neda, un anno dopo

 

 

(20/6/2010) Un anno fa, il 20 giugno 2009, durante una manifestazione spontanea nella quale il popolo persiano contestava le elezioni presidenziali truccate che avevano confermato il folle Mahmoud Ahamadinejad - l'odiatore di Israele, il fanatico che sogna il ritorno del Mahdi e la fine del mondo - uno squadrista del regime tirannico degli ayatollah appostato sul tetto di un edificio in via Kargar ha sparato intenzionalmente a una ragazza di 27 anni colpendola al cuore. La ragazza è morta dopo due minuti di atroce agonia, con il petto squarciato, soffocata nel suo stesso sangue, fra le urla di dolore e le lacrime del suo amico Hamid Panahi e di quanti avevano tentato invano di soccorrerla. Quella ragazza si chiama Neda Agha Soltan.

In questi dodici mesi su Neda si è detto e scritto di tutto. Si è detto che Barack Hussein Obama abbia pianto nello Studio Ovale dopo aver visto su YouTube il video ripreso dai manifestanti, con le immagini di Neda stesa sull'asfalto, gli occhi aperti, il sangue che le esce a fiotti dalla bocca; di certo la commozione non ha impedito al vigliacco Obama di tendere più ramoscelli d'ulivo al regime assassino e alla sua Guida Suprema, l'ayatollah pedofilo Ali Khamenei. La rivista americana "Time" ha definito l'episodio «la morte in diretta più vista della storia dell'umanità»; ma "Time" è la stessa rivista che nel 2007 ha messo in copertina come «uomo dell'anno» il cekista Vladimir Putin, omicida di giornalisti e dissidenti e ricattatore di popoli. Migliaia di persone hanno manifestato nelle piazze d'Occidente in memoria di questa ragazza normale che aveva abbandonato gli studi di teologia e filosofia perché non sopportava l'obbligo di indossare il chador, che voleva diventare una cantante, che nella sua stanza teneva il poster di Mark Knopfler dei "Dire Straits", che leggeva "Siddharta" e "Cime tempestose" nonostante la censura; eppure molti occidentali, anche ragazzi e ragazze della sua età, hanno diffuso su Internet falsità abominevoli, hanno costruito teoremi complottistici sulla "tempestiva" presenza di una videocamera sul luogo del suo martirio, l'hanno dipinta come una perfida agente della CIA che avrebbe simulato la propria "morte" con l'aiuto di un complice che le avrebbe spruzzato sul volto del liquido rosso.

Questo è il prezzo della libertà: in Occidente la Rete è stata usata per infangare la memoria di una ragazza che manifestava per difendere i suoi diritti, i diritti di tutte le donne persiane costrette a nascondere il proprio corpo quando escono di casa, i diritti di tutti i giovani che non possono riunirsi per una festa privata senza temere le irruzioni della polizia; in Iran il Web libero è un sogno, centinaia di siti Internet sono stati oscurati dal regime, 37 giornalisti sono tuttora detenuti, un centinaio ha lasciato il Paese, tutti i giornali non allineati sono stati chiusi. Ad ogni modo, se ne avete il coraggio, guardate ora il famoso video, il video che i sostenitori di Ahmadinejad e della Repubblica Islamica Iraniana antagonista del "Grande Satana" a stelle e strisce e della "entità sionista occupante la Palestina" vogliono far passare per taroccato; guardatelo, e decidete voi se questa morte è verità o menzogna:

 

Dopo il martirio di Neda il regime ha vietato di celebrare i suoi funerali in una moschea; quando un imam si è offerto di celebrare le esequie, una squadraccia di basiji in motocicletta (le milizie paramilitari) ha fatto irruzione e aggredito i presenti con spranghe e coltelli; la famiglia di Neda è stata costretta a cambiare casa, e sgherri di Ahmadinejad hanno tentato di corrompere con denaro i suoi parenti per far loro confessare falsamente che la ragazza era stata uccisa dai dimostranti anti-regime; la sua tomba è stata profanata, la lapide divelta e crivellata di colpi d'arma da fuoco. In questi dodici mesi il regime che ha assassinato Neda ha ucciso per le strade più di 70 dimostranti che chiedevano libertà e democrazia, ha impiccato 7 giovani come lei, arrestato più di 800 uomini e donne che ogni giorno vengono stuprati, torturati e uccisi nelle carceri iraniane. Il vigliacco Obama e gli altri governanti dell'Occidente, vigliacchi come lui, fingono di approvare sanzioni contro l'Iran per fermare il folle progetto degli ayatollah di costruirsi la bomba atomica con l'aiuto di Russia, Cina e Corea del Nord, ma lo fanno quasi scusandosi di tanto ardire. Nessuno di costoro pensa anche solo per scherzo di appoggiare i membri dell'Onda Verde che anche oggi sfideranno le milizie basiji, men che mai di attaccare l'Iran per deporre i mullah omicidi come è stato fatto sette anni fa con Saddam Hussein: Teheran ha troppi protettori potenti a Mosca e Pechino, gli Stati Uniti d'America sono un gigante azzoppato dalla crisi economica e senza fiducia in se stesso, migliaia di no-global e black-blockers metterebbero a ferro e fuoco le città gridando "Iran libero! Yankee go home! Morte a Israele! Un altro mondo è possibile!". Per parte nostra noi mondialisti, a modo nostro e con i nostri mezzi, continueremo a sostenere le lotte e i sacrifici di quanti, come Neda Agha Soltan, combattono e muoiono per costruire, in Persia come in Arabia Saudita, in Russia come in Cina, in Birmania come in Corea del Nord, uno Stato di diritto e una società civile che garantiscano e difendano i diritti di tutti, uomini e donne, cristiani, ebrei, musulmani, indù o atei che siano, alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità.

Un anno dopo il nome di Neda (che in lingua farsi vuol dire "messaggio") risuona ancora di giorno nelle strade e nelle piazze di Persia, e di notte le voci degli abitanti di Teheran e Isfahan rimandano da un tetto all'altro il suo messaggio di libertà. Un anno dopo, Ahmadinejad è un morto che cammina. Neda vive.

 

neda vive !

rialzati, popolo di persia,

e combatti per la tua libertà !

a morte ahmadinejad !

a morte khamenei !

a morte tutti gli ayatollah e i mullah !

annuit coeptis

 

 

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