La Chiesa è Occidente o non è

 

 

(3/05/2016) Cari amici e fratelli della Rete, noi mondialisti seguiamo sempre con grande attenzione i dibattiti che si svolgono all'interno del mondo intellettuale cristiano, non soltanto perché siamo i discendenti spirituali dei Templari, figli fedeli della Chiesa (anche se da essa traditi e venduti per un pugno di denari), ma soprattutto perché il soglio di Pietro, dopo settant'anni di sbornia marxista, sembra oggi l'unica cattedra morale capace di influire, nel bene e nel male, sull'opinione pubblica di tutto il pianeta. Per questo oggi vogliamo analizzare e discutere con voi intorno a due articoli.

Nel primo, intitolato "Ecco perché anche oggi non possiamo non dirci cristiani" (http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ecco-perche-anche-oggi-non-possiamo-non-dirci-cristiani-16026.htm), il famoso missionario, giornalista e scrittore Piero Gheddo - il quale pure, in tempi non sospetti, aveva criticato i no-global e proposto di boicottare le Olimpiadi di Pechino del 2008 per liberare la Birmania dall'oppressione - parte dalla celeberrima massima del filosofo ateo Benedetto Croce «Non possiamo non dirci cristiani» per affermare che l'Occidente avrebbe tradito il Vangelo producendo una civiltà "disumana", nella quale si trascurerebbero i "valori dello spirito", e che per questo motivo la Chiesa avrebbe il dovere di "dialogare" e "accogliere" le masse di immigrati islamici, che «ci vedono come ricchi, tecnicizzati, istruiti, militarmente forti. ma anche atei, aridi, senza ideali, senza regola morale, senza figli» e perciò «pensano di avere una missione storica: venire in Occidente per dare un’anima alla nostra civiltà, convertendoci all’islam»; solo in questo modo, secondo padre Gheddo, si potrebbe evitare uno "scontro di civiltà", dal momento che secondo lui «possiamo anche fermare l’Isis con le armi, ma sorgeranno altre migliaia di “martiri per l’islam”». Il secondo, invece, "Il tesoro che l’Africa sta buttando a mare" di Anna Bono (http://www.tempi.it/tesoro-africa-sta-buttando-a-mare#.VyjdtuR8NyB), si focalizza sulle negative conseguenze economiche e sociali che il massiccio esodo di un'intera generazione sta infliggendo ai Paesi africani.

 

Orbene, quanto al secondo articolo, noi mondialisti siamo d’accordo sul fatto che l’emigrazione degli africani in Europa impoverisca l’Africa di capitale umano; anche noi mondialisti preferiremmo che essi rimanessero nei loro paesi e contribuissero a svilupparli. Ma siamo convinti che ciò non sarà possibile finché gli africani non si libereranno dell’Islam e della loro mentalità panteistica e tribale, due elementi in grado di soffocare qualunque germoglio di sviluppo; e riteniamo che per liberarsi da Islam e negritude gli africani abbiano necessità di essere ricolonizzati dall’Occidente (diciamo le cose fuori dai denti), di essere spogliati della loro sovranità in favore di un nuovo tipo di aggregazione statuale, non più nazionale ma imperiale: un Impero mondiale, in cui tutti gli esseri umani abbiano gli stessi diritti e doveri, in cui non ci siano maschi che schiavizzano le donne né musulmani che sterminano i non-musulmani. Cosa che richiederà necessariamente l’uso della forza da parte dell’Occidente, poiché non c’è nulla a cui gli uomini siano più affezionati del loro “sacro egoismo” nazional-etno-tribal-religioso; e del resto, non sono state forse necessarie due bombe atomiche affinché il Giappone feudale e militaristico divenisse il gigante economico e democratico che è adesso?

 

Per quanto concerne il primo articolo, anche noi mondialisti crediamo, come il buon padre Gheddo, che la civiltà europea, anzi occidentale, si fondi sul Cristianesimo; come potremmo non pensarlo? La nostra opposizione a Bergoglio si fonda proprio sul fatto ch’egli, da argentino (quindi culturalmente occidentale, ma politicamente antioccidentale), sta alimentando quella retorica antioccidentale che purtroppo già affligge miliardi di musulmani, africani, russi e latinoamericani, tutti intenti a pregustare il “tramonto dell’Occidente ateo e materialistico”, tutti pronti a dargli il calcio dell’asino come al vecchio leone della favola…

Non si rende conto, Bergoglio, che il genere umano non diventerà più cristiano o più “evangelico” se non diventerà anche e prima più “occidentale”, perché la civiltà “atea e materialistica” che lui, Putin, Kirill, Fidel Castro e al-Baghdadi tanto disprezzano è il prodotto della Bibbia, secondo la quale il mondo non è “pieno di déi” come pensavano gli antichi greci, ma è creazione di un Dio-Logos che ha posto tutto sotto i piedi dell’uomo creato a Sua immagine. È dalla desacralizzazione del mondo prodotta dalla Bibbia che sono nate le bonifiche delle paludi compiute dai monaci medievali, le invenzioni che hanno reso potenti l’Europa e poi l’America, le vaccinazioni che hanno salvato miliardi di vite, le infrastrutture che hanno fatto uscire l’Occidente dalla “trappola malthusiana”, dall’alternarsi ciclico di aumenti e crolli demografici legato alla dipendenza da un’economia di pura sussistenza e alla vulnerabilità alle epidemie.

Se Bergoglio volesse davvero salvare il Terzo Mondo dalla miseria, dovrebbe invocare la sua ricolonizzazione da parte dell’Occidente, per imporre l’alfabetizzazione di massa, l’istruzione delle donne, la loro parità giuridica con gli uomini, la fine delle discriminazioni religiose, e quindi dovrebbe chiedere all’Occidente di usare la forza per mettere al bando l’Islam; l’Islam che sottomette le donne; l’Islam che perseguita tutti i non-islamici, a cominciare dai cristiani che Bergoglio dovrebbe proteggere; l’Islam che uccide i medici inviati a vaccinare le popolazioni; l’Islam che uccide i professori di geografia perché insegnano che la Terra non è piatta come sta scritto nel Corano, vedi quanto recentemente avvenuto in Nigeria e in Bangladesh. Se Bergoglio avesse davvero a cuore la dignità di tutti gli esseri umani in quanto figli di Dio, invocherebbe una radicale occidentalizzazione del mondo, invece di allearsi con tutti i peggiori tiranni e dittatori laici e teocratici, da Putin a Castro a Evo Morales – che è salito al potere con i voti dei coltivatori di coca boliviani, produttori di quella cocaina che distrugge le vite di milioni di persone -; perché solo un mondo occidentale sarà un mondo cristiano, e quindi un mondo umano.

 

La verità è che al fondo di entrambi gli articoli che qui abbiamo esaminato ci sembra esservi l’idea falsa, ingenua e pericolosa che Cristianesimo e Islam possano “dialogare” e accordarsi per formare un Fronte Comune dei Monoteismi contro la civiltà occidentale da entrambi percepita come atea, materialistica, lontana dal Sacro e per questo condannata ad estinguersi in uno stillicidio di aborti, eutanasie, divorzi e gay prides.

1) Un’idea falsa, perché le basi teologiche, filosofiche e antropologiche dell’Islam sono diametralmente opposte alle basi teologiche, filosofiche e antropologiche del Cristianesimo: l’Islam crede in un dio irrazionale e arbitrario che si impone con la violenza, il Cristianesimo crede in un Dio-Logos che governa il mondo con ragione e sapienza; l’Islam rifiuta la filosofia aristotelica e l’uso della ragione per conoscere le leggi del mondo e migliorarlo, mentre il Cristianesimo ha accettato sin dall’inizio l’alleanza di Fides e Ratio e ha sempre incoraggiato lo sviluppo scientifico e tecnologico; l’Islam crede che i musulmani siano “intrinsecamente” superiori ai non-musulmani, e gli uomini alle donne, e che tale superiorità “intrinseca” debba esser sancita con ogni mezzo, compreso l’uso della violenza terrorista e stragista, mentre il Cristianesimo proclama che in Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo, non c’è «né Giudeo né Greco, né maschio né femmina, né schiavo né libero, perché tutti sono Uno».

2) Un’idea anche ingenua, perché fondata sul disconoscimento di tutte le differenze abissali tra Islam e Cristianesimo che abbiamo appena elencato e sulla pretesa di amalgamarle in una mitica “religione in astratto” che sa molto, troppo di new age. Vi sembrerà strano che noi mondialisti si accusi Bergoglio di essere new age; ma come si potrebbe definire altrimenti il suo parlare sempre della “religione” in generale e in astratto senza mai esplicitare di quale religione stia parlando, il suo condannare in generale e in astratto “chi uccide e compie stragi in nome di Dio” senza mai esplicitare in nome di quale dio si uccida e si compiano stragi? In questa jam-faith, in questa fede-marmellata in cui Gesù e Allah pari sono, anche i martiri cristiani, che accettavano e accettano di morire per testimoniare la loro fede nel Cristo Salvatore del mondo, finiscono per esser messi sullo stesso piano dei “martiri” della jihad, che testimoniano la loro fede in un dio discriminatore fra gli uomini e nel suo profeta sanguinario facendosi esplodere in mezzo a folle di non-musulmani; ma è questo l’esito inevitabile della deriva relativistica nella quale sta affondando la Chiesa bergogliana (ahi, quanto diversa da quella di Benedetto XVI e del discorso di Ratisbona!) in nome del “siamo tutti figli di Dio” o magari di un “siamo tutti figli di Abramo” da cui, non a caso, i “perfidi” Ebrei - gli "agenti della modernità", come li chiamava sprezzantemente il nazista Heidegger - sono per principio esclusi.

3) Un’idea dunque pericolosa, perché vuole indurre l’Occidente ad abbassare la guardia di fronte alla minaccia islamica, ad aprire braccia e frontiere a tutti i musulmani che vogliono venire in Europa e nel Nordamerica con la riserva mentale di sentirsi superiori agli occidentali, e di avere pertanto il diritto, sancito da Allah e Maometto, di godere del welfare occidentale senza fare grandi sforzi per cercarsi un lavoro, di violentare le donne occidentali nelle pubbliche strade come hanno fatto i cosiddetti “profughi” a Colonia e in altre città tedesche dopo essere stati accolti con tutti gli onori, di pregare in mezzo alle piazze occidentali bloccando il traffico, di farsi costruire le moschee a spese dei contribuenti occidentali, e infine di ripagare la generosità degli occidentali organizzando attentati allo scopo di seminare il terrore nei loro cuori e di costringerli ad accettare l’islamizzazione dell’Occidente e la dhimmitudine, la sottomissione all’Islam dei non-islamici, dei loro corpi e dei loro beni in cambio della “protezione” del Califfo di turno, in modo analogo alla “protezione” che la Mafia promette a chi si sottomette ad essa pagando il “pizzo”.

 

La verità, cari amici e fratelli della Rete, è che l’Occidente è il figlio legittimo e vero della Torah e del Vangelo, dell’Ebraismo e del Cristianesimo; e non è un caso che jihadisti, ayatollah e califfi vari, al di là dei salamelecchi con cui tentano di ingannare Bergoglio e i bergoglisti che vogliono lasciarsi ingannare, proclamino continuamente di voler sterminare uno dopo l’altro ebrei e cristiani: “prima il sabato, poi la domenica” sogliono dire i musulmani, a indicare la loro pervicace volontà di eliminare dal mondo prima gli Ebrei (il popolo del sabato) e poi i Cristiani (il popolo della domenica). Perciò, se la Chiesa vuole conservare la libertà di annunciare il Vangelo di cui ha goduto in Occidente da Costantino fino a oggi, essa non può ricercare innaturali alleanze con l’Islam o con i tiranni russo-cinesi o con i tribalismi terzomondisti in nome della difesa di un “Sacro” bon à tout faire, ma deve farsi annunciatrice e propugnatrice di una espansione planetaria delle conquiste di civiltà che hanno fatto grande l’Occidente, della creazione di uno Stato imperiale mondiale che assicuri a ogni individuo umano il rispetto dei suoi immortali e inalienabili diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Uno Stato mondiale che sia tollerante verso tutti, tranne che verso gli intolleranti.

 

Annuit Coeptis

 

 

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