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ISRAELE COMBATTE PER NOI

 

(20/7/2006) La guerra di Israele contro il fondamentalismo assassino incontra ostacoli di cui solo un ingenuo potrebbe meravigliarsi: è noto a tutti – anche alle cancellerie della Vecchia Europa che ancora rifiutano di inserire Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroristiche, e persino a Prodi, l’«amico degli arabi» – che il regime iraniano degli ayatollah ha dato in subappalto da anni al partito del falso Dio e al suo compare di Gaza (Hamas) l’esecuzione di attentati contro la popolazione civile israeliana. Gli attacchi condotti attraverso tunnel sotterranei con il rapimento e l’uccisione di soldati e coloni, come pure i lanci di missili di fabbricazione cinese forniti da Teheran, da un lato costituiscono uno sviluppo meramente quantitativo del progetto criminale, annunciato dal folle Ahmadinejad, di estirpare dal corpo della Umma il “corpo estraneo piantato dall’Occidente”; dall’altro dimostrano al di là di ogni ragionevole dubbio l’esistenza di quell’«asse del male» che, da Pyongyang a Pechino, da Mosca a Teheran, da Damasco a Cuba, desidera con tutte le sue forze distruggere la società liberale e prospera, fondata sul patrimonio di fede ebraico-cristiano, che costituisce il prodotto e il vanto della civiltà occidentale.

Lo scopo perseguito da questo asse di forze maligne – al quale prestano interessato sostegno sia i pavidi governanti europei, ormai avvezzi al ruolo di tesorieri dei dittatori, sia (e spiace dirlo) quei settori retrogradi della diplomazia vaticana che vogliono conservare alla Chiesa il ruolo di unica autorità universale – è impedire la costituzione di una società civile cosmopolitica, in cui sia bandita ogni discriminazione fondata sulla razza e sulla religione, in cui non ci sia più differenza tra chi è al di qua o al di là di un determinato confine, tra chi è “dentro” e chi è “fuori” di questo o quel gruppo; una società universale, in cui ad ogni individuo sia garantita la possibilità di sviluppare liberamente i propri talenti per il progresso materiale e spirituale dell’intera umanità. Le prove che oggi subisce Israele, del resto, sono identiche a quelle che ha sofferto e soffre il popolo degli Stati Uniti d’America dall’11 settembre 2001; è il destino della cittadella sul monte, essere assediata da barbari che vogliono soffocare la sua luce.

Ma la Storia, maestra di vita, insegna che ogni scontro affrontato dai fautori dell’apertura contro i servi della chiusura etnicistica si è risolto con la sconfitta dei tiranni e con un’estensione della libertà e del benessere a sempre nuovi ceti, a sempre nuovi popoli. Così è avvenuto con la disfatta del Terzo Reich e la rovina della casta militare giapponese, così è avvenuto con l’implosione dell’Urss e il crollo dei regimi comunisti nell’Europa orientale; così avverrà anche in futuro – un futuro lontano, ma certo – quando le forze unite dei popoli fratelli, Israele e USA, condurranno a termine con successo le quattro guerre mondiali contro le potenze della Terra di Mezzo (Islam, Cina, Russia, Europa) e sanciranno la nascita di un Impero mondiale, l’unica entità politica capace di assicurare pace, libertà e giustizia per tutti.

L’Associazione Internazionale “New Atlantis for a World Empire” e il suo ramo esecutivo, il Partito Mondialista, rinnovano la loro solidarietà alle democrazie di USA e Israele impegnate nella lotta per la liberazione del mondo e confermano la ferma volontà di continuare a operare, in applicazione delle determinazioni adottate nel Convegno di Roma del 3 aprile 2005 e pubblicate nel nostro Manifesto, con la parola e con tutti gli altri mezzi LEGALMENTE VALIDI, per il perseguimento di questo nobile scopo.

 

Israel Coat of arms

ANNUIT COEPTIS

 

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