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La Chiesa diventa razzista contro Israele

 

 

(28/9/2013) Dal 7 settembre, giorno della veglia di preghiera e digiuno indetto dal Papa Francesco per impedire all'America di punire il regime assassino del macellaio Assad che ha usato le armi chimiche contro il suo stesso popolo, il sito di informazione cattolica Zenit ha lanciato una autentica offensiva mediatica pacifista a colpi di "aforismi". Quello di lunedì 23 settembre recitava così:

 

"Io non credo che la guerra sia la soluzione dei problemi. Prego che palestinesi e israeliani possano vivere un giorno in pace ciascuno sulla sua terra."

Moran Atias (°1981)

 

Ora, a parte ogni pur sensato discorso circa la competenza della signorina Atias a parlare di pace e guerra, ciò che noi mondialisti vogliamo farvi notare è l’inciso secondo il quale israeliani e palestinesi potrebbero, anzi per quelli di Zenit dovrebbero, vivere in pace sì, ma “ciascuno sulla sua terra”. In altre parole, Zenit, il principale sito di informazione cattolico del mondo, e quindi, si presume, la Chiesa cattolica a livello ufficiale, accetta in toto il principio di segregazione etno-religiosa che Mahmoud Abbas/Abu Mazen, il satrapo dell’Anp che da anni regna non eletto sulla Cisgiordania col placet di Obama, vuole porre a base dello Stato palestinese da lui progettato, il quale dovrebbe essere Judenrein, privo di Ebrei così come Hitler voleva che fosse l’Europa assoggettata dal Terzo Reich. Questo vuol dire che la Chiesa cattolica, senza dirlo ad alta voce, accetta il progetto palestinese di espellere gli Ebrei da Gerusalemme Est e da tutta la Cisgiordania (rectius: Giudea e Samaria) per fare di Israele e Palestina due Stati etnicamente omogenei, l’uno puramente ebraico, l’altro puramente arabo.

Accettando questo progetto criminale, la Chiesa cattolica non si accorge di stare ponendo le premesse per la propria eliminazione da tutto il Medio Oriente. Non si accorge, infatti, che gli islamici, così come non sopportano l’esistenza dello Stato di Israele su una terra che essi considerano possesso inalienabile di Allah fino alla fine dei secoli soltanto perché l’hanno conquistata con la violenza mille e trecento anni fa, allo stesso modo non sopportano la sopravvivenza in tutto il Medio Oriente di comunità cristiane che essi considerano “straniere” per vile menzogna, in quanto il Cristianesimo, come ciascuno dovrebbe sapere, è fiorito in quelle terre fin dai tempi di Gesù Cristo, ben prima della nascita di Maometto, e dalla Siria, dalla Cappadocia, dall’Anatolia e dall’Africa settentrionale sono venuti moltissimi grandi Padri della Chiesa e teologi dei primi quattro secoli dell’era cristiana. Espellere gli Ebrei dalla Cisgiordania, per poi distruggere lo Stato di Israele, sarebbe per gli islamici una preparazione del grande assalto di sterminio al Cristianesimo, allo scopo di “ripulire” l’intero Medio Oriente da ogni presenza non-islamica.

Per questi motivi noi mondialisti difendiamo il diritto dello Stato e del popolo di Israele ad esistere, e ad esistere in quanto Stato ebraico, e proprio in quanto ebraico, tollerante verso tutte le religioni, unico Paese del Medio Oriente da cui i cristiani non fuggono, ma in cui anzi aumentano di numero (anche se ipocritamente continuano a negarne l’esistenza e l’ebraicità, chiamandolo “Terrasanta”), e unico avamposto dell’Occidente libero, democratico e rispettoso dei diritti umani in un Medio Oriente da sempre oppresso da tiranni e dittatori laici e teocratici; e per gli stessi motivi sosteniamo e sosterremo sempre il diritto di Israele a difendersi contro il tentativo delle cancellerie filoislamiche della Vecchia Europa e del vile e filotirannico Barack Hussein Obama di usarlo come moneta di scambio con l’Asse del Male Mosca-Pechino-Teheran.

In questo frangente storico, in cui l’America paralizzata dal vile e filotirannico Obama ha perduto la fiducia nella sua missione storica, Israele è l’unico Paese della Terra che può ancora promuovere la causa del Mondialismo, la causa della Libertà, della Democrazia e dei Diritti dell’Uomo, fin quando il popolo degli Stati Uniti d’America non si darà nuovamente un Comandante in Capo degno di questo nome, e non riprenderà la lotta per sconfiggere tutti i tiranni e dittatori e per fondare l’Impero mondiale, che abolirà finalmente il vieto principio di segregazione etno-nazionale e assicurerà gli stessi immortali e inalienabili diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità a tutti gli individui umani, in ogni angolo del pianeta. Anche ai cristiani, sempre ingrati verso chi difende la loro libertà, da Costantino a George Walker Bush, e sempre pronti a baciare la mano di chi li vuole schiavi, da Maometto a Obama e da Putin a Xi Jinping.

 

Sigillum Triplex

DIO BENEDICA ISRAELE, DOLCE TERRA DI LIBERTÀ !

Advenit novus ordo seclorum

annuit coeptis

 

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