Contro l'Islam assassino ci vogliono rimedi estremi

 

 

(21/11/2015) Gli avvenimenti delle ultime settimane mostrano ormai chiaramente a chiunque non sia accecato dai fumi dell'ideologia che L'iSLAM HA DICHIARATO GUERRA A TUTTO IL GENERE UMANO, e che il genere umano ha davanti a sé solo due strade: o sceglie di sottomettersi all'islam assassino e di vivere una vita da dhimmi, da schiavi in balia dei seguaci del falso dio Allah e del falso profeta Maometto, oppure decide, una volta per tutte, di difendersi adottando tutte le misure necessarie a sconfiggere chi vuole sterminarlo.

1) In primo luogo, come in ogni guerra dal principio della storia umana, è necessario compattare il cosiddetto "fronte interno". Ciò implica la necessità di formare una coalizione planetaria di tutti i popoli che non vogliono sottomettersi all'Islam assassino di matrice sunnita autore dei recenti attacchi terroristici a Parigi e Bamako: Stati Uniti d'America e Israele, Europa, India, Giappone, Australia e Nuova Zelanda, ma anche Russia, Cina e l'Iran dominato dalla teocrazia sciita dovranno mettere da parte le loro rivalità politico-economico-religiose e combattere insieme contro il Califfato. Dovranno bombardare a tappeto Raqqa, Mosul e le altre città in mano ai seguaci di al-Baghdadi, con bombe e missili di ogni tipo, distruggere caserme, centri di comando, strade e vie di comunicazione, pozzi petroliferi, raffinerie e depositi, senza escludere l'uso di alcuna arma, compresa la bomba atomica. Del resto, nel 1945 gli Americani non furono forse costretti a incenerire nel fuoco nucleare Hiroshima e Nagasaki per convincere Hirohito e la sua casta di guerrafondai ad arrendersi, e risparmiare così le vite di decine di migliaia di soldati statunitensi e di centinaia di migliaia di civili nipponici che altrimenti sarebbero state sacrificate nella conquista di tutto il territorio del Giappone, in uno stillicidio di combattimenti casa per casa? Ebbene, adesso il pericolo per tutto il genere umano è ben più grave di quello costituito dal Giappone 70 anni fa, pertanto l'uso dell'arma atomica per sconfiggere il Califfato sanguinario non può essere esclusa a priori.

2) Ma non basterà distruggere lo Stato Islamico per sventare il pericolo costituito dall'Islam sunnita: come si è visto nelle strade di Gerusalemme, a Parigi e a Bamako, ma anche in precedenza a Madrid e Londra, a Bali, Bangkok, Mumbai e in tutti i luoghi colpiti dal terrorismo islamico - a partire da New York e Washington, martirizzate l'11 settembre 2001 -, gli islamici sunniti sono un miliardo di fanatici disposti a tutto per imporre la loro ideologia di morte su tutto il pianeta, sono pronti a farsi esplodere sugli autobus e nei teatri, a sparare a caso su persone innocenti nei ristoranti e nelle sale da concerto, ad avvelenare le riserve idriche, ad usare armi chimiche, batteriologiche e nucleari allo scopo malvagio e abietto di uccidere il maggior numero possibile di non-islamici. Per fermarli sarà necessario limitare fortemente, se necessario annullare le libertà di tutti i musulmani residenti in Paesi non-islamici: essi dovranno venire internati tutti in campi di prigionia, così come avvenne per gli Italiani, i Tedeschi e i Giapponesi residenti in Inghilterra e negli Stati Uniti d'America durante la seconda guerra mondiale, perché il pericolo, lo ripetiamo ancora una volta, il pericolo di sterminio per tutto il genere umano è molto più grande oggi di quanto lo fosse 70 anni fa. Inoltre tutte le spie, tutti i traditori, tutti coloro, islamici e non-islamici, che collaboreranno con il nemico in qualsiasi modo, compiendo attentati terroristici, sabotando l'economia e la vita sociale dei Paesi della coalizione anti-sunnita, o diffondendo propaganda a favore del nemico, dovranno essere passati per le armi.

3) Infine, i Paesi islamici a maggioranza sunnita, a partire dall'Arabia Saudita, Quatar, Kuwait e le altre monarchie della penisola arabica che attualmente finanziano il Califfato, e quindi il terrorismo, con i provneti della vendita del petrolio, dovranno essere posti davanti a una scelta: o romperanno i loro legami, le loro complicità, le loro alleanze con il Califfato, cessando ogni finanziamento e ogni fornitura di armi ai terroristi e aderendo alla Coalizione, oppure dovranno subire lo stesso trattamento del Califfato e dei suoi seguaci, dovranno anch'essi venire attaccati, sconfitti e distrutti.

Noi mondialisti sappiamo bene che non tutti coloro i quali oggi combattono contro il Califfato sunnita sono animati da ideali di libertà, democrazia e rispetto dei diritti umani: sappiamo bene che il tiranno Putin sta combattendo il Califfato con lo scopo, neppure troppo nascosto, di mantenere al potere il macellaio Assad per imporre la propria egemonia sul Mediterraneo, utilizzando le basi navali siriane, e che l'Iran dominato dalla teocrazia sciita brama di vendicarsi della sua secolare sottomissione ai sunniti (che costituiscono il 90% di tutti gli islamici del mondo) e di mettersi alla testa della jihad contro l'Occidente. Ma sappiamo pure che le necessità belliche richiedono di stringere alleanze con tutti i nemici del proprio nemico: come 70 anni fa Churchill e Roosevelt strinsero alleanza con Stalin per sconfiggere l'Asse Roma-Berlino-Tokio, così oggi è necessario che l'Europa e gli Stati Uniti d'America - una volta che questi ultimi si saranno sbarazzati del tiranno filoislamico Barack Hussein Obama e si saranno dati un Comandante in Capo degno di tal nome - si alleino con il grande tiranno Putin e con i suoi vassalli Khamenei e Assad, come pure con i mandarini del Partito Comunista Cinese, per sconfiggere l'Armata della Morte sunnita.

Dopo che questo grande pericolo sarà stato sventato, dopo che il Califfato sarà stato distrutto, al-Baghdadi ucciso con tutti i suoi seguaci, e i sunniti di tutto il pianeta pacificati o neutralizzati in un modo o nell'altro, allora l'Occidente potrà e dovrà rivolgere le proprie armi e i propri eserciti contro l'Asse del Male Mosca-Pechino-Teheran, per liberare i nobili popoli di Russia, di Cina e di Persia dalla loro schiavitù e miseria materiale e spirituale, e creare finalmente l'Impero mondiale che assicurerà pace, prosperità, libertà e giustizia per tutti. Ma ogni grande costruzione destinata a durare nei secoli non si realizza in un solo giorno. Oggi è il tempo di combattere il Califfato e i sunniti. Ad ogni giorno basta la sua pena.

 

Annuit Coeptis

 

 

*****************************************************************************

 

Indietro