Mondialismo contro Antimondialismo, è (anche) una guerra tra dèi

 

 

(19/09//2020) La guerra tra Mondialismo e Antimondialismo, iniziata cento anni fa con l'ingresso degli Stati Uniti d'America nel conflitto con gli Imperi Centrali, è una lotta all'ultimo sangue che non si svolge soltanto a livello politico-diplomatico, economico e militare, ma anche e soprattutto su un piano squisitamente culturale, e più ancora su un piano teologico.

Non è una esagerazione: a dimostrarlo basta l'intervista rilasciata il 27 giugno 2019 al Financial Times dal cekista Validimir Putin, nella quale il tiranno ha affermato con arroganza che la democrazia liberale sarebbe ormai «obsoleta» a fronte dei sovranismi autoritari come il suo, e ha rivendicato il ruolo del Cristianesimo quale fondamento perenne della Russia dal battesimo del principe Vladimir di Kiev nel 988 fino ad oggi, sorvolando con noncuranza sull'ateismo di Stato imposto dal regime sovietico per 74 anni, sulla distruzione sistematica di chiese e monasteri, sulla persecuzione e il martirio di migliaia di fedeli; un'operazione di propaganda sfacciatamente portata avanti anche dai media e siti web eurasisti finanziati dall'Asse Mosca-Pechino-Teheran, i quali non si fanno scrupoli di additare agli incolti le società occidentali come «atee e materialiste» e di esaltare la «spiritualità» della Russia ortodossa, della Cina confuciana e dell'Iran sciita.

Tuttavia, analizzando i referenti intellettuali degli antimondialisti (dagli esoteristi René Guenon e Julius Evola all'etnologo nazista Herman Wirth, da Søren Kierkegaard a Martin Heidegger), la loro religiosità appare tutt'altro che cristiana, essendo fondata sulla credenza in un Sacro onnipervadente di cui l'uomo, in tempi mitici, avrebbe percepito costantemente la presenza, e al quale avrebbe partecipato intimamente attraverso riti estatici che riproducevano il ciclo cosmico di nascita-crescita-morte-rigenerazione di questo Uno-Tutto; un'epoca della Tradizione a cui l'Ebraismo avrebbe colpevolmente posto fine con la sua fede in un Dio personale, trascendente e Altro rispetto al mondo da Lui creato. Pertanto, se di una religione antimondialista si può parlare, questa va definita come anti-cristiana, nella misura in cui pretende di snaturare il Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe facendone una caricatura di Odino, come si proponeva Hitler (non a caso idolatrato dagli eurasisti).

La verità è che la società liberale moderna è figlia della fede ebraico-cristiana in un Dio-Logos il quale ha creato tutti gli uomini a Sua immagine, dando loro non solo la ragione per comprendere le leggi della Natura e utilizzarle per migliorare il mondo, ma anche la libertà: Egli ha cioè voluto che gli uomini non fossero schiavi della necessità come gli animali, le piante e il mondo inanimato, ma fossero "padri" delle proprie azioni come Lui, affinché potessero adorarLo «in spirito e verità». Per questo i cristiani, dopo il crollo dell'Impero Romano d'Occidente, si sono impegnati nel bonificare terre paludose; nell'insegnare alle popolazioni semibarbare a irreggimentare i fiumi con chiuse e canali al fine di sfruttarne le acque per irrigare i campi e per azionare macine, filatoi e telai meccanici; nell'edificare ospedali per dare conforto a milioni di poveri e di malati durante le terribili pestilenze, e scuole e università per coltivare e diffondere il sapere; per questo essi, dopo un travaglio durato secoli per affrancarsi dai cascami del comunitarismo pagano, a partire dal 1500 hanno proclamato sempre più esplicitamente il primato dell'individuo rispetto alla comunità nella quale egli si trovi casualmente a nascere, e hanno difeso la libertà di pensiero, di parola e persino di religione contro i totalitarismi novecenteschi.

Quale differenza tra il Cristianesimo occidentale, motore di progresso, e l'Ortodossia che imprigiona i russi nei ceppi di una visione spiritualistica che esalta le decisioni assolute, il "tutto o  niente" - come ne "I fratelli Karamazov" di Dostoevskij, con i suoi personaggi impulsivi e radicali nel bene come nel male -, e fa del sovrano terreno (lo zar, Stalin, Putin) l'immagine di Dio, un potere irresistibile che schiaccia gli uomini negando loro ogni diritto! Quale opposizione tra il riconoscimento cristiano della dignità del singolo e l'asfissiante conformismo dei Cinesi, educati fin dalla nascita all'assoluta uniformità, ad essere "come gli altri", a obbedire all'imperatore o al partito unico come un gregge o un esercito di formiche! Quale abisso separa il Dio razionale dei cristiani da Allah, l'idolo capriccioso e arbitrario creato da Maometto a sua immagine, che può comandare ogni cosa e il suo contrario, che stabilisce la superiorità dell'uomo sulla donna e del muslim sugli "infedeli", che non chiede di essere amato ma temuto! Non è un caso dunque che l'Islam, dopo aver salvato le opere filosofiche, mediche e scientifiche della classicità greco-romana (ma principalmente grazie all'opera dei suoi sudditi cristiani ed ebrei), abbia ripudiato la filosofia di Aristotele in nome di una interpretazione letterale del Corano; o che la Cina, dopo aver inventato la polvere da sparo l'abbia utilizzata soltanto per giochi pirotecnici, e dopo aver inventato gli orologi meccanici ne abbia proibito la fabbricazione fino all'arrivo dei primi missionari europei, e dopo aver inviato imponenti flotte a esplorare le coste dell'Africa e persino dell'America abbia messo al bando la navigazione per un banale conflitto all'interno della corte imperiale tra la fazione degli eunuchi (che dirigeva la marina) e i loro avversari poi risultati vincitori; o che la Russia, pur annoverando grandi scienziati nei campi della chimica (Mendeleev) della cosmologia (Friedman, Gamov) e della fisica (Sacharov), non sia risuscita a mantenersi al passo con l'imponente sviluppo scientifico e tecnologico dell'Occidente, e abbia finito per trasformarsi in una caserma ricca di armi ma povera di pane.

La guerra tra Mondialismo e Antimondialismo non è dunque una lotta tra Cristianesimo e ateismo, o fra il "Regno del Sacro" e un presunto "regno della quantità", ma un confronto tra due visioni opposte di Dio, tra il vero Dio dell'Occidente che chiama gli uomini a esercitare ragione e libertà, e il falso dio dell'Oriente che vuole gli uomini schiavi e ignoranti. Per questo noi mondialisti ci impegniamo a persuadere gli uomini e le donne del nostro tempo con la forza degli argomenti e non con l'argomento della forza, perché crediamo che ragione e libertà siano doni che Dio ha dato a tutti i Suoi figli. E per questo siamo sicuri che presto o tardi tutto il genere umano comprenderà la bontà e la necessità di abbattere tutte le sovranità etno-nazionali fonte di guerre, persecuzioni, discriminazioni e genocidi, e tutti i tiranni e i dittatori laici e teocratici come Putin, Xi Jinping e Khamenei - loro sì ormai obsoleti -, e di creare un Impero mondiale che riconosca a ogni individuo, qualunque sia la sua origine, il suo sesso o la sua fede, i diritti inalienabili alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità.

 

Sigillum Triplex

Advenit Novus Ordo Seclorum

Annuit Coeptis

 

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