ISRAELE AGGREDITO DALLA SANTA ALLEANZA

EURABIA-RUSSIA-VATICANO

 

(14/7/2006) Gli eventi che si succedono da due settimane in Medio Oriente rivelano a chi li osservi con animo scevro da pregiudizi l'esistenza di una Santa Alleanza antiebraica, antiamericana e in ultima analisi antimondialista, ormai ben rodata e che agisce di concerto per distruggere la libertà.

L'Iran degli ayatollah pedofili e del fanatico Ahmadinejad, per distogliere l'attenzione della comunità internazionale dai suoi feroci progetti di armamento atomico, ha scatenato i suoi mastini Hamas e Hezbollah contro lo Stato di Israele, "colpevole" di essere un avamposto della parte migliore dell'Occidente: quella liberale e democratica, fedele agli immortali princìpi della Dichiarazione di Indipendenza americana. L'offensiva scatenata dall'esercito di David prima nella striscia di Gaza e ora anche in Libano è la legittima reazione di un popolo civile e pacifico che in sessanta anni ha visto morire migliaia di suoi figli per mano di prezzolati assassini - gli atleti trucidati a Monaco nel 1972, l'anziano paralitico Leon Klinghofer giustiziato sulla Achille Lauro nel 1985, i giovani massacrati alle fermate degli autobus di Gerusalemme e davanti alle discoteche di Tel Aviv, i soldati uccisi a tradimento - e che oggi teme per la sorte dei suoi militari e civili presi in ostaggio, e deve ancora una volta difendersi da chi vuole un nuovo Olocausto, dagli ipocriti seguaci di Maometto che lanciano missili contro le città israeliane e li chiamano "giocattoli", che aggrediscono e si atteggiano a vittime, che si prostrano davanti ai tiranni e pretendono di dare lezioni di democrazia, che seminano nel mondo guerra e predicano pace.

Davanti a questo evidente stato di cose la vecchia, decrepita Europa ha fatto suo il teorema della "equivicinanza" del comunista D'Alema, senza spiegare (perché non era possibile spiegarlo) come si possa essere equivicini, o equidistanti, fra uno Stato liberale e democratico, guidato da un governo liberamente eletto, responsabile e rispettoso dei princìpi dello Stato di diritto, e una tribù di tagliagole quali sono i Palestinesi - non meritano infatti il nome di popolo, perché non c'è giustizia in essi; e senza giustizia, diceva sant'Agostino, un regno non è diverso da una associazione a delinquere -; ha così dimostrato che la sua condanna dell'antisemitismo è puramente formale, e che ad essa preme assai più assicurarsi il controllo e lo sfruttamento delle risorse petrolifere dei paesi islamici, anche a costo di diventare il banchiere dei tiranni e di finanziare coloro che preparano la distruzione di Israele e lo sterminio di tutti gli ebrei dell'Eurabia.

Il cekista Putin, da parte sua, si è affrettato a condannare l'«aggressione» israeliana per non perdere le sue lucrose commesse con il mandante dei terroristi, quell'Iran cui da anni fornisce armi e tecnologie nucleari.

Infine il Vaticano, dopo aver seppellito con Karol Wojtyla anche i suoi benemeriti appelli alle potenze occidentali per la salvezza delle popolazioni della Bosnia e del Kossovo minacciate di genocidio, in nome del principio rivoluzionario della "ingerenza umanitaria" (appelli raccolti, non per caso, soltanto dagli Stati Uniti d'America, che nel variare delle leadership hanno sempre levato alta la fiaccola della libertà), per bocca dell'ormai ex segretario di Stato Sodano ha tuonato – non si sa se e quanto in accordo con il Pontefice Benedetto XVI – contro la violazione della sovranità del Libano, dimenticando che la sovranità libanese non esiste più da quando l'Olp di Arafat fece di quel paese la base da cui ordire per anni dirottamenti aerei, sequestri di occidentali e attentati, da quando la Siria (alleata dell'Iran e finanziatrice del terrorismo) l'ha ridotto a un suo protettorato, e da quando gli Hezbollah filoiraniani hanno occupato posti chiave nel suo governo-fantoccio, assolutamente incapace di assicurare legge e ordine e di liberare il suo popolo dalla sudditanza nei confronti di questo Stato parallelo di assassini. La posizione di Sodano, come di molti esponenti della Curia vaticana, è il segno dell'attaccamento dei cattolici europeo-continentali a una concezione retrograda della geopolitica, quella dell'uguale sovranità di tutti gli Stati e del divieto di ingerenza sancita dalla pace di Westfalia nel 1648; essi rifiutano di accettare le dure lezioni della Storia, maestra di vita, rifiutano di riconoscere che dopo i gulag sovietici e le camere a gas naziste, dopo i massacri di  Kigali e di Srebrenica, non è più possibile mettere sullo stesso piano Stati e governi democratici e rispettosi dei diritti umani con regimi totalitari che quei diritti calpestano dentro e fuori delle loro frontiere, e che oggi l'unica via per liberare il Terzo Mondo dalla miseria non è il peloso "rispetto delle culture autoctone", bensì la creazione di una società civile aperta e di un apparato amministrativo-giudiziario capace di tutelare la libertà di religione, di pensiero e di iniziativa economica di tutti i cittadini, senza distinzioni di razza o di fede. Una via che potrà essere percorsa soltanto con la creazione di un Impero mondiale guidato dall'unica potenza veramente liberale e democratica, gli Stati Uniti d'America, i soli dotati della forza e della determinazione necessarie per unificare l'umanità e assicurare pace, libertà e giustizia per tutti.

L'Associazione Internazionale "New Atlantis for a World Empire" e il suo ramo esecutivo, il Partito Mondialista, manifestano la loro solidarietà al popolo d'Israele e rinnovano la ferma volontà di operare, con la parola e con tutti gli altri mezzi LEGALMENTE VALIDI, per la realizzazione di questo nobile progetto.

 

ANNUIT COEPTIS

 

 

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