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La Chiesa "mondana" e antimoderna si allea

con il tiranno Putin e con l'Islam assassino

 

 

(14/06/2015) Il Signore Gesù Cristo, durante la sua vita terrena, ammonì molte volte i suoi discepoli riguardo all'incoerenza dei sacerdoti israeliti, i quali dicevano e non facevano. Evidentemente la Parola del Signore va applicata oggi alla Chiesa guidata da Jorge Mario Bergoglio, il quale in ogni omelia, in ogni discorso mette in guardia il popolo cristiano dalla tentazione della "mondanità", ma poi è lui, proprio lui, il primo "mondano". Non è stato infatti segno di "mondanità" l'accogliere in Vaticano per la seconda volta in due anni il cekista Vladimir Putin quale «ospite gradito», enfatizzare su tutti i mezzi di comunicazione la sintonia fra Santa Sede e Russia in molti settori - dalla necessità di trovare una «soluzione negoziata» alla crisi ucraina alla protezione dei cristiani del Medio Oriente minacciati dal Califfato islamico, alla difesa comune dei «valori tradizionali cristiani» contro il materialismo gay sponsorizzato dai soliti "perfidi" americani - e perfino donare al tiranno moscovita un medaglione raffigurante l'«Angelo della Pace che vince tutte le guerre», così come aveva fatto poche settimane fa con Abu Mazen?

Di certo non vi è coerenza fra le continue, insistenti invocazioni pacifiste di Bergoglio e il suo definire «angeli di pace» prima un feroce terrorista assassino islamico che ha pianificato la strage degli atleti israeliani alle Olimpiadi di Monaco nel 1972 e migliaia di attentati terroristici contro aerei, autobus, ristoranti e discoteche in Israele, e poi un tiranno crudele e ipocrita che ha mosso guerra, senza dichiararlo, contro il pacifico popolo dell'Ucraina, ha invaso la penisola di Crimea, ha inviato decine di migliaia di soldati russi senza uniforme a far strage di inermi civili ucraini; così come non è coerente elevare alti lai a proposito della persecuzione dei cristiani nel mondo, come Bergoglio fa da molti mesi, e contemporaneamente accogliere con tutti gli onori nei sacri palazzi il capo di un movimento islamico che sta "ripulendo" i territori cosiddetti palestinesi dai cristiani e l'erede del cesaropapismo zarista che usa spregiudicatamente il cristianesimo ortodosso come instrumentum regni. A tal punto si spinge l'incoerenza di Bergoglio, da ignorare perfino il grido di dolore che sale verso Roma dai cattolici ucraini, tra i più fermi oppositori dell'aggressione russa, i quali da più d'un anno gli chiedono, invano, di condannare l'invasione del loro Paese, le stragi di civili innocenti, la "pulizia etnica" dell'Ucraina orientale dalla presenza cattolica. La verità è che la Chiesa bergogliana - ahi, quanto diversa da quella di Wojtyla e Ratzinger! - è terribilmente, cinicamente coerente, non con quanto dice a parole, ma con ciò che Papa, vescovi, cardinali e molti preti hanno nel cuore: la dura, sorda, ostinata opposizione nei confronti dei princìpi di libertà, uguaglianza, democrazia e rispetto dei diritti umani che sono il portato più nobile della Modernità, e quindi l'odio verso quei Paesi - gli Stati Uniti d'America, dolce terra di libertà nonostante il rincitrullimento causato dal filoislamico Obama, e Israele, unico Stato democratico in un Medio Oriente schiavo di tiranni e dittatori laici e teocratici - che di quei sacri princìpi si sono sempre fatti portatori e difensori.

La prova? Bergoglio dice che la Chiesa e la Russia di Putin vogliono difendere il matrimonio e la famiglia dagli attacchi della lobby gay appoggiata dagli USA; ma in realtà la Chiesa difende un modello di famiglia patriarcale e misogino, in cui - come accade, non a caso, sia nei Paesi islamici che in Russia - la moglie è sottomessa, è schiava del marito, il quale può picchiarla, sfregiarla con l'acido, persino ucciderla restando impunito. Non a caso, con il prossimo Sinodo dei vescovi il Vaticano si prepara a concedere il diritto di accostarsi all'Eucaristia anche ai divorziati risposati, come avviene già nei Paesi di religione cristiana ortodossa; quindi la Chiesa bergogliana, per la prima volta nella sua storia bimillenaria, si appresta a riconoscere ai mariti cattolici anche il diritto di ripudiare le proprie mogli e di prendersi altre donne, come già fanno gli uomini ortodossi e quelli musulmani, con tanti saluti al principio di uguaglianza fra uomo e donna sancito dalla Bibbia, là ove dice che la donna fu tratta, non dalla testa dell'uomo per essergli superiore, né dai piedi per essergli schiava, bensì «dalla costola dell'uomo» per essergli sua pari!

Un'altra prova? Pochi giorni fa Bergoglio si è augurato che riprenda e giunga a «felice conclusione» il processo canonico di beatificazione di un religioso francese, tale padre Léon Gustave Dehon, morto nel 1925, il quale, molti anni prima che Hitler prendesse il potere in Germania e avviasse lo sterminio di 6 milioni di Ebrei, in molti scritti sostenne che gli ebrei erano «assetati di denaro», che «la bramosia del denaro [era] un istinto della loro razza», definì il Talmud «un manuale banditesco, corruttore e distruttore della società», e suggerì di rendere gli ebrei riconoscibili con particolari contrassegni, di mantenerli chiusi nei ghetti, di escluderli dalla proprietà terriera, dalla magistratura e dall’insegnamento; questo campione di antisemitismo, portato a modello da siti fondamentalisti islamici come Radio Islam, Bergoglio vuol far diventare beato e proporre ai fedeli come esempio di persona che avrebbe esercitato le virtù cristiane in grado "eroico", mentre Benedetto XVI nel 2005 aveva bloccato il processo canonico proprio a causa delle polemiche sull'antisemitismo di Dehon! Non a caso, dunque, la Chiesa di Bergoglio si è alleata da una parte con la Russia dominata dal tiranno Putin, ove gli episodi di antisemitismo si moltiplicano ogni giorno, e dall'altra con il sedicente "Stato di Palestina" che vuole distruggere lo Stato di Israele, occupare tutta la terra dal mare Mediterraneo al fiume Giordano, e sterminare tutti gli ebrei del mondo: a determinare le alleanze della Chiesa è sempre l'odio verso la Modernità e il Progresso, di cui il popolo ebraico è considerato (non a torto) come il principale agente storico.

Ma la prova definitiva, inoppugnabile, dell'antimodernismo oscurantista della Chiesa "mondana" guidata da Bergoglio, è la sua opposizione al progetto mondialista di unificare il genere umano in un solo Stato mondiale, e il suo favore invece verso una divisione del pianeta in una pluralità di «grandi spazi» culturalmente e "spiritualmente" omogenei: un'Europa cattolico-protestante, una Grande Madre Russia ortodossa estesa da Kiev a Vladivostok, l'Ummah islamica, una Grande Cina confuciana che eserciti la sua egemonia sul Giappone e su tutto il Sud-est asiatico, l'Africa subsahariana animista e tribale, un'America "indiolatina" che strappi agli Stati Uniti le regioni abitate da immigrati cattolici e lasci agli anglosassoni bianchi e protestanti solo il Middlewest e la costa orientale, al massimo... È la solita, antica avversione nei confronti di un Impero universale che qui riprende vita, dopo che Giovanni Paolo II il Grande aveva guidato la Chiesa ad allearsi con l'America di Ronald Reagan, il Precursore dell'Impero mondiale, nella lotta di liberazione dal comunismo - un'alleanza di cui noi mondialisti, senza falsa modestia, portiamo il merito, come spiegammo già nel nostro scritto "Origini del Mondialismo" -; la stessa avversione che nel Medioevo spinse i pontefici a condurre una sorda guerra di logoramento contro il Sacro Romano Impero, al solo scopo di conservare l'egemonia sulla penisola italiana, e che sempre ha spinto la Chiesa a opporsi a qualsiasi tentativo di unire il genere umano sotto una sola autorità politica, allo scopo di rimanere la sola istituzione sovranazionale e di continuare a detenere una funzione di arbitro fra gli Stati.

Tutti questi argomenti, e molti altri che potremmo addurre, dimostrano a sufficienza che la Chiesa guidata da Jorge Mario Bergoglio, a dispetto dei suoi anatemi contro la "mondanità", è assolutamente, ostinatamente e pervicacemente "mondana" e lontana da Dio nel suo voler allearsi con il tiranno Putin e con l'Islam fondamentalista, terrorista e assassino contro gli Stati Uniti d'America e lo Stato di Israele, unici difensori rimasti dei sacri princìpi di libertà, democrazia e rispetto dei diritti dell'uomo che discendono dalla natura degli esseri umani, maschi e femmine insieme, quali esseri razionali creati a immagine di Dio, e dalla distinzione posta dal Signore Gesù Cristo fra le «cose di Dio» e le «cose di Cesare», fra la sfera religiosa e quella secolare e politica. Per questo noi del Partito Mondialista continueremo sempre a lottare, con la parola e con la spada, al fianco di Israele e degli Stati Uniti d'America, per la difesa dell'Occidente dall'aggressione dell'Orso russo e del fondamentalismo islamico, e per la creazione di un solo Stato o Impero mondiale che superi le vetuste sovranità etno-nazionali, abbatta tutti i tiranni e i dittatori laici e teocratici, e assicuri finalmente per tutti gli individui umani, maschi e femmine, il rispetto dei sacri diritti alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. Quando questa nobile missione sarà stata portata a compimento, ogni uomo e donna sarà libero di adorare Dio secondo il dettame di una retta coscienza, nel rispetto dell'ordine pubblico e degli altrui diritti a credere diversamente, e anche la Chiesa di Cristo, liberata dall'ansia "mondana" del potere, godrà del diritto di annunciare il Vangelo senza subire persecuzioni e senza dover stringere compromessi con i tiranni.

  Sigillum Triplex

annuit coeptis

 

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