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Brexit vince, allelujah !

 

 

(24/06/2016) In ebraico la parola Hallelujah vuol dire "lodate Dio"; e davvero oggi e per sempre ogni uomo integro e onesto dovrebbe, insieme a noi mondialisti, lodare a gran voce l'Altissimo per il risultato del referendum sulla Brexit, ovvero sulla permanenza o l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea. Perché come il popolo di Israele lodò Dio per averlo fatto uscire «con mano potente e braccio teso e grandi terrori» dal paese d'Egitto, dalla terra della schiavitù, così oggi ogni uomo integro e onesto dovrebbe lodare il Signore per aver dato al popolo inglese il coraggio e la forza morale di resistere alle sirene, alle minacce e agli inganni del nuovo Egitto, l'Unione Europea, e di iniziare un nuovo Esodo verso la libertà.

 

Negli ultimi mesi di campagna elettorale gli euroburocrati che da Bruxelles dominano sul Vecchio Continente le hanno tentate tutte per coartare la libera volontà del popolo britannico. Hanno offerto al'ormai ex-premier David Cameron, che aveva promosso la consultazione, una "generosa" rinegoziazione delle condizioni di adesione dell'UK ai trattati europei, facendole doni o superflui - come l'esenzione dal partecipare a "un'Unione sempre più stretta", totalmente priva di significato pratico, dal momento che la Gran Bretagna è fin dall'inizio fuori dalla Zona Euro, dal trattato di Schengen e dal Fiscal Compact - o avvelenati - come il diritto di ridurre (ridurre, badate bene, non vietare) l'immigrazione nel proprio territorio, ma solo a condizione di avere dalla propria parte la maggioranza qualificata del 55% dei parlamenti nazionali dell'UE -.

Poi Hollande, la Merkel, Juncker e perfino il tiranno filoislamico Barack Hussein Obama hanno agitato davanti agli inglesi gli spettri di una "gravissima crisi economica" in caso di vittoria del Leave, di una esclusione delle società finanziarie della City dall'operare sui mercati europei e della Gran Bretagna dalle trattative per la creazione di un mercato comune transatlantico (il TTIP), addirittura di una fine della special relationship con gli Stati Uniti d'America.

La Francia ha minacciato di eliminare qualsiasi sorveglianza sui clandestini che bivaccano a Calais, dando loro licenza di sfruttare l'Eurotunnel per invadere il Regno Unito; la Fifa ha adombrato ripercussioni negative sulla Premier League a causa delle restrizioni che i calciatori europei avrebbero subìto, e che li avrebbero spinti a preferire i club italiani, francesi, tedeschi e spagnoli.

Perfino i bookmakers inglesi sono stati coinvolti loro malgrado in questa meschina contesa: "manine" non troppo misteriose hanno puntato miliardi di dollari sulla vittoria del Remain allo scopo di far credere agli elettori che l'esito del referendum fosse ormai scontato.

L'ex-presidente della Repubblica italiano Giorgio Napolitano, in una intervista alla televisione pubblica, si è spinto a chiamare Cameron "incauto" per aver rispettato il diritto del popolo inglese di decidere del proprio futuro; e l'ex-presidente della Commissione Europea ed ex-primo ministro italiota Mario Monti ha arrogantemente affermato che il popolo britannico stava "abusando della democrazia", lui, l'ex-capo di quell'Unione Europea che ha paura di censurare i veri abusi, anzi stupri della democrazia compiuti ogni giorno dai despoti islamici in Turchia, in Iran e in tutti i Paesi ove la sharia è legge dello Stato!

E infine, quando ormai era chiaro a tutti che la vittoria sarebbe arrisa ai fautori dell'Exit, la Cia asservita ai voleri del tiranno filoislamico Obama ha sobillato e armato una testa calda, un povero patriota inglese instabile di mente, affinché uccidesse la deputata laburista Jo Cox, una filoeuropeista evidentemente considerata sacrificabile e infatti sacrificata sull'altare della "ragion di EU" per tentare di fare leva sulle emozioni dei votanti anziché sul loro vero bene.

 

Ma tutti questi inganni, tutte queste menzogne, tutti questi intrighi, tutte queste minacce alla fine sono state inutili. Il grande e nobile popolo britannico ha deciso di uscire dall'Unione Europea; ha deciso di affrancarsi dalla schiavitù di una burocrazia ottusa che pretendeva di regolare tutto, dalla curvatura dei cetrioli alla lunghezza delle aringhe; ha deciso di erigere un muro invalicabile contro l'ondata dei profughi-terroristi spalleggiati da una Sinistra che crede di aver trovato nell'Islam il nuovo "sol dell'avvenire"; ha deciso di opporsi alla gendercrazia brussellesca che pretende di cancellare la distinzione biologica tra il maschio e la femmina in nome del "diritto" di ognuno di essere come si sente, oggi uomo, domani donna e magari dopodomani cane o gatto o criceto (proprio nel Regno Unito e nei paesi scandinavi decine di migliaia di omosessuali e lesbiche con tendenze sadomaso hanno deciso da anni di abbandonare una vita da esseri umani, evidentemente considerata troppo faticosa, per vivere travestiti da cani o da felini e farsi nutrire e accudire dai loro "padroni"); e soprattutto ha detto NO alla massoneria eurocontinentale, alla massoneria franco-tedesco-italiana dei Napolitano e dei Monti, alla massoneria atea e scismatica che ha rifiutato la fede templare nel Dio Creatore e Grande Architetto dell'Universo, nell'immortalità dell'anima e nella risurrezione dei morti, nella Bibbia quale unica Rivelazione di Dio all'uomo culminata nell'Incarnazione, Morte e Risurrezione di Gesù Cristo Parola definitiva del Padre.

Il grande e nobile popolo britannico ha detto SI' al Cristianesimo quale radice religiosa e culturale dell'Occidente, quale fonte della superiorità dell'Occidente su tutti gli altri popoli che non conoscono la dignità inalienabile di ogni individuo umano creato a immagine di un Dio razionale, senza distinzioni di sesso, lingua o religione. Ha detto SI' alla distinzione naturale fra uomo e donna, distinzione biologica che non cancella la loro uguaglianza giuridica, ma la rende compatibile con la realtà concreta di esseri che non sono puri spiriti, ma esseri fatti di anima e corpo, che hanno la necessità biologica di riprodursi e la necessità antropologica di generare, allevare ed educare i figli in una famiglia composta da un padre e una madre. Ha detto SI' a una idea di Stato "leggero", liberale, che assicura il rispetto di legge e ordine e lascia liberi i cittadini di organizzare la loro vita economica e sociale secondo le proprie convinzioni, ma è inflessibile contro quelle convinzioni - come l'Islam - che sono intolleranti, aggressive e violente nei confronti dei dissenzienti. E soprattutto ha detto un SI' alto e forte al progetto mondialista di creare una unione politico-economico-militare fra Gran Bretagna, Stati Uniti d'America, Canada, Australia e Nuova Zelanda: una Anglosfera cristiana, liberale e democratica capace di opporsi all'Asse del Male islamo-russo-cinese e di fungere da pietra angolare per l'edificazione del venturo Impero mondiale dei diritti dell'uomo. Un progetto che sarà notevolmente accelerato dal prossimo anno, quando il tiranno filoislamico Barack Hussein Obama avrà lascito la Casa Bianca, e specialmente se - come noi speriamo e prepariamo - Donald Trump diventerà il nuovo Commander in Chief del popolo americano e riporterà gli USA alla consapevolezza della missione per cui li abbiamo creati.

Per questo noi mondialisti, nel genetliaco del nostro grande patrono Giovanni il Battista, il Precursore, rendiamo lode al vero Dio, il quale dà ogni forza e potere a chi sceglie liberamente, e rinnoviamo il nostro impegno nella realizzazione del Grande Progetto, il cui compimento è più vicino oggi di quando fondammo il Partito Mondialista: uno Stato universale per individui universali.

 

From Anglosphere to World Empire

  Sigillum Triplex

Advenit novus ordo seclorum

annuit coeptis

 

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