotto i loro colpi, e sarà smembrata, dispersa ai quattro venti e gettata nella pattumiera della Storia, come si addice a quanti sotterrano vilmente i talenti loro affidati dal Signore Dio invece di farli fruttificare.

Quale altro popolo, adesso, potrà assumersi un così alto incarico? Gli Islamici nascono solo per fare i kamikaze; gli Africani non hanno mai smesso di ammazzarsi a vicenda, come dimostrano le tragiche mattanze del Ruanda e del Congo; gli Europei non riescono a mettersi d'accordo su nulla; i Russi non hanno la più pallida idea di cosa sia la democrazia; la Cina è sprofondata nel più cieco conservatorismo ideologico comunista; l'America Latina segue docilmente chiunque abbia el dinero... Un solo popolo si salva dalla universale corruzione: Israele. Soltanto il popolo di Israele, l'unica democrazia liberale in un Medio Oriente schiavo di tiranni e dittatori laici e teocratici, ha la forza morale e il coraggio necessari per assumersi l'alto onore di combattere per salvare l'Occidente dall'assalto del fondamentalismo terrorista islamico e dal nuovo Asse del Male Mosca-Pechino-Teheran, e di essere per noi mondialisti la nuova punta di lancia, la nuova portaerei, la nuova base avanzata da cui partire per fondare l'Impero mondiale che porterà pace, prosperità, libertà e giustizia a tutto il genere umano. E pertanto sarà il popolo di Israele a guadagnare onore e gloria dal compimento di questa nobile missione. Come dice il Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio, «la salvezza viene dai Giudei», ora e sempre. Amen.

Sigillum Triplex

Dio benedica Israele, dolce terra di libertà !

LUNGA VITA ALL'IMPERO MONDIALE VENTURO !

annuit coeptis

 

 

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