1
 

chi uccide eluana È nostro nemico

 

Eluana Englaro

 

(7/2/2009) Quando l'Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire", dopo aver deliberato la fondazione del Partito Mondialista quale suo ramo esecutivo nel congresso del 3 aprile 2005, aprì un sito Internet dedicato agli Italiani - nella consapevolezza che questo Paese è, nell'attuale momento storico, "frontiera avanzata nella lotta fra mondialismo e antimondialismo", come titolava il nostro primo editoriale - la nostra precisa scelta editoriale fu di non dare spazio a vicende esclusivamente localistiche, alla cronaca provinciale e alla piccola politica politicante, a meno che tali vicende legate a un particolare territorio non assumessero, per loro natura, una valenza universale; a meno che esse non divenissero una sorta di "indicatore" della strada che tutta l'umanità sta percorrendo verso l'unificazione in un solo Impero mondiale che abolisca tutte le discriminazioni fra gli uomini. Per questo abbiamo dedicato un editoriale all'ondata di stupri etnici commessi da islamici contro donne italiane e abbiamo riportato con accuratezza le notizie relative alla tragica e ingiusta morte di Hina Saleem, la giovane di origine pakistana barbaramente assassinata dal proprio padre e dai propri fratelli perché voleva vivere come una normale ragazza occidentale, come le proprie amiche e compagne di studio e di lavoro, e amare senza barriere un giovane occidentale; per questo ci siamo occupati del rapimento del giornalista Mastrogiacomo e dell'uccisione delle sue guide afghane, i giusti Sayed e Adjmal, da parte dei crudeli e vili talebani; per questo abbiamo celebrato la cacciata dal governo dei filoterroristi Prodheini e Dalemah che avevano asservito l'Italia ai seguaci di Bin Laden, e con la medesima obiettività abbiamo stigmatizzato il servilismo dell'attuale primo ministro Berlusconi ai tiranni Gheddafi e Putin. Per lo stesso motivo oggi non possiamo tacere di fronte al tentativo che in questi giorni viene portato avanti da una coalizione di medici, opinionisti e politicanti di far morire di fame e di sete ELUANA ENGLARO, la donna che si trova in stato vegetativo dal 1992 in seguito a un incidente automobilistico; perché la sua barbarica uccisione costituirebbe la negazione dell'idea di diritto, di Occidente e di civiltà universale che guida la nostra opera di mondialisti.

Molti più autorevoli di noi hanno già denunciato e demistificato la montagna di falsità propagandate in questi mesi da medici che hanno tradito il giuramento di Ippocrate e da giornalisti che hanno prostituito la loro professione per ideologia. Gli Italiani privi di paraocchi sanno già che Eluana è viva, è un essere umano vivente che la notte dorme, la mattina si sveglia, ha il ciclo mestruale come ogni donna, in 17 anni non ha mai assunto neppure un antibiotico perché non ha mai sofferto di alcuna malattia, qualche mese fa è guarita da sola da una emorragia cerebrale per la quale non ha ricevuto nemmeno una trasfusione di sangue, e soprattutto non è collegata ad alcun macchinario di sostegno vitale. Sanno benissimo, gli Italiani senza paraocchi, che Eluana è stata nutrita e dissetata per anni dalla madre come qualsiasi essere umano, mangiando e bevendo con la bocca, e che poi è stata alimentata e idratata con un sondino naso-gastrico per volontà del padre, Beppino Englaro, allo scopo di risparmiare tempo e fatica (e forse, aggiungiamo noi, per accreditare la tesi che la propria figlia dipendesse dalle "macchine" per vivere e dovesse quindi essere "liberata" con l'eutanasia come sta avvenendo ora). Sanno benissimo che il cosiddetto "stato vegetativo" in cui si trovano Eluana e molte migliaia di persone come lei non è affatto irreversibile, e che anzi, proprio pochi mesi fa, un'équipe di medici italiani è riuscita a ridestare una giovane donna come Eluana ad uno stadio di semicoscienza stimolando la sua corteccia cerebrale con impulsi elettrici trasmessi da microelettrodi impiantati nel cervello; giustamente il primo ministro Berlusconi - il quale per una volta ha meritoriamente rotto il suo tradizionale silenzio su temi eticamente "sensibili" - ha ricordato che la scienza contemporanea fa ogni giorno passi da gigante in questo settore, e che tra qualche anno persone come Eluana potrebbero essere riportate ad una vita di relazione quasi normale.

In questa sede ci interessa mettere in evidenza come i falsi argomenti portati a sostegno della richiesta di far morire Eluana di fame e di sete siano in assoluto contrasto con la nostra visione del mondo e dell'uomo. Qui non si tratta di tirare in ballo complotti giudaico-massonici e sinarchie finanziarie, cattolici contro protestanti e atei. La verità è che la nostra civiltà occidentale ha conquistato il primato su tutte le altre culture della Terra perché ha preso sul serio una verità fondamentale, che tutte le altre culture hanno intravisto ma mai assunto in tutte le sue conseguenze: nessun uomo è un'isola. Coloro che vogliono per Eluana una morte "dolce" - che in verità sarebbe atrocissima, con le labbra che si spaccano, i polmoni che si seccano, le viscere agitate da spasmi incontrollabili, le cellule cerebrali che si scaldano fino a morire - partono da una visione dell'uomo come individuo solitario, che deve contare solo su se stesso per farsi largo nella jungla del mondo, per prevalere in quella lotta di tutti contro tutti che sarebbe la vita; per questo egli dovrebbe mantenere il proprio corpo e la propria mente sempre in perfetta efficienza, e quando, come è destino che avvenga, lo scorrere del tempo o l'insorgere di una malattia lo privino della possibilità di rendere una performance ottimale, a quell'uomo, a quella donna non rimarrebbe altro che farsi da parte, morire "con dignità" per lasciare spazio a nuovi individui più efficienti. Guai a mostrare le proprie debolezze al mondo, guai ad affidarsi alle cure dei propri simili! I vecchi, i malati incurabili, gli handicappati sono un peso per i parenti e per la società: meglio che si levino di mezzo da soli, o si facciano aiutare se non ne hanno il coraggio. Era questa la visione del mondo e dell'uomo degli Spartani, che abbandonavano alle bestie i neonati deformi; era questa la visione dei primi Romani, i quali invitavano caldamente gli ultrasessantenni a gettarsi dalla rupe Tarpea; era questa la visione dei nazisti che hanno eliminato nelle camere a gas decine di migliaia di bambini disabili, malati e invalidi di guerra, spesso consegnati ai carnefici dalle stesse famiglie plagiate da una martellante propaganda mediatica.

La nostra visione del mondo e dell'uomo è radicalmente diversa. Per noi mondialisti ogni essere umano ha un diritto intangibile alla vita, alla libertà e alla ricerca di una felicità e di una pienezza senza fine. La malattia, il dolore, la vecchiaia e la morte costituiscono certamente dei limiti a questa ricerca di vita, di felicità e di pienezza; ma l'uomo, come abbiamo detto sopra, non è un'isola solitaria nel gran mare dell'esistenza. Nessuno di noi nasce per propria volontà; ognuno di noi riceve la vita come un dono e viene al mondo inserendosi in una rete di relazioni: con i propri genitori, con la propria comunità di nascita, con tutto il genere umano presente, passato e futuro. La religione cristiana spiega questo mistero facendolo risalire alla natura trinitaria di Dio, Creatore dell'universo e della vita: Dio non è un solitario, ma è relazione tra Persone, e quindi ogni uomo, nella relazione con i propri simili, può in qualche modo attingere la pienezza di vita e di felicità che è propria di Dio, a prescindere dalla propria fede o mancanza di fede. Per questo nella sofferenza, nella vecchiaia e nella morte l'uomo può e deve trovare sostegno nei familiari, negli amici, in medici votati alla salvaguardia della vita e non alla promozione della morte; per questo ogni uomo ha il dovere di dare sostegno a chi è nella sofferenza, nella vecchiaia e nell'agonia della morte; e per questo la vita, la vita fisica, la vita del corpo che ognuno di noi riceve senza averlo chiesto va difesa contro ogni pretesa di controllo totalitario dello Stato o della società, perché essa è il fondamento di qualsiasi concetto di "dignità" o di "qualità" della vita, e non ci può essere difesa della "dignità" della vita senza difesa della vita biologica di ogni essere umano.

Per questo motivo la civiltà ebraico-cristiana ha costruito in tutta l'Europa medievale orfanotrofi per gli "innocenti" e ospedali per gli "incurabili". E per questo motivo noi mondialisti ci battiamo e ci batteremo per la salvezza della vita di Eluana Englaro e di tutti i disabili, i comatosi e i malati terminali della Terra, e consideriamo nostri nemici tutti i medici assassini, gli opinionisti ideologizzati e i politicanti ipocriti che vogliono la loro eliminazione. Perché la difesa della loro vita è per noi il presupposto indefettibile di quella coscienza globale del rispetto dell'uguale diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità per tutti gli esseri umani per la cui diffusione l'Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire" e il suo ramo esecutivo, il Partito Mondialista, vuole la creazione di un Impero mondiale, di uno Stato universale e senza esclusioni per uomini e donne che fanno parte di una sola grande società o famiglia, come hanno insegnato i Papi da Pio XII a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI. Per questo, chi uccide Eluana è avvertito: è nostro nemico.

 

annuit coeptis

 

*****************************************************************************

 

Indietro