Bergoglio, eretico e antimondialista, va rimosso!

 

 

(02/10/2018) Fedeli all'aurea massima di nostro Signore Gesù Cristo: "Rendete a Cesare quel che è di Cesare, e a Dio quel che è di Dio", noi mondialisti ci siamo sinora astenuti dal commentare le affermazioni e le azioni sconsiderate compiute in questi cinque anni dall'arcivescovo di Buenos Aires Jorge Mario Bergoglio, insediatosi sul trono di Pietro con il nome di Francesco I a seguito della rinuncia all'essrcizio del munus petrinum da parte del Papa Bendetto XVI e di un conclave segnato da numerose irregolarità (di cui ha dato chiara notizia il giornalista italiano Antonio Socci con il suo libro "Non è Francesco"). Tuttavia, poiché il Cristianesimo è la religione che ha plasmato l'Occidente, gli ha dato il primato su tutte le altre culture della Terra, e legittima il nostro Grande Progetto di fondare un Impero mondiale unificando tutto il genere umano, è nostro dovere di Christifideles laici - seppure ingiustamente scomunicati - far sentire la nostra voce circa la gravissima crisi che oggi attraversa la Chiesa cattolica, così come in antico l'imperatore Costantino avvertì il grave dovere di convocare il concilio di Nicea per sedare le diatribe scoppiate tra fazioni opposte di cristiani intorno alla dottrina della divino-umanità di Gesù.

In primo luogo, dobbiamo evidenziare come la crisi della Chiesa abbia origine da un perverso circolo vizioso tra eresie dottrinali e comportamenti moralmente riprovevoli. Quando Bergoglio afferma che "Dio non è cattolico", che "le anime dei malvagi non vanno all'inferno, ma vengono semplicemente annientate", che "ci sono convivenze non matrimoniali santificate dalla grazia del matrimonio", che "non si può giudicare un omosessuale che cerca Dio", che "chi offende una religione merita un pugno in faccia", egli compie una autentica rottura rispetto al depositum fidei di duemila anni di Cristianesimo, secondo il quale:

- il Dio rivelato da Gesù Cristo, Uno nella Sua essenza e Tre nelle Persone, è il vero e unico Dio Creatore e Signore dell'Universo e dell'uomo, rendendo così false e vane tutte le altre religioni diverse da quella ebraico-cristiana;

- l'uomo è dotato di libero arbitrio ed è responsabile delle sue azioni buone o malvagie, per le quali al termine della sua vita terrena riceverà il premio eterno dell'unione paradisiaca con Dio oppure la pena eterna della separazione da Lui nell'Inferno;

- il matrimonio, quale unione vitalizia sancita dalla legge fra un uomo e una donna al fine del reciproco piacere e della procreazione ed educazione dei figli (conditio sine qua non per la perpetuazione del genere umano) è stato elevato da Gesù Cristo a sacramento, ovvero a segno visibile dell'unione fra Dio-Sposo e l'Umanità-Sposa; ragion per cui una convivenza priva del carattere matrimoniale, non solo non può godere dei privilegi e dello status specifico del matrimonio davanti alla legge degli Stati, ma non può neppure, e a maggior ragione, essere equiparata al matrimonio davanti alla legislazione della Chiesa e per quanto concerne il possesso o meno di una particolare "grazia santificante" che per la Chiesa spetta soltanto a chi è unito in matrimonio secondo il diritto canonico;

- l'omosessualità, ovvero il desiderio sessuale rivolto verso individui del proprio stesso genere, costituisce una deviazione dalla naturale inclinazione di ogni essere vivente distinto in base al sesso - come è l'uomo - verso gli individui del sesso opposto, al fine di completare la propria natura manchevole e perpetuare la specie (come insegna metaforicamente il bel mito platonico dell'Androgino, secondo il quale maschi e femmine, mortali, avrebbero tratto origine dalla spaccatura dei primi esseri umani, androgini e immortali, da parte degli déi invidiosi, spingendo ciascuna metà a ricercare il proprio corrispondente per ricreare l'unità originaria); ragion per cui gli individui omosessuali devono essere rispettati nella loro vita e incolumità psico-fisica in quanto esseri umani, devono essere aiutati - se lo vogliono - a guarire dalla loro affettività deviata per vivere una vita conforme al loro sesso biologico, ma in ogni caso i loro comportamenti non possono essere equiparati alla normale affettività tra maschi e femmine, e certamente non possono esser qualificati come "non giudicabili" da parte della Chiesa, per la quale il comportamento omosessuale è «gravemente disordinato» ed è fra i peccati che «gridano vendetta al cospetto di Dio»;

- il rispetto per tutti gli esseri umani, che professino una qualsiasi religione o che si professino atei, non può estendersi fino a considerare le "religioni" in quanto istituzioni, in quanto gruppi organizzati, intoccabili e immuni da critiche; in particolare, l'affermazione di Bergoglio suona assolutamente ridicola e scandalosa con riferimento all'Islam - che sembra essere l'unica religione la cui protezione stia a cuore al peone argentino -, una ideologia superstiziosa, antiscientifica, fanatica, intollerante, che nega la sfericità della Terra, combatte i vaccini e i medici che li portano alle popolazioni del Terzo Mondo, predica l'inferiorità delle donne, la persecuzione dei non-islamici, la guerra condotta con ogni mezzo, compresi la menzogna e l'inganno, allo scopo di assoggettare tutto il genere umano al falso dio Allah e al falso profeta e vero assassino Maometto: una simile mostruosità dovrebbe forse essere considerata, come pretende Bergoglio, alla stregua di una "madre da rispettare"?

Di fronte a queste manifeste eresie, non può destare sorpresa che il cardinale Bergoglio abbia orientato la prassi della Chiesa cattolica in senso radicalmente antimondialista. Per la neo-Chiesa bergogliana non esistono più i peccati dell'aborto, del divorzio, dell'omicidio e dell'eutanasia, e anche la pedofilia e la pederastia all'interno dei seminari sono state derubricate a "questioni amministrative" da risolvere nell'ombra; ciò in quanto essa, come detto prima, ha messo in soffitta la propria bimillenaria dottrina su Dio, sulla natura umana e sul peccato. Per Bergoglio esiste solo il peccato di "omessa accoglienza degli immigrati", ai quali vorrebbe fossero spalancate le frontiere degli Stati e le porte delle case, ai quali vorrebbe fossero riservati tutti i diritti e tutte le risorse economiche che non vengono riconosciuti ai cittadini, fino a conceder loro di organizzarsi in comunità segregate e parallele, con proprie leggi contrarie alle leggi degli Stati che dovrebbero accoglierli (come ad esempio in materia di poligamia e di infibulazione). Per questo ha esteso il rito della lavanda dei piedi del Giovedì Santo ai musulmani, e per questo nelle chiese europee e americane le omelie sono divenute un monotono invito ad "accogliere gli immigrati"; per questo Bergoglio ha sempre mantenuto uno stolido silenzio davanti alle persecuzioni dei cristiani in Medio Oriente; per questo egli non ha mai voluto condannare gli attentati terroristici compiuti dai musulmani, giungendo anzi ad affermare, con supremo sprezzo del ridicolo, che "ci sono fondamentalisti in tutte le religioni", come se non fosse chiaro ed evidente a tutti che le stragi dell'11 settembre, di Madrid, Londra, Casablanca, Nizza, Bali e Mumbai non sono state perpetrate né da buddisti né da atei e tantomeno da cristiani, bensì sempre e soltanto da musulmani. Eppure a questi musulmani, a questi nemici del genere umano Bergoglio ha aperto le porte della Chiesa, giungendo a omaggiare l'arciassassino palestinista Abu Mazen con il titolo di "Angelo della Pace", come quello che apparve ai pastorelli di Fatima!

Per tutti questi motivi, noi mondialisti condanniamo Jorge Mario Bergoglio in quanto eretico e antimondialista, e faremo tutto ciò che è in  nostro potere per rimuoverlo dal trono di Pietro e rimettere al suo posto il legittimo Papa Benedetto XVI, al fine di salvare la Chiesa cattolica dalla gravissima crisi dottrinale e  morale che sta attraversando e permetterle di essere di nuovo luce e guida per l'Occidente nella sua missione di unificare il genere umano in un solo Stato mondiale federale e liberaldemocratico, in cui l'autorità religiosa e quella politica possano tornare ad essere i «due soli» che illuminano la vita degli uomini e delle donne in questo mondo e nell'eternità.

 

Sigillum Triplex

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

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